
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 1 al 6 luglio
Cosa abbiamo ascoltato la scorsa settimana? Ecco qui.

Rival Consoles – Landscape From Memory (Erased Tapes)
A tre anni di distanza dal precedente Now Is Ryan Lee West torna con il suo nono album in studio, dopo anni complicati dovuti a quello che l’artista stesso ha definito un classico “blocco dello scrittore”. Da questo periodo è emerso con un disco carico di efficaci contrasti: “”Mi interessa il contrasto, non resto mai troppo nello stesso stile. Ma mi affascina anche l’idea di ordine, e per questo ci sono ricorrenze strutturali o timbriche che danno coerenza all’insieme. (…) Credo che ci sia molta speranza nel disco, ma anche nostalgia e riflessione. Mi piace che la musica suggerisca emozioni in modo astratto.”

Kae Tempest – Self Titled (Island/Universal)
Per questo suo quinto album in studio, che segue The Line Is A Curve del 2022, il poeta e rapper inglese mette un punto e riparte dalle origini, o meglio, riparte da sé stesso. Già dal titolo e dalla copertina si può capire come questo nuovo lavoro sarà fortemente introspettivo e incentrato su una profonda riflessione su di sé, sulla propria identità e sul percorso fatto fin qui. Prodotto da Fraser T Smith (Adele, Stormzy) e dall’artista stesso, il disco vanta anche una serie di collaboratori esterni tra cui figurano Neil Tennant, Young Fathers, Connie Constance e Tawiah.

Shablo – Manifesto (Oyster/Island/Urubamba/Universal)
Sulla scia dell’exploit nel mainstream grazie alla partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo con La Mia Parola, il DJ e produttore italo-argentino pubblica il suo quarto album in studio, che segue a ben nove anni di distanza il precedente Mate Y Espiritu. Un disco che attua un autentico ritorno alle radici dell’hip hop, dividendosi tra boom bap e campionamenti tratti dal soul e dal gospel, in un’epoca in cui si guarda solo alla matrice urban del genere. Ad accompagnarlo in questo viaggio ci saranno i compagni sanremesi Joshua, Tormento e Guè, insieme a tanti altri nomi: Ernia, Neffa, Mimì, Rkomi, Nayt, Joan Thiele, Irama, Noyz Narcos, TY1, Roy Woods, Gaia, Ele A e Inoki.

Dropkick Murphys – For The People (Dummy Luck/Play It Again Sam)
A due anni di distanza dal precedente Okemah Rising la band Celtic punk americana torna con il suo tredicesimo album in studio. Un disco fortemente proiettato verso l’attualità e i tempi duri che ci troviamo ad attraversare, fatti di conflitti, tensioni e difficoltà nelle relazioni internazionali, e per questo rivolto alla gente, come annuncia il titolo. L’invito che il gruppo rivolge al popolo è quello di sollevarsi, di non lasciarsi schiacciare dai potenti e dai loro soprusi, di rimanere uniti nonostante la divisione che caratterizza la nostra società (come ben espresso nel primo singolo Who’ll Stand With Us?).

The Reds, Pinks And Purples – The Past Is A Garden I Never Fed (Fire)
Nel pieno di un periodo di grandissima produttività, che ha portato la band a pubblicare almeno un album all’anno dal 2019 ad oggi, The Reds, Pinks and Purples giungono all’uscita del loro tredicesimo album in studio a meno di un anno di distanza dal precedente The World Doesn’t Need Another Band (tra l’altro, nome del primo brano di questo nuovo lavoro). Il processo di composizione inarrestabile di Glenn Donaldson propone questa volta una serie di brani dominati da un’autentica poetica del disincanto, a cavallo tra dream pop e shoegaze.

American Football – American Football (Live In Los Angeles) (Polyvinyl)
La band americana Midwest emo, dalla quale si attende nuova musica sin dal 2019 quando uscì il loro terzo album in studio, pubblica oggi il suo primo disco dal vivo rigorosamente secondo la formula canonica del gruppo di usare sempre e solo il proprio nome come titolo. Registrato durante le due serate tenutesi al El Rey Theatre di Los Angeles, l’album costituisce una testimonianza del tour organizzato nel 2024 per il venticinquesimo anniversario dell’uscita del disco di debutto (omonimo) di Mike Kinsella e soci.

BIG SPECIAL – NATIONAL AVERAGE. (SO/Silva Screen)
A poco più di un anno di distanza dal disco d’esordio Postindustrial Hometown Blues la band inglese è già pronta per tornare con il suo seguito, pubblicato ancora una volta senza la minima anticipazione. Il duo, costituito da Joe Hicklin (voce e chitarra) e Callum Moloney (voce e batteria), prosegue il percorso intrapreso nel primo lavoro ed insiste su una sapiente commistione di punk, rap, rock e funk, alla quale accompagna testi su tematiche sociali e d’attualità, collocandosi in un filone che li pone al fianco di altre band in rampa di lancio come KNEECAP e Bob Vylan.

In edicola trovate il numero di luglio/agosto di Rumore con i Bauhaus in copertina. Oltre ai servizi, alle interviste e alle nostre rubriche, trovate ben più di 250 dischi recensioni.



