
Tutti i contenuti del numero 396 di Rumore, gennaio 2025. Lambrini Girls, musica ribelle e la guida pratica dedicata alla musica che arriva dal continente africano
2025: quest’anno facciamo qualcosa di nuovo per quanto riguarda le nostre Guide Pratiche (qui gli le guide arretrate). Intanto ospitiamo per la prima volta un nuovo autore: diamo il benvenuto ad Andrea Pomini. Poi: dopo aver indagato epoche e generi musicali o esserci spostati verso il cinema, la letteratura, l’editoria o la radiofonia, questa volta facciamo qualcosa di inedito, pubblicando Africa Ieri Oggi E Domani 50+50 Dischi Per Amare Il Continente. Come scrive lo stesso autore nella quarta di copertina del libro, “l’Africa non è un genere”. Non solo non è un genere, ma è anche il continente che rappresenta la maggiore fonte di influenza e ispirazione per la musica (non soltanto occidentale) ormai da moltissimi anni. Considerato che da una parte ci sono lettori consci di quello che arriva dai singoli paesi africani e che quindi sanno già molto, ma dall’altra c’è una grandissima massa di ascoltatori poco alfabetizzati rispetto a un tema così enorme, abbiamo deciso di affidare questa indagine approfondita a Pomini, uno dei massimi esperti in Italia del tema in oggetto. Quindi troverete, come capita ogni volta che pubblichiamo una guida, 50 dischi classici presi dalla storia della musica del continente africano + altri 50 capolavori trattati come bonus. 100 schede: per noi, per la prima volta, lo scopo di questa indagine è, potremmo dire, di carattere storico, geografico e culturale. Rispetto al passato speriamo che la lettura di questa guida possa portare a scoprire dei pesi massimi magari conosciuti marginalmente o addirittura ignorati. Iniettando, alla fine, una conoscenza di base del suono del continente africano dalla seconda parte del 900 fino ai giorni nostri, magari più approfondita rispetto a quella di partenza.

Ma veniamo ora alla copertina: per il mese di gennaio 2025 abbiamo deciso di partire con un progetto nuovo che coincide con uno dei dischi in assoluto più attesi di questa prima parte dell’anno. Si tratta del nuovo disco delle Lambrini Girls, gruppo di Bristol composto da due ragazze che assemblano tensione elettrica e politica. La coppia suona un punk aggressivo quanto efficace. Tracce di Idles e Sleaford Mods nella loro visione del rock e del capitalismo. A qualcuno ricorderanno memorie del movimento Riot Grrrl che caratterizzò la scena indie una trentina di anni fa e che questo mese Alessandro Baronciani rievoca nella sua rubrica a fumetti. In realtà le due ragazze riaffermano semplicemente un’identità fatta per l’appunto di consapevolezza politica, facendo sentire la loro voce da un contesto come quello britannico che sta evolvendo (involvendo?) in modo vertiginoso. Insieme alle Lambrini Girls abbiamo deciso di approfondire la figura di Ethel Cain: personaggio americano ineffabile quanto indefinibile, di ritorno al principio dell’anno con un album nuovo che dovrebbe fare chiarezza sulla stranezza della sua figura. Ciò che unisce e caratterizza la proposta musicale tanto delle Lambrini Girls quanto di Ethel Cain e che entrambe manifestano un lato personale e politico pieno di dichiarazioni identitarie: elementi che spingono verso quell’inclusività che non si può procrastinare oltre.


Da Bristol ci spostiamo a Londra per avvicinarci a un nome e cognome che parlano da soli: Bobby Gillespie. La nostra Stefania Ianne ha incontrato di persona il cantante e fondatore dei Primal Scream. Nuovo disco per la band di Bobby e un’intervista a cuore aperto per raccontarsi su tutta la linea, dalla musica alla politica, dalla sua autobiografia alla famiglia. Per fare il punto di una situazione che musicalmente dura da oltre 40 anni.

E, se si parla di leggende inglesi e di Londra, non possiamo non menzionare i Television Personalities: la band di Dan Treacy torna con una ristampa dedicata alle session radiofoniche del periodo 1980-1993. Per la sezione Retropolis, Diego Ballani ha sentito il loro “biografo” Dave Henderson, che racconta la storia del gruppo ai nostri taccuini. Quando dire post punk non sembrava ancora uno stereotipo.


Ci trasferiamo in Italia per dire di un altro approfondimento a cui teniamo moltissimo, quello che riguarda Laura Agnusdei e Caterina Barbieri: quest’ultima è stata da poco nominata direttrice artistica della Biennale Musica di Venezia. Un vero piacere per noi ritornare a dialogare con lei che già avevamo intervistato anni fa – se ne occupa Nicholas David Altea – per farci raccontare questo suo nuovo ruolo e le sue evoluzioni musicali. Prima, tuttavia, compare una sontuosa intervista di Alessandro Besselva Averame a Laura Agnusdei: amica, compagna di liceo di Barbieri, con cui pure ha suonato in passato. L’autrice, sassofonista e sperimentatrice bolognese ha un grande album in uscita. Occasione in più per scavare a fondo e per chiedere ad Andrea Prevignano una ricostruzione della storia clandestina delle artiste d’avanguardia italiane dell’ultimo mezzo secolo.

Nel numero di gennaio 2025 non possono naturalmente mancare nel numero di gennaio le consuete classifiche riassuntive del 2024 appena trascorso: a cura dei singoli collaboratori della rivista, voce per voce, firma per firma. 10 dischi significativi a testa fra quelli che hanno caratterizzato l’anno da poco concluso.
Scriviamo poi delle ultime uscite editoriali di Steve Wynn e Billy Bragg, oltre ai testi appena editi riguardanti Yoko Ono, Robert Johnson e Mina. Ricostruiamo la vicenda personale di Enrico Molteni, bassista e anima dei Tre Allegri Ragazzi Morti: si mette a nudo per noi nella rubrica senza rete chiamata I Complessi. A proposito di ricostruzioni: spicca quella firmata da Arturo Compagnoni che racconta la vicenda tenera ed elettrica dei Pains Of Being Pure At Heart. Fra le interviste spiccano poi quelle a nomi del futuro prossimo come gli apolidi Fievel Is Glauque, i transalpini Eat Girls, i lanciatissimi americani Knocked Loose, gli australiani Bananagun, i laziali Le Cose Importanti e gli inglesi deary e Flat Party.

Il disco del mese è quello del ritorno nonché definitivo dei leggendari Electric Wizard. In Italia scommettiamo tutto invece sulla giovane torinese Giulia Impache. Recensiamo inoltre le nuove uscite di Mogwai, Jake Bugg, Marracash, The Weather Station, Pharmakon, Erica Mou, Avatarium, Pentagram, Kendrick Lamar, The Hellacopters, Songhoy Blues, Vasco Brondi, Ulver, Jeff Parker Eta Ivtet, Body Count, Pa Salieu, Neoprimitivi, Ice Cube, Saint Etienne, Iggy Pop, Franz Ferdinand, Whitemary etc. A questi si aggiungono, fra le altre, le ristampe di Sangue Misto, Talk Talk, Joni Mitchell, New Order, U2, Jah Wobble.
“Rumore” 396, gennaio 2025, è in edicola: al prezzo, inclusa la guida allegata, di 9,90 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!
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