È il 2007. Banksy e la sua squadra si introducono nei territori occupati e firmano a modo loro case e muri di cinta.
I palestinesi però non gradiscono. Il murales del soldato israeliano che chiede i documenti all’asino li manda su tutte le furie: passi l’essersi introdotto nei territori e l’aver agito senza nemmeno presentarsi alla comunità ma essere dipinti come asini davanti al resto del mondo è davvero troppo.
A vendicare l’affronto con un occhio al bilancio ci pensano un imprenditore locale, Maikel Canawati e soprattutto Walid, palestrato taxista del posto: con un flessibile ad acqua e l’aiuto della comunità, decide di tagliare il muro della discordia. Obiettivo dichiarato: rivenderlo al maggior offerente.

Parte da questa premessa The Man Who Stole Banksy, il documentario di Marco Proserpio che vuole raccontare “la storia dello sguardo palestinese su un’arte di strada di matrice occidentale e sui messaggi che la street art veicola sul muro che separa Israele dalla Striscia di Gaza, ma è anche, al tempo stesso, il racconto della nascita di un mercato parallelo, tanto illegale quanto spettacolare, di opere di street art prelevate dalla strada senza il consenso degli artisti”.

Il film, che sarà presentato ad aprile al Tribeca Film Festival di New York, vanta una voce narrante d’eccezione: Iggy Pop. Le musiche invece sono di Matteo Pansana e Federico Dragogna dei Ministri, che dice:

un film bellissimo nato dalla testardaggine e dal genio di Marco Proserpio – che da un taxi in Palestina ha trovato un varco per raccontare il mondo, l’arte, gli uomini, gli asini. E’ stato un onore e un piacere per me passare la scorsa estate a realizzarne la colonna sonora (insieme a Matteo Pansana e Victor Kwality) ed è stato un mezzo infarto, a musiche fatte, scoprire che la voce che racconta questa storia incredibile sarebbe stata quella di Iggy Pop.

Qui sotto potete vedere il trailer: