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Riccardo Sinigallia-Torino-HiroshimaMonAmour
Riccardo Sinigallia in concerto all’Hiroshima Mon Amour di Torino.

di Plinio Paolo Albera / foto di Luigi De Palma

Chi segue Riccardo Sinigallia ha cura. È un tipo di ascoltatore che di solito fa attenzione a chi è l’autore di un pezzo, non solo a chi lo canta. È uno che sa quanto è importante un compositore, un arrangiatore, un producer. Chi segue Riccardo Sinigallia sbuffa ogni volta che sente la parola Tiromancino. Gli viene sonno quando ancora dopo vent’anni legge da qualche parte “quello della canzone di Frankie Hi-NRG”. Chi segue Riccardo Sinigallia è forse un po’ tiepido nei confronti dei cantautori romani più mainstream. In quanto a Motta? Conosce solo il primo album (quello che ha prodotto lui), il secondo non l’ha sentito nemmeno una volta ma forse è una bugia. Chi segue Riccardo Sinigallia è generalmente immune dagli orgasmi da sold out, ma lo va a sentire ogni volta che può. Durante il concerto non sta a cantare a squarciagola o a instagrammare tutto il tempo, ma la mancanza di visibili segni di partecipazione non vuol dire superficialità, al contrario: attenzione. Chi segue Riccardo Sinigallia è un Giusto.

Ma chi vuole rientrare in questa élite deve avere una conoscenza analitica (non facile) della sua carriera, e quindi 1) sapere le decine di canzoni di successo che ha firmato o co-firmato per altri interpreti, da Max Gazzé e Niccolò Fabi in avanti, 2) conoscere una buona fetta dei dischi che ha prodotto artisticamente per altri più le collaborazioni sui generis come con Carboni e Deproducers, 3) avere una minima infarinatura sui videoclip da egli stesso diretti, e infine 4) amare le canzoni dei suoi quattro bellissimi album. Sarà considerata titolo preferenziale la conoscenza di tutte le volte in cui l’attore Valerio Mastandrea è apparso in suoi video o canzoni*.

Chi segue Riccardo Sinigallia dunque si riunisce al suo concerto: il tour di Ciao Cuore, quarto album solista, inizia da Torino, Hiroshima Mon Amour. Sotto il palco molti esemplari del tipo appena descritto. Sopra il palco, accanto a lui, Laura Arzilli al basso, Francesco Valente alla chitarra, Andrea Pesce alle tastiere, Ivo Parlati alla batteria. Lui sorriso candido che si storce alla prima pennata, piercing al sopracciglio come una lacrima al contrario, maglione XL e tutta l’emozione di una non-star, quasi di un ex backliner, “comunque fuori moda, mentre un altro pezzo vola”. Per quasi tutto il concerto è alla chitarra, e qualche volta si siede al piano, come nel video di Niente mi fa come mi fai tu uscito pochi giorni fa.

Rispetto al disco, tutto il live è molto meno elettronico e più suonato, chitarristico, fisico, e pulsa insieme alle lancette dei VU meter analogici proiettati dietro al palco. La scenografia si evolve durante il concerto: le immagini dei VU meter diventano digitali, un cuore stilizzato circoscrive un cuore anatomico. Una breve clip dal film Non essere cattivo anticipa la canzone A Cuor Leggero, che ne è la colonna sonora, e ne ricorda il regista – Claudio Caligari – scomparso poco dopo il termine delle riprese.

Tutte le canzoni di Ciao Cuore meritano di essere in scaletta, nessuna esclusa. Dai “tempi bari” di Bella quando vuoi alle Donne di destra “abbronzate d’inverno e truccate al mare d’estate”, fino a Dudù che “ci insegnavi a ballare perché nel ballo c’è quasi tutto quello che uno è”. Dell’album precedente Per Tutti c’è una buona parte. Poi Lontano da ogni giorno e Bellamore dal primo disco, Se potessi incontrarti ancora e Amici nel tempo (con Paolo Spaccamonti ospite alla chitarra) dal secondo Incontri a metà strada. E ovviamente La descrizione di un attimo, canzone che appartiene a un’altra storia – il breve periodo con i Tiromancino – e in virtù di questo è da sempre quella che “salta la fila” e si appropria del primo posto nella memoria di tanti. Un piccolo sopruso, visto che molte altre non sono da meno. O una piccola rivincita, per riaffermare la sua importanza nell’ascesa della band di cui è stato molto più che un produttore.

Produttore che piace ai produttori, cantautore che piace ai cantautori, a volte per pochi, ma sempre “per tutti”. Chi segue Riccardo Sinigallia ritiene che meriterebbe fama cento volte superiore, eppure segretamente si compiace di essere parte di quella élite che ama le sue canzoni e sa dietro a quali successi del pop italiano si nasconde il suo estro. Questa prima serata del tour, all’Hiroshima Mon Amour, ha l’eleganza del non-sold-out, e l’atmosfera comprensibilmente emozionata di un nuovo inizio. “Un cuore giovane come la prima volta”, usando le parole dell’ultimo ritornello del concerto, quello di Una rigenerazione, prima che si riaccendano le luci in sala per far defluire un pubblico certamente rigenerato. Chi segue Riccardo Sinigallia ha un’interpretazione personale dell’espressione “Ciao Cuore”, che non è quella classica romana.

Riccardo Sinigallia Ciao Cuore tour

Guarda le date del tour di Ciao Cuore


*Autore del testo di Che male c’è, attore nei video di Ciao Cuore, Solo per te, Cadere, senza contare quelli per le canzoni co-firmate con i Tiromancino (Due Destini e La descrizione di un attimo), queste sono alcune delle apparizioni di Mastandrea nella musica di Sinigallia, ma sicuramente mi sfugge qualcosa.


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