
Talento è il nuovo video di Pugni e ci porta a riscoprire le diversità
Lorenzo Pagni, in arte Pugni, è un artista pisano che fin da piccolo dimostra una naturale tendenza al canto e alla musica, che sviluppa ed affina grazie ai dischi del padre. Parallelamente all’attività di musicista, Lorenzo si laurea in psicologia e inizia a lavorare come psicologo in una clinica psichiatrica, dove ascolta storie di vita al limite del credibile.
Psicologo in una clinica psichiatrica, con il nuovo singolo Talento PUGNI scrive e canta un vero e proprio inno agli esclusi, ai reietti e ai visionari, una critica esplicita alla società del capitalismo avanzato che non comprende ma amministra la salute mentale nei centri psichiatrici blindati, che l’artista considera una versione 2.0 dei manicomi che Franco Basaglia riuscì a far chiudere. Con questo brano PUGNI ribalta il rapporto tra società e malattia mentale, partendo da una domanda fondamentale: se il contesto sociale fosse diverso, le persone considerate “diverse” verrebbero ancora definite malate?
Per diagnosticare una malattia mentale è necessario che una persona dimostri una compromissione del funzionamento, cioè l’incapacità di integrarsi nella collettività. Il presupposto implicito è quindi che la società sia sana, mentre chi non riesce a entrarvi in sintonia è classificato come malato. Ma siamo davvero sicuri di voler considerare sana la società in cui viviamo. Su una musica “di legno”, prodotta magistralmente insieme a Danny Bronzini e Peppe Petrelli presso il Sud-Est Studio di Lecce, PUGNI lancia una provocazione: su un altro pianeta, il matto sarebbe una persona di talento, uno sciamano, un visionario connesso con l’universo.
Ne nasce un brano che richiama altre epoche sonore, in direzione contraria rispetto all’iper-digitalizzazione della musica, ma che mantiene una freschezza moderna grazie agli arrangiamenti che valorizzano l’intensa voce di Pugni, a tratti dolce, altre volte impietosa. La complessità delle persone che incontra gli fornisce il materiale emotivo per scrivere, che diventa non solo una necessità espressiva, ma un vero e proprio strumento terapeutico con cui poter esorcizzare il dolore. Pugni ha selezionato 8 delle canzoni che ha scritto negli ultimi anni e le ha raccolte nel suo primo album Tuffo, uscito a Ottobre 2024 per Costello’s Records.
L’immaginario visivo del progetto Talento nasce dalla figura della marionetta, metafora della condizione umana manovrata da fili invisibili: quelli delle convenzioni, delle aspettative, delle paure collettive. La marionetta diventa simbolo dell’individuo che si muove in una società capace di dirigere, trattenere e spesso silenziare. Durante la nostra ricerca ci siamo imbattuti in un filmato degli anni Quaranta che documentava un paziente affetto da catalessi, sospeso in una condizione di immobilità quasi surreale. Nelle mani del medico che lo muove, lo dispone, lo anima, abbiamo riconosciuto la figura del burattinaio, e in quella del paziente la fragile umanità che tenta di esistere pur sotto il controllo dell’altro. In questa visione, il medico e il paziente diventano società e individuo: una relazione di potere in cui la prima non cerca la cura, ma la conformità; non tende la mano, ma distoglie lo sguardo da chi non si lascia definire.
Nel video di Talento abbiamo scelto di intrecciare immagini autentiche di pazienti psichiatrici e trattamenti reali, come l’elettroshock, a clip da noi realizzate, poi rimanipolate in post-produzione per assumere la stessa patina vintage dei filmati d’archivio. Questa scelta estetica nasce dal desiderio di creare una continuità visiva e temporale, in cui passato e presente si fondono.
Un altro elemento simbolico è quello della sedia. La sedia è presenza silenziosa ma carica di significati: è l’oggetto che accompagna la terapia, individuale o di gruppo, ma è anche il luogo della costrizione, dell’obbligo a stare fermi, composti, contenuti.
Per questo, nel finale, abbiamo scelto di dare un risvolto liberatorio: le sedie prendono fuoco, vengono scagliate e infrante contro il muro, fino a quando il paziente finalmente si alza.
Pugni ci racconta così:
“Talento” è una canzone di denuncia nei confronti di un mondo incapace di accogliere e integrare la diversità. È un canto che nasce dall’interno delle mura della psichiatria che, troppo spesso, seda senza lo sforzo di comprendere. È un rigurgito nei confronti di una società che stritola, giudica e ammala le persone, per poi addossare la colpa nei confronti di chi non riesce ad adattarsi. Talento è un canto di speranza e di libertà, affinché le individualità di tutti e tutte noi abbiano valore per il solo fatto che esistiamo.
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