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In queste settimane abbiamo assistito a una serie di uscite, perlopiù tutte gratuite e in streaming. Il tempo a disposizione ha fatto sì che artisti e band andassero ad aprire vecchi cassetti di archivi dimenticati e rimettessero in circolo brani, singoli, demo e addirittura album, oltre alle tantissime dirette streaming che Nick Cave non ha molto apprezzato.

Massimo Martellotta dei Calibro 35 (chitarrista, tastierista, insomma polistrumentista e arrangiatore) ha pubblicato nel 2018 cinque album dal titolo One Man Session con dentro tutto il suo mondo fatto di ambient, colonne sonore, library music e momenti più introspettivi disponibile in vinile e in free streaming. In questa situazione di stallo per tutto il mondo della musica, dagli artisti agli organizzatori fino ai tecnici, Massimo Martellotta ha deciso di fare qualcosa di “diverso”, quasi controcorrente in questo momento di massiva gratuità.

Oggi, durante l’intervista dalla quarantena sul profilo Instagram di Rumore, in diretta alle ore 15, ci faremo spiegare meglio, ma qua sotto potete farvi già un’idea precisa.

Mettere in vendita un contenuto premium disponibile solo a pagamento: si chiama Proiezione Privata, è composto da 5 video/brani e l’album con un pezzo in più, ma ha una data di scadenza, perché il 18 maggio verrà cancellato da tutte le piattaforme Vimeo e Bandcamp. L’unico brano completamente gratuito e a disposizione è Fare Tardi che potete ascoltare più in basso.

Continua nel suo post Massimo Martellotta: “Una scelta di campo per dare valore al proprio lavoro e ai contenuti musical che durante questi anni ha sempre messo in streaming ogni suo progetto. In un post lo ha raccontato per bene. Si tratta di un progetto on demand. 5 video/brani e l’Album con un pezzo in più. La novità è che si paga. Neanche poco: 19 Euro. E tra un mese cancello tutto. E con 29 Euro oltre al progetto ci passiamo mezz’ora da nerd assieme su skype dal mio studio. Perché? Perché se vuoi supportare veramente qualcuno che ti piace è il momento di farlo. ORA. Ai concerti non ci si può andare ancora, ma avere la sensazione di aprire un sipario per cui hai pagato un biglietto, sederti e curioso scoprire cosa quell’artista ha combinato stavolta, per qualcosa che non è per sempre, come i tour, è una sensazione che cerchiamo ancora da spettatori e che dà valore a quello che fai da ‘artista’. Un brano puoi già sentirlo al link e tra qualche giorno pubblicherò anche il relativo video in chiaro, per il resto del progetto però non c’è altro modo di fruirlo se non quello di prenderlo qui. Lo so, sono tre anni che posto quasi ogni giorno contenuti visibili e ho 5 dischi su spotify, e adesso? Un pò è una provocazione dettata dal periodo, un pò una necessità. Mi sono interrogato molto prima di pubblicarlo così, ma credo che l’unico modo semplice e diretto per dare valore a quello che produciamo sia anche di dargli un prezzo. E un’esclusività. Un valore”.

“Perché la musica, l’arte, le emanazioni artistiche sono bellezza ma anche lavoro. Tanto. In un momento in cui il mondo musicale ci riempie le giornate, forse la retorica da cibo dell’anima e dei vari “ah se non ci fosse la cultura” è bene che cali anche nel pratico e capisca che chi fa musica non è uno che gioca a fare l’artista o vive solamente di bellezza e sensazioni.
È qualcuno che rischia tutto sempre, dedica alla proprio lavoro tutti i pensieri e le azioni della propria esistenza. Tutti. E sicuro non è con un concerto in ciabatte, canottiera e l’audio dal telefono che noi musicisti mostriamo il lato migliore a chi ha questa idea stereotipata dell’artista che si nutre solo di amore, muore di fame oppure è miliardario.

Ecco perché ho voluto creare in questo momento un qualcosa che devi andarti a prendere, perché nel tragitto che ti ci porta hai tutto il tempo di sentirti speciale. Di scegliere. Di capire. Perché un conto è essere bombardato da cose che non ti interessano, schivare le meno peggio, o selezionare le migliori gratis ( o quasi )”.

La spiegazione è un po’ lunga ma ha senso leggerla fino in fondo: “Un conto è pagare un biglietto al buio per la stima che hai per un artista, sceglierti la tua poltrona comoda e sederti in prima fila per qualcosa che o lo vedi cosi o in giro non c’è, sapendo che quello che stai guardando è grazie proprio a te che esiste. Ora, puoi bollare la cosa come un momento di follia e presunzione, mandarmi a quel paese con un bel ‘a Martellò ma chi se ne frega, c’è il mondo gratis mi guardo la library dei radiohead‘ oppure capire che comprare un progetto di un piccolo o grande “produttore” è partecipare al progetto stesso, dare linfa vitale e prospettive a chi quel progetto l’ha messo su e ai prossimi che verranno, ma anche a te che ti ci perdi dentro”

Qua sotto un brano che però non fa parte di Proiezione Privata:


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