Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 16 al 22 settembre 2019

1. LA MORTE DI LARRY WALLIS

Larry Wallis, primo chitarrista dei Motörhead, è scomparso il 19 settembre a 70 anni per cause che non sono state rese note. Il musicista aveva fondato con Lemmy Kilmister e Lucas Fox la band di cui aveva fatto parte dal 1975 al 1976, contribuendo alla scrittura di alcuni brani inclusi nell’album On Parole (1979).

2. I BLACK KEYS E I BIGLIETTI SBAGLIATI

Brutta storia al concerto dei Black Keys al Wiltern Theatre di Los Angeles, dove centinaia di fan sono rimasti fuori perché in possesso di biglietti comprati da venditori non autorizzati, pagati anche l’800% in più rispetto al costo effettivo. “I biglietti per il concerto costavano 25 dollari”, ha spiegato la band in un comunicato, “e venduti attraverso il fan club. Era il nostro primo concerto da oltre quattro anni e il lancio del Let’s Rock Tour. Dato che suonavamo in un locale molto più piccolo rispetto al resto del tour essendo uno show di warm up, abbiamo disattivato la trasferibilità dei biglietti per garantire che i nostri fan entrassero al prezzo basso che avevamo fissato per lorosiano entrati dalla porta al basso prezzo che abbiamo fissato per loro. Purtroppo, gli speculatori hanno colto l’opportunità per truffare i nostri fan e rubare i loro soldi vendendo biglietti non validi”.

3. MARTIN GORE VENDE I SUOI SYNTH

Decine di strumenti fra synth, drum machine ed effetti dalla collezione personale di Martin Gore saranno in vendita su Reverb per una buona causa: i ricavati andranno infatti all’associazione non-profit Notes For Notes, che offre ai giovani che non possono permetterselo accesso a strumenti, istruzione musicale e studi di registrazione.

4. LO STADIO DI BUDAPEST IMPAZZISCE PER I RAMMSTEIN

O meglio, fa impazzire i cittadini: per un guasto all’impianto audio, nella notte fra lunedì e martedì gli speaker dello stadio hanno trasmesso a tutto volume il singolo dei Rammstein Deutschland.

5. LA MUSICA DICHIARA LO STATO DI EMERGENZA

Mentre molti potenti continuano a ignorare o sottovalutare il problema, molti artisti si sono uniti per continuare a tenere viva l’attenzione sull’emergenza del cambiamento climatico: oltre ad aver sfilato in gran numero alle manifestazioni dello scorso venerdì, la campagna Music Declares Emergency (MDE) ha già raccolto oltre 2000 firme di artisti come Idles, xx, The 1975 e Foals, che alla serata dei Mercury Prize con uno striscione che recitava “No music on a dead planet”.

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MDE at the Global Climate Strike! happening now!

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E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.