
Tutti i contenuti del numero 401 di Rumore, giugno 2025. Ian MacKaye e la Revolution Summer 1985, l’estate che cambiò l’hardcore
La “Revolution Summer” del 1985, l’estate che cambiò per sempre l’hardcore, spingendo il genere a esprimere il suo lato più emotivo e sensibile: un momento decisivo, che Nicholas David Altea ha ripercorso interpellando uno dei suoi protagonisti, Ian MacKaye, Mr. Dischord in persona, all’epoca reduce dall’esperienza Minor Threat e proiettato in un futuro che di lì a poco avrebbe partorito gli amatissimi Fugazi. Oltre a MacKaye, protagonista della nostra copertina, abbiamo interpellato l’attivista Mark Andersen e Brendan Canty, altro storico componente dei Fugazi, all’epoca nei seminali Rites Of Spring.

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Diego Ballani racconta l’affascinante fenomeno Lostwave: canzoni “perdute” in cerca di attribuzione in un mondo digitale nel quale tutto è apparentemente reperibile con un click, un “non genere” che nasce e si sviluppa nell’ambito dei lost media generando una vera e propria sottocultura.

Il ritorno dei Pulp a 24 anni dall’ultimo lavoro in studio ci offre invece la possibilità di documentare (grazie a Stefania Ianne) una recente intervista/incontro con il lider maximo della coolness in punta di fioretto Jarvis Cocker, mentre la nostra Letizia Bognanni sviscera la “poetica della gente comune” che attraversa l’intera produzione di Cocker e soci.

Infine, Mauro Fenoglio e Maurizio Blatto (con una incursione godibilissima, nelle vesti di esperto, di Carlos Valderrama dei Fitness Forever) ci raccontano l’Adult Oriented Rock e il cosiddetto “yacht rock”: materia tabù, fino a poco tempo fa, per ogni rocker duro e puro che si rispetti, al centro ultimamente di una riscoperta inaspettata, le cui ragioni indaghiamo e approfondiamo, allargando il discorso a motivatissimi “seguaci” come i 4GOT10 di Luca “Vicio” Vicini dei Subsonica, “yacht rocker” fin da tempi non sospetti.

Ci sono poi, ovviamente, le consuete rubriche. Le pagine di “Futura” ci parlano di nomi nuovi come Physalia, Lùlù, Milano 84, Awaves, Des Demonas, Gaia Banfi e Sami Galbi, Maurizio Blatto in My Tunes racconta di Pete Shelley e dell’epopea “afro”, ne I Complessi intervistiamo senza rete uno dei nomi chiave della storia della musica heavy in Italia, Steve Sylvester, Diego Ballani ci racconta in Flashback l’epopea degli statunitensi Ida, nei negozi con una corposa ristampa del loro classico indie folk Will You Find Me a cura di Numero Group, nelle pagine di Visioni Giona A. Nazzaro si occupa, tra le altre cose, di Havoc, nostro film del mese.

Pasando alle nuove uscite, il nostro album estero del mese è l’atteso ritorno dei Turnstile, Never Enough, mentre la nostra scelta mensile tra le uscite italiane è doppia: gli album di Heith e Canzonieri rispettivamente. Tra gli altri dischi recensiti, le colonne sonore (uscite in parallelo) dell’anime Lazarus a cura di Bonobo, Floating Points e Kamasi Washington, l’atteso ritorno degli Stereolab, il secondo capitolo firmato Caroline, Nadah El Shazly, Lifeguard e Calibro 35, Nada, Casino Royale. Fra le ristampe segnaliamo Pale Fountains, Pink Floyd, Sufjan Stevens e Stiff Little Fingers. E ancora libri, serie TV, podcast, fumetti.
“Rumore” 401, maggio 2025, è in edicola al prezzo di 8,00 euro. Disponibile anche la versione app da scaricare. Buona lettura!
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SOMMARIO
L’EDITORIALE
NEWS
UNCHARTED
PODCASTING
R.I.P.
PRIVÉ
MY TUNES
FUTURA
DISCO DEL MESE
RECENSIONI
TREECOLORE
IN ITALIA
FLASHBACK
RETROPOLIS
I COMPLESSI
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POSTER-I
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