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Dopo le polemiche seguite alla sua partecipazione alla manifestazione pro Trump del 6 gennaio, con conseguente licenziamento da parte dell’etichetta, e le accuse di abusi da parte della ex Charlotte Ercoli Coe, Ariel Pink è stato ospite del programma di Tucker Carlson su Fox News, dove ha voluto dire la sua sull’accaduto. “Non avevo scelta”, ha detto riguardo alla decisione di difendersi sul canale (di posizioni notoriamente destrorse), “non c’era altro che potessi fare. Non posso nemmeno permettermi di pagare il mio avvocato in questo momento. Sono andato alla Casa Bianca per vedere il nostro presidente, sono tornato in hotel e ho fatto un pisolino, fine della storia. Ero lì per una manifestazione pacifica, è tutto per quanto mi riguarda”. Appoggiato dal conduttore, che gli dice “hai fatto la cosa più trasgressiva, ti sei dichiarato un sostenitore di Trump”, il musicista si proclama vittima della famigerata cancel culture, e continua: “Non posso neanche andare in tour a questo punto, questa cosa mi ha lasciato indigente in mezzo alla strada. Sono sopraffatto e non so che fare. La mia famiglia sta ricevendo minacce di morte. L’odio è travolgente. La gente è così cattiva. Sono terrorizzato”.


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