
Va in scena il Jazz is Dead! festival di Torino, dal 30 maggio al 2 giugno al Bunker di Torino
Un festival non solo per i torinesi, un festival per chi ha voglia di esplorare e conoscere. Perché Jazz is Dead! è innanzitutto un momento di condivisione e un’esperienza collettiva, inclusiva e accessibile, durante la quale avviene una preziosa stratificazione di proposte.
I giorni di festival saranno quattro, dal 30 maggio al 2 giugno al Bunker di Torino, tempio del clubbing e centro culturale indipendente nato dalla rigenerazione di un’ex area industriale nella zona di Barriera di Milano; è un spazio in continua evoluzione, un crocevia di musica, arte, sport e sperimentazione urbana. Le porte si aprono sin dal pomeriggio – dalle ore 17 il venerdì, dalle ore 16 il sabato, dalle ore 15 la domenica e dalle ore 16 il lunedì – il festival è vivibile fino alla notte fonda, eccetto il lunedì, giornata con finale a mezzanotte.

L’ingresso al Bunker è riservato ai soci Arci e ha un costo di 15 euro a giornata e 45 per i quattro giorni. Jazz is Dead è un festival associativo, attraversabile, inclusivo: chi ritiene di non poter sostenere la spesa intera, potrà scegliere di avere un ingresso a un costo popolare di 10 euro.
Info e prenotazioni sul sito del festival. Per prenotare un ingresso occorre avere una tessera valida. Oggi la tessera Arci è anche digitale tramite app tessera-arci.it. Il cuore delle quattro giornate è naturalmente la proposta artistica, saranno momenti ricchi di suono e vibrazioni che percorrono le diverse sonorità che da sempre Jazz is Dead! porta sul palco: dall’elettronica all’avanguardia, dal pop al folk, dai suoni etnici fino, ovviamente, al rumore.




Venerdì 30 maggio, dalle ore 17
17:15 Talk ALMARE incontra Claudia Attimonelli, Techno. Ritmi afrofuturisti
18:00 Ruth Goller’s Skylla
19:30 The Necks
21:00 Tarta Relena (in collaborazione con Inner_Spaces)
22:30 Bendik Giske
23:30 Loraine James
01:00 Dopplereffekt
02:00 Kreggo
03:30 Dualismo
Jazz is Dead! si apre con Ruth Goller, bassista e compositrice che fonde jazz, lirica e post-rock, presentando in anteprima Skyllumina. Tornano poi i leggendari The Necks, trio australiano tra jazz e minimalismo, definiti dal New York Times “il più grande trio jazz della terra”. Segue il duo vocale Tarta Relena, rivelazione catalana che reinventa canti tradizionali con elettronica minimale. Atmosfere ipnotiche con il sassofonista norvegese Bendik Giske e il suo live estremo e avanguardista. A mezzanotte Loraine James porta il suo universo elettronico sperimentale e intricatamente programmato. Chiudono i Dopplereffekt, culto techno-afrofuturista nato a Detroit: sintetizzatori, drum machine e viaggi nel tempo sonoro.
Sabato 31 maggio, dalle ore 16
17:00 Orchestra Pietra Tonale
18:00 Shrapknel
19:00 Funk Shui Project feat. Johnny Marsiglia
20:30 Herbert & Momoko
22:00 Meg
23:30 Egyptian Lover
01:00 Los Hermanos
03:00 Andrea Passenger
Torna l’Orchestra Pietra Tonale e si prosegue con ShrapKnel, duo hip-hop esoterico di Philadelphia, prodotto da Elucid. Rime anche con il live del collettivo torinese Funk Shui Project insieme a Johnny Marsiglia. Al calare del buio l’elettronica prende il sopravvento: Matthew Herbert e Momoko Gill (che abbiamo intervistato qui) presentano il loro nuovo disco in anteprima. Tra i live più attesi Meg, che celebra 30 anni di carriera con l’EP Maria. A seguire, il leggendario Egyptian Lover porta l’hip hop electro degli anni ’80 in un set vocale e da dj. La notte si chiude con il live/dj set di Los Hermanos, progetto techno-soul latino nato nella scuderia Underground Resistance.
Domenica 1 giugno, dalle ore 15
16:00 Ghosted
17:15 Talk Almare incontra Claudia Attimonelli, Techno. Ritmi afrofuturisti
17:30 Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly
19:00 Alabaster De Plume (in collaborazione con TJF)
20:30 Hjirock
23:00 Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp
00:00 Angie Back to Mono
01:00 Badsista
02:30 Manu Sol + Nina B.
Domenica si apre con Ghosted, progetto di Oren Ambarchi insieme a Johan Berthling e Andreas Werliin (dei Fire!), tra loop minimali e improvvisazioni dai ritmi sincopati. Segue il combat jazz di Alabaster DePlume, in collaborazione con il Torino Jazz Festival, con un live acclamato dalla critica. Il quintetto di Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly, tra i debutti più rilevanti dell’anno per International Anthem, fonde jazz, elettronica, cumbia, ambient e punk. A seguire, Hjirok, con la voce della cantante e attivista iraniana Hani Mojtahedi su basi di Andi Toma dei Mouse On Mars: un incontro tra melodie tradizionali e suoni futuristici. Chiude i live l’esplosiva Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp, ensemble di 14 musicisti che mescola folk, krautrock e poliritmi africani. Gran finale con il dj set di Badsista, tra baile funk, perreo e kuduro.
Lunedì 2 giugno, dalle ore 16 (in collaborazione con Jazz Re:Found)
16:00 Teeta + Galas
16:00 Timpani Music Forum
18:00 Ghost Dubs
19:00 Mad Professor
21:00 The Bug presents Machine
22:00 Cortex of Light
Una giornata dedicata al dub in tutte le sue forme, dal giamaicano all’elettronico, amplificata dai bassi profondi del sound system portato da Bassi Gradassi. Sul palco Ghost Dubs, Mad Professor e The Bug con il progetto Machine per tre live imperdibili all’insegna delle basse frequenze. In chiusura, l’universo elettronico di Cortex of Light, creato dal trio italiano Aitch, Piezo e Primordial Ooze.



