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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 25 febbraio al 3 marzo 2019

1. LA CONTAMINAZIONE DI MANUEL AGNELLI E RODRIGO D’ERASMO

Si chiama Germi, come il quarto album, il primo in italiano, degli Afterhours, ed è “un luogo di contaminazione, dove creare nuovi spazi espressivi”. Un progetto di Francesca Risi, Gianluca Segale, Rodrigo D’Erasmo e Manuel Agnelli, che dice del nuovo spazio milanese: “Germi si inserisce in un’area da sempre molto vitale e interessante, già ricca di punti di riferimento ma ancora potenzialmente in crescita. È un esperimento personale ma anche sociale, in una Milano che sta diventando realmente “nuova”, di nuovo inclusiva e aperta verso l’esterno.
Una città dove si ricomincia a sperimentare liberamente e dove la curiosità torna a essere la forza motrice del cambiamento. La cultura nasce nei quartieri, dalla gente per la gente.
In questi anni ho avuto la fortuna di vivere situazioni molto stimolanti e incontrare persone uniche e interessanti che mi hanno arricchito interiormente e mi hanno fatto vivere dei momenti di grande entusiasmo. Germi è il mio modo per cercare di rendere quotidiane tutte queste esperienze.
Renderle quotidiane per tutti quelli che vorranno far parte della nostra famiglia”.

2. LA MORTE DI STEPHAN ELLIS

L’ex bassista dei Survivor Stephan Ellis è scomparso il 28 febbraio. A darne notizia è stato Frankie Sullivan, il chitarrista della band famosa soprattutto per Eye Of The Tiger, che ha scritto: “Siamo devastati nel sapere che Stephan Ellis è morto. Steph era il tipo che era interessato solo alla musica. Aveva un fascino speciale con i fan e nella band. […] La cosa che ricordo meglio e con più chiarezza è il giorno in cui abbiamo editato Keep It Right Here. La parte di basso e i versi all’inizio appena finiti nel mix ed è stata la parte di basso a ispirarmi ad andare così in alto con la chitarra. Mettiamo insieme le nostre tracce, in studio dal vivo. Le note di Steph su quel basso blu sono memorabili come la canzone stessa. […] sottovalutato e mai datato, ben vestito e in modo duraturo, ha vissuto la vita a modo suo e alle sue condizioni”.

3. ARIEL ENGLE VS MORRISSEY

Durante un’intervista con il Guardian, Ariel Engle (Broken Social Scene), una dei tanti ospiti del nuovo album di cover di Morrissey, ha spiegato che non era al corrente delle idee politiche sempre più conservatrici e delle sparate sull’immigrazione dell’ex Smiths: “è un argomento debole dichiarare la propria ignoranza, ma è così. Non è una scusa ma è la verità. Le cose che dice non corrispondono alle mie idee, credo che sia completamente fuori luogo. Sono cresciuta nel multiculturalismo e sono il prodotto di multiculturalismo e immigrazione. Sento di aver dovuto farlo, ma è un mio sbaglio”. Gli altri artisti presenti nel disco non hanno voluto rilasciare dichiarazioni, tranne LP, che ha detto: “Sono una grande fan della sua musica e della sua poesia, sono stata onorata che mi abbia chiesto di collaborare”.

4. IL REGISTA DI LEAVING NEVERLAND SU MICHAEL JACKSON

Dan Reed, il regista del documentario su Michael Jackson Leaving Neverland, in uscita il 6 marzo, pensa che altre vittime delle controverse attenzioni del cantante verranno allo scoperto in futuro. Parlando con il NME, Reed ha detto che Jackson “potrebbe aver sfruttato sessualmente molte altre vittime” e usato la sua fama e “le leggende dei tabloid” per coprire la verità. Quello che sembra sicuro è che il film farà discutere.

5. JOHN HAUGHM E IL POST ANTISEMITA

John Haughm, ex Agalloch ora frontman dei Pillorian, è finito nella bufera per un presunto commento antisemita, che avrebbe addirittura spinto gli altri membri dei Pillorian a lasciare la band, e gli Agalloch a condannarlo con un post di risposta. Haughm aveva ricordato Bruno Ganz, scomparso qualche giorno fa, con queste parole: “RIP Bruno Ganz. Il suo ritratto di Hitler in Downfall è incredibile e sfortunatamente parodiato in tutti i modi. Anche se mi aspettavo che qualcuno avrebbe fatto un video “Hitler reacts to the Agalloch breakup”, ammetto che quello sui Morbid Angel era piuttosto divertente…”, e poi ha scritto in un commento: “Mi fa piacere che “Jewbook” non abbia cancellato il mio post come avevo sentito di altri tributi a Ganz”. Dopo che il chitarrista Stephen Parker e il batterista Trevor Matthews hanno annunciato che non avrebbero più suonato nei Pillorian, il frontman ha diffuso un comunicato in cui chiede scusa per aver detto “qualcosa di monumentalmente stupido, insensibile e infantile”, e dice di voler stare per qualche tempo lontano dalla musica e dai social.


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