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Arthur Sardust
(In)ControAddizioni. Sovrapposizioni. Manipolazioni. Ibridazioni. Alchimie. Mescolanze di “stili corrotti per formare collage creativi”. Benvenuti nell’era del mash-up pacifista. Benvenuti nella definizione di nuovi scenari. Da esplorare con le orecchie aperte.

di Letizia Bognanni e Daniela Liucci

 

GREEN BEATLE & THE PINK KINK
The Hazards Of Arthur Stardust & The Magical Idiot – A Rock Opera

Atto primo. È il 31 dicembre 2042. Una ragazza dal look vagamente hippie, dai vestiti troppo leggeri per la stagione, cammina guardandosi intorno nella campagna inglese. Entra in un pub per chiedere dove si trova e qui conosce l’unico avventore, Arthur, che le chiede da quale dimensione provenga. Lei senza scomporsi risponde che viene dalla Green Dimension, e che è finita per sbaglio nella Grey mentre cercava il varco per la Pink. Comincia quella sera la storia d’amore fra Penny e Arthur. Lei è una ballerina proveniente da una dimensione parallela, in fuga da un marito troppo affettuoso e desiderosa di esplorare gli universi. Lui un rocker che si è ritirato nella sua tenuta in Cornovaglia dopo aver passato molto tempo in un ospedale psichiatrico in seguito a un episodio avvenuto durante un concerto: mentre cantava il suo brano di maggior successo, Magical Idiot, si è lanciato contro una parete sostenendo che ci fosse una porta per tornare nell’universo parallelo da cui era stato rapito. Quando anni dopo vede Penny in quel pub, capisce subito di non essere pazzo, e la risposta della ragazza alla sua domanda gliene dà ulteriore conferma: a nessuno infatti, nemmeno agli psichiatri, Arthur ha mai raccontato dei suoi sogni ricorrenti, in cui viene portato via da un mondo tutto rosa, per vivere in questo in cui tutto è grigio.

Atto secondo. Dopo qualche mese di vita di coppia in campagna, Penny convince Arthur a tornare sulle scene. Lui dice che lo farà solo se si esibirà anche lei, e così i due partono in tour con uno spettacolo che diventerà un successo clamoroso in tutto il mondo. Una sera, dopo un concerto trionfale a Londra, si presenta nei camerini Tommy, il marito di Penny, deciso a riportarla nella sua dimensione. Mentre i due discutono, entra Arthur. Gli uomini si guardano a lungo negli occhi senza dire una parola. Penny teme che stiano per litigare o peggio, ma all’improvviso i due si abbracciano piangendo di gioia. I loro sogni fino a quel momento indecifrabili hanno finalmente un senso: Arthur e Tommy sono fratelli. Quando erano ancora piccolissimi, la madre li aveva portati via dal loro universo, il Pink, per salvarli da un padre pazzo e violento deciso a farne dei sicari per la sua associazione criminale, e li aveva separati nella certezza che un giorno la forza dell’amore li avrebbe fatti rincontrare. Così è stato: grazie a Penny, con la quale tornano nella dimensione rosa, solo per scoprire che la madre è morta, uccisa proprio dal marito dopo avergli detto che i bambini erano morti, mentre il padre è rinchiuso nella sua lussuosa casa, imprigionato in sé stesso, in una gabbia di follia, mutismo e immobilità. I tre decidono infine di restare a vivere nella Grey Dimension, per diffondere amore e colori con la band, a cui si è unito anche Tommy.

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Avevano giurato di smetterla con i concept album i Green Beatle & The Pink Kink, soprattutto dopo la morte improvvisa di Jason Horton,fidatissimo manager e guida spirituale da quando erano solo dei ragazzini con la cresta che suonavano a tutto volume nei seminterrati del cuore dell’Europa. Era lui che li sfidava a raccontare “storie interconnesse” a scrivere “romanzi in musica”. Forse per ricordarlo, o perché in barba a ogni buona intenzione di certi vizi è difficile liberarsi, con il loro settimo lavoro vanno oltre, entrando nel campo minato delle temibili opere rock. E lo percorrono con la rilassatezza e l’agio di chi ha sempre fatto sogni in technicolor e non ha mai scisso l’immagine dal suono. The Hazards of Arthur Stardust & The Magical Idiot è nato come un progetto crossmediale lo-fi, che ha finito per ricordare nello spirito i tempi in cui esperimenti di questo tipo erano la norma e non l’ultimo capriccio di una band piuttosto eccentrica e per diventare un racconto dilatato, mai incoerente o indulgente, che tiene in equilibrio piuttosto perfetto ambizione, presunzione e lucidità musicale. E che definisce con maggiore nitidezza quel sound sperimentale che ha rischiato molto spesso di perdersi in azzardate divagazioni. Con una visione precisa della storia, ambientata in un futuro prossimo in cui il mondo come lo conosciamo si scinde in molteplici dimensioni collegate da altrettante porte, il quintetto anglo-canadese costruisce con attenzione le voci dei protagonisti, accompagnandoli per mano nei loro viaggi di scoperta, nella follia, nell’amore, nell’oscurità, con infinite variazioni di un punk-folk psichedelico e glam, surreale ed elastico, che non ha paura di affidarsi a strumentazioni inusuali come la glassarmonica di Wizard Jesus, di mostrare dove possono davvero arrivare i due accordi di Strawberry Daydream, di disegnare ossessioni pulsanti con la poliritmia di Suicide On The Hill o di sommare strati sonori come pennellate sulla tela bianca di The Wall In The Taiga/The Rain Of Suburbia assecondando l’avvicendarsi dei colori, sempre più saturi, che avvolgono le esistenze dei protagonisti. Né di riportare tutto in una struttura più convenzionalmente pop in quello che è il cuore della storia e del disco, Magical Idiot, il singolo che rappresenta il passato e il futuro di Arthur, l’esuberante melodia che scatena ricordi, pensieri e incubi apparentemente indecifrabili. Hanno corso dei rischi, certo, i Green Beatle ma nessuna legge del mercato può cancellare la soddisfazione di aver realizzato proprio il disco che avevano in mente: personale, ardito, accessibile e definitivo al punto da chiudere un ciclo. Ma Hazards è qualcosa di più, è teatro di fantascienza, un dramedy-futurista, e soprattutto un’esperienza pienamente coinvolgente. L’ultima di questo tipo, hanno tenuto a precisare. Qualcuno ci crede?

SOUNDTRACK

The Beatles – Strawberry Fields Forever da Magical Mystery Tour (Capitol, 1967)
Neil Young – Be The Rain da Greendale (Reprise, 2006)
The Who – Pinball Wizard da Tommy (Polydor, 1969)
The Kinks – Shangri-la da Arthur (Or The Decline And Fall Of The British Empire) (Pye Records, 1969)
The Decemberists – Won’t Want For Love (Margaret In The Taiga) da The Hazards Of Love (Capitol, 2009)
Pink Floyd – Another Brick In The Wall Pt. 2 da The Wall (EMI, 1979)
David Bowie – Moonage Daydream da The Rise and Fall of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars (RCA, 1972)
Green Day – Jesus Of Suburbia da American Idiot (Reprise, 2004)
The Who – 1921 da Tommy (Polydor, 1969)
The Beatles – The Fool On The Hill da Magical Mystery Tour (Capitol, 1967)
David Bowie – Rock And Roll Suicide da The Rise and Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders from Mars (RCA, 1972)
Pink Floyd – Comfortably Numb da The Wall (EMI, 1979)
Neil Young – Leave The Driving da Greendale (Reprise, 2006)
Green Day – Homecoming da American Idiot (Reprise, 2004)
The Kinks – Brainwashed da Arthur (Or The Decline And Fall Of The British Empire) (Pye Records, 1969)
The Decemberists – The Rake’s Song da The Hazards Of Love (Capitol, 2009)

Potete ascoltare la playlist qua sotto, tramite il nostro profilo Deezer.


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