AMONGBROTHERS

di Lorenzo Cibrario

E’ toccato agli Among Brothers da Cardiff aprire la serata al Birthdays di Dalston lo scorso lunedì 28 ottobre, una serata complessa ed attesa come poche altre ultimamente. Il quintetto gallese ha intrattenuto con buona lena la marmaglia presente nel locale riproponendo i brani tratti da Homes del 2010 e dai quattro singoli pubblicati negli ultimi tre anni: Loved; Keep; I Am Certain e l’ultimo del 2013 Jollica.

Dal vivo come su disco, la band non è purtroppo imprescindibile perché risultando troppo epica, finisce per scivolare a tratti nel pacchiano. Il problema è da vedersi proprio a monte, nell’idea chiave del gruppo, cioè quella di unire a ritmi elettronici, canti teatrali e percussioni post-rock col fine di creare un pop da camera moderno; concetti che stridono un po’ se non si hanno gli strumenti per gestirli pienamente. La buona volontà della band è indubbia, ma ad ora devono ancora smussare alcuni angoli troppo secchi.

APPLESEEDCAST

A seguire i June Miller, band nostrana di incredibile presenza scenica sul palco e dalle grandi capacità compositive. Quaranta minuti di ottimo indie post-rock, il quale se già su disco convince, dal vivo diventa un’affascinante magma sonoro. La band ha suonato per lo più brani dal loro I couldn’t Be With You Even If I Wanted del 2012, i quali ovviamente dal vivo acquistano una potenza maggiore (vedi la già ottima Finale che dal vivo coinvolge e convince ancor di più). Se questo è il livello di crescita della band, aspettiamoci un ottimo prossimo disco.

Infine gli Appleseed Cast a chiudere. Se già prima eravamo tutti gasati dalla performance della band italiana, con il quartetto del Kansas il pubblico è letteralmente esploso. La rettangolare conformazione del locale è servita come arena ad un pogo e a svariati stage diving da parte del pubblico, mentre gli Appleseed Cast davano una lezione di stile e di tecnica a tutti quanti. Il loro rock dalle venature emo è sempre un’emozione (appunto), cosa che dal vivo si moltiplica esponenzialmente, soprattutto con i brani tratta da Peregrine e da The End of the Rings Wars. La band ha presentato per lo più i brani dell’ultimo Illumination Ritual, i quali se su disco non convincono appieno, dal vivo si trasformano, acquisendo forza e ‘pienezza’, come spesso succede con le band emo, post rock. Band importantissima, seminale e mai abbastanza riconosciuta.

Qui sotto, il video di Great Lake Derelict, degli Appleseed Cast.