Dischi da ascoltare questa settimana (15 – 21 settembre)

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Ryan Waldman Unsplash
(Credits : Unspalsh / Ryan Waldman)

Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 15 al 21 settembre

Ministri Aurora Popolare Cover

Ministri Aurora Popolare (Woodworm/Universal)

A tre anni di distanza dal precedente Giuramenti il trio milanese, composto da Davide Auteliano alla voce e al basso, Federico Dragogna alla chitarra e Michele Esposito alla batteria, giunge al suo ottavo album in studio. Il disco, che si preannuncia potente e caratterizzato da un rock diretto e senza fronzoli, è stato così descritto dalla band: ” ‘Aurora Popolare’ parla di rabbia e di attesa, di promesse e di fallimenti. E del fatto che solo nella completa disillusione possiamo imparare di nuovo a sperare”.

The Divine Comedy Rainy Sunday Afternoon Cover

The Divine Comedy Rainy Sunday Afternoon (auto prodotto)

È dal 2019, quando uscì Office Politics, che Neil Hannon non pubblica nuova musica, ma in questi anni non è mai rimasto fermo. Infatti, nel 2020 è uscito Venus, Cupid, Folly and Time, cofanetto celebrativo dei trent’anni di attività del progetto contenente i primi nove album del gruppo, mentre nel 2022 è stata la volta della raccolta Charmed Life. Ora, invece, l’artista è pronto per tornare con un nuovo disco diverso rispetto ai precedenti: più maturo, più profondo, ma anche più malinconico.

Nine Inch Nails Tron Ares Cover

Nine Inch Nails TRON: Ares (Null/Walt Disney/Interscope)

Dopo Wendy Carlos nel 1982 e i Daft Punk nel 2010, per la colonna sonora del terzo capitolo di una delle saghe sci-fi più importanti di sempre sono stati scelti Trent Raznor e Atticus Ross. I due non sono nuovi a quest’ambito, avendo già realizzato le musiche per il videogioco Quake nel 1996, né a lavorare con la Disney, dal momento che nel 2020 lavorarono al film Soul pur senza utilizzare il nome del gruppo. Ad aiutarli nelle produzioni dei brani sono intervenuti anche Hudson Mohawke e soprattutto Boys Noize, con il quale l’anno prossimo si esibiranno dal vivo al Coachella.

Biffy Clyro Futique Cover

Biffy Clyro Futique (Warner/1967)

A quattro anni di distanza dal precedente The Myth Of The Happily Ever After la band scozzese capitanata da Simon Neil è pronta per tornare con il suo decimo album in studio. Proprio il cantante ne ha parlato così: “Volevo che ogni canzone raggiungesse melodicamente la cima della montagna, è un disco davvero melodico. Volevo anche cantare con il cuore. Quando riascolto le nostre canzoni, voglio sentire di essere stato brutalmente onesto con me stesso, perché altrimenti qual è il senso? Voglio essere sicuro di creare qualcosa di bello, che possa ascoltare tra dieci anni e sentire che in quel momento ho dato tutto quello che potevo dare”.

Johnny Marr Look Out Live! Cover

Johnny Marr Look Out Live! (New Voodoo/BMG)

Nell’estate in cui il duo creativo più importante degli anni Novanta, i fratelli Gallagher, depone l’ascia di guerra e torna a suonare insieme, quello più rilevante degli anni Ottanta continua imperterrito la sua faida. Johnny Marr e Morrissey sono andati entrambi in tour quest’estate, ma ad uscirne meglio sembra proprio essere il chitarrista e quest’album vuole dimostrarlo. Con un sapiente equilibrio tra brani tratti dalla propria carriera solista, vecchi classici dei The Smiths e una manciata di cover d’eccezione (Rebel Rebel e The Passenger) lo spettacolo proposto risulta ricco e di gusto.

New Dad Altar Cover

New Dad Altar (A Fair Youth)

A poco più di un anno di distanza dal album di debutto Madra la band irlandese è già pronta per tornare con l’atteso seguito. Obiettivi di questo nuovo disco sono quelli di mostrare una maturazione del proprio stile e una crescita delle loro abilità competitive, nonché quello di allontanarsi gradualmente dalle proprie influenze, ben visibili e innegabili, che si muovono tra new wave, gothic rock e alternative rock degli anni Ottanta.

Nation Of Language Dance Called Memory Cover

Nation Of Language Dance Called Memory (Sub Pop)

Il trio di Brooklyn procede a velocità sostenuta e, avendo fatto il suo debutto discografico solo nel 2020, giunge oggi già alla pubblicazione del suo quarto album in studio, che segue Strange Disciple del 2023. Proprio a partire da quest’ultimo disco, lo stile della band è iniziato a cambiare, spostandosi da un synth-pop fortemente debitore degli anni Ottanta verso un post-punk morbido e accessibile. La verità è che la musica della band è ugualmente un grande calderone in cui questi due stili continuano a convivere, insieme anche ad escursioni inaspettate in altri territori musicali come il folk.

Wednesday Bleeds Cover

Wednesday Bleeds (Dead Oceans)

Incassati l’abbandono dalla line-up dei concerti del chitarrista MJ Lenderman e la fine della sua storica relazione con la cantante Karly Hartzman, la band ha subito reagito ed è tornata a lavoro per il suo sesto album in studio, che segue Rat Saw God del 2023. Come prevedibile, il disco rispecchia lo stato emotivo della cantante e si muove tra cuori infranti e continue reminiscenze su ciò che è stato, temi evocati, tuttavia, attraverso una serie di immagini singolari (risse, omicidi, suicidi) che rendono lo stile del progetto decisamente singolare.

Black Lips Season Of The Peach Cover

Black Lips Season Of The Peach (Fire)

A tre anni di distanza dal precedente Apocalypse Love la band di Atlanta è pronta per tornare con il suo album in studio numero undici. Un disco realizzato uscendo fuori dal tempo, perché registrato nella cornice bucolica dei Sound At Manor Studios, di proprietà del loro batterista Oakley Munson, e interamente su nastro analogico. Il risultato prevede un disco coeso e completo, nel quale coesistono stili molto diversi tra loro come soul e garage rock, new wave e country.

Kieran Hebden & William Tyler 41 Longfield Street Late '80s Cover

Kieran Hebden & William Tyler 41 Longfield Street Late ’80s (Eat Your Own Ears)

Ad appena un anno di distanza da Three Kieran Hebden torna già con un nuovo progetto, ma non sotto il nome di Four Tet, bensì in collaborazione con il chitarrista folk William Tyler. Proprio quest’ultimo ha parlato così del loro disco insieme: Penso che entrambi, a modo nostro, vogliamo ricontestualizzare molta musica con cui siamo cresciuti, indipendentemente dal genere, e penso che questo album rifletta proprio questo. È un po’ nostalgico, ma è anche molto proiettato al futuro. Non so nemmeno in quale genere dovrei suonare a questo punto, ma mi fido di Kieran e amo quello che abbiamo fatto insieme. È diventato un caro amico e non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva il futuro.

Mum History Of Silence Cover

múm History Of Silence (Morr)

Sono trascorsi ben dodici anni dall’ultima volta in cui il gruppo islandese ha pubblicato un disco, quando nel 2013 uscì Smilewound. Nel mezzo praticamente nulla a livello discografico, ma tanti concerti e tournée. Tornano oggi con il loro ottavo album in studio, registrato in giro per il mondo tra Guagnano in Puglia, Praga, Helsinki, Berlino, Reykjavik, Atene e New York, in cui ognuna delle tracce risulta essere debitrice a livello stilistico del posto in cui è stata registrata, risultando diversa da tutte le altre.

Shapednoise Absurd Matter 2 Cover

Shapednoise Absurd Matter 2 (Weight Looming/!K7)

Il produttore e DJ italiano Nino Pedone torna con il suo quarto album in studio, che aggiunge un secondo capitolo alla saga iniziata col precedente disco del 2023. Se il primo lavoro incarnava, come si legge sul profilo Bandcamp dell’artista, la reazione immediata a un trauma, questo secondo si presenta, invece, come una riflessione profonda sullo stesso e il raggiungimento di un nuovo equilibrio interiore. In musica, ciò si traduce in una serie di brani che si muovono sapientemente tra hip hop, musica da clubbing, ambient e noise.

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