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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi
dal 15 al 21 gennaio

di Letizia Bognanni

Trent Reznor e i problemi col vicino
Anche le rockstar litigano coi vicini di casa. Forse però ai comuni mortali capita di farlo per ragioni un po’ diverse da quelle che hanno convinto Trent Reznor a chiedere un’ordinanza restrittiva: Reznor ha denunciato il vicino per i suoi comportamenti sempre più folli, fra cui urla e minacce verso il cantante, la sua famiglia e i suoi amici, a cui era solito minacciare, quando li vedeva uscire, che Satana sarebbe venuto a prenderli. L’uomo, ha raccontato Reznor, la vigilia di Natale si sarebbe messo a camminare avanti e indietro sul marciapiede, mentre lui era fuori a giocare coi figli, con addosso pantaloncini, camicia aperta e cappello da babbo natale, urlando “I ricchi possono fare quello che vogliono, ma alla fine il Signore li prenderà”.

Il crollo del Merriweather Post Pavilion
I tetti non collassano solo in Italia. Non che questa renda una buona notizia il crollo del soffitto del Merriweather Post Pavilion, l’anfiteatro di Baltimora celebre fra l’altro per aver dato il titolo nel 2009 all’album degli Animal Collective. Il rinnovo della copertura, parte del piano di restauro in corso, era quasi terminata quando questa è collassata, senza per fortuna fare male a nessuno.

L’arresto di Kodak Black
Venire arrestato è una cosa che capita, nella vita di una celebrity. Meno comune è che l’arresto avvenga in live streaming. Il rapper Kodak Black stava filmando una diretta su Instagram quando sono arrivati i poliziotti a portarlo via, con varie accuse: furto e possesso di arma da fuoco, abbandono di minore, possesso di marijuana e due violazioni della libertà vigilata.

La rivincita di Brian Wilson con chi gli diede un brutto voto per Surfin’
Sicuramente almeno una volta nella vita ci siamo consolati di un fallimento pensando ad Einstein che andava male in matematica. Ora abbiamo un altro episodio da usare come motivational quando ci sentiamo incompresi: negli anni cinquanta lo studente Brian Wilson scrive una composizione per il corso di musica a scuola, ricevendo come voto una F (un’insufficienza, quindi). Qualche anno dopo, nel 1961, quella composizione diventa Surfin’, il primo singolo di una band chiamata Beach Boys. E come se non bastasse il lieto fine, l’attuale preside della scuola ha trasformato il voto in una A e ha invitato Wilson a ritirare il suo compito.

La prova da rapper di Tom Hardy
Uno che invece ha fatto bene a non insistere con le ambizioni giovanili è Tom Hardy: la sua prova da rapper con il nome d’arte Tommy no 1, rimasta chiusa nel famigerato cassetto dal 1999 e ora pubblicata, non è una schifezza ma di sicuro, visto il suo talento di attore, siamo contenti che alla fine abbia optato per la recitazione.

E se non vi bastano queste news in pillole, qua trovate quelle musicali e qua quelle scovate dalla rete.


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