Rimandata di sei mesi a causa dell’emergenza sanitaria, lo scorso 7 novembre si è svolta la cerimonia (virtuale) di induzione nella Rock And Roll Hall Of Fame per il 2020. Gli ammessi dell’anno – Depeche Mode, Nine Inche Nails (qui le dichiarazioni dell’italiano Alessandro Cortini), T. Rex, Notorious B.I.G., Doobie Brothers e Whitney Houston – , introdotti da filmati sulla loro carriera, e gli ospiti hanno fatto i loro discorsi in collegamento da casa, nel corso della serata trasmessa da HBO. Non è mancato il red carpet, virtuale anche questo, condotto da Carrie Keagan:

Quello che è mancato sono state le performance, e sicuramente la distanza ha tolto un po’ di emozione alle premiazioni, ma ci sono stati momenti divertenti, come l’intervento dei Depeche Mode, che cii hanno messo un pizzico di sano british humour: oltre al discorso serio e ai ringraziamenti agli ex membri Vince Clarke e Alan Wilder, a Daniel Miller, Anton Corbjin, a famiglie e collaboratori, i tre hanno citato alcuni artisti già presenti nella HOF che li hanno influenzati, fra cui David Bowie, Iggy Pop, i Clash e… gli Eagles. E per finire, “grazie a tutti quelli che negli anni hanno dato una possibilità a un gruppo di strambi dell’Essex con l’eyeliner”, frecciata a uno dei responsabili delle ammissioni che qualche anno fa avrebbe detto proprio, riferendosi ai DM e ai Cure (ammessi lo scorso anno), “quegli strambi inglesi con l’eyeliner non entreranno mai”.

Più convenzionale il discorso di Trent Reznor, introdotto da Iggy Pop insieme agli altri membri dei Nine Inch Nails, fra cui l’italiano Alessandro Cortini, di cui avevamo già parlato qui: “Anche oggi”, ha detto, “la musica è ed è sempre stata la cosa che mi fa andare avanti e, come artista, penso che il risultato o il sentimento più significativo sia rendersi conto che qualcosa che hai creato da un luogo fragile e intimo ha raggiunto, risuonato e influenzato qualcun altro, magari cambiando il modo in cui vede il mondo. Quindi, per quanto riguarda qualunque cosa significhi essere in una hall of fame, grazie per il riconoscimento”.

Nel corso della serata è stato ricordato Eddie Van Halen, scomparso lo scorso ottobre, con interventi di Tom Morello, Slash e Kirk Hammett: “Aveva il tipo di talento che viene fuori forse una volta al secolo”, dice Morello, “Eddie Van Halen mi ha ispirato a provare 20,000 ore per cercare di arrivare almeno a 100,000 miglia dalla sua ispirata padronanza della chitarra elettrica”.
“Credo che non ci sia nessuno che abbia preso in mano una chitarra dopo il 1978che non sia stato toccato in qualche modo dalla sua influenza”, aggiunge Slash, “Mi mancherà come musicista e come amico”.
Altro momento toccante, l’ingresso di Notorious B.I.G. Il rapper scomparso nel 1997 è stato introdotto da Diddy, che dice: “Big voleva solo essere il più grande, voleva essere il migliore, voleva avere un’influenza e un impatto sulle persone in modo positivo, e questo è chiaramente successo in tutto il mondo. Nessuno si è avvicinato al modo in cui suona Biggie, al modo in cui rappa, alla frequenza che raggiunge. Stasera indurremo il più grande rapper di tutti i tempi nella Rock and Roll Hall of Fame, The Notorious B.I.G. in rappresentanza di Brooklyn, New York, siamo qui!”. Ad accettare il riconoscimento, i figli Tyanna e C.J.