
La prima data del reunion tour degli Oasis dopo lo scioglimento. Allo stadio di Cardiff sono tornati per davvero i fratelli Gallagher
È passato meno di un anno da quell’annuncio di reunion che ha risvegliato tutti i fan degli Oasis. E stasera è iniziato al Principality Stadium di Cardiff la prima data del reunion tour della band capitanata da Liam e Noel Gallagher. Nel 2009 la band si scioglieva dopo un violento litigio al Rock En Seine annullando quella data e le restanti successive, compresa quella di Milano.

La formazione del tour prevede oltre ai fratelli Gallagher: Andy Bell (Ride, ex Hurricane #1) al basso (1999–2009) ha suonato nei Beady Eye. Gem Archer (chitarra): negli Oasis dal 1999 al 2009, ha collaborato con entrambi i Gallagher e con Paul Weller. Paul “Bonehead” Arthurs (chitarra) invece è lo storico membro fondatore della band (1991–1999), accompagna Liam nelle sue esibizioni soliste dal 2017. Joey Waronker (batteria) non ha mai suonato con gli Oasis, ma ha un’importante carriera con artisti come Beck, R.E.M. e Roger Waters, ed è stato nel recente tour di Liam e John Squire.
Il concerto di Cardiff degli Oasis
Prima degli Oasis sono saliti sul palco i Cast, storica brit pop band i Liverpool formata da John Power, bassista dei The La’s e di Peter Wilkinson bassista degli Shack. Dopo di loro Richard Ashcroft, l’ex Verve in versione solista con band ha proposto sia brani del gruppo che alcuni suoi classici: Sonnet (The Verve), Space and Time (The Verve), A Song for the Lovers, Break the Night With Colour, The Drugs Don’t Work (The Verve), Lucky Man (The Verve) e Bitter Sweet Symphony (The Verve).
L’ingresso con tutti i titoli dei giornali sulla reunion alza sicuramente la temperatura dentro lo stadio gallese.
Non sembra cambiato nulla, il gruppo entra sulle note di Fuckin’ in the Bushes e via con Hello e tutti gli altri grandi successi oltre alle immancabili “b side capolavoro”. Da notare la sagoma di Pep Guardiola, amato allenatore del loro Manchester City, anche lui idealmente con loro sul palco con la bandiera del club.
E poi la dedica di Live Forever a Diogo Jota, calciatore del Liverpool scomparso il 3 luglio per un incidente mortale in auto con il fratello Andrè Silva. Infine un encore con The Masterplan, Don’t Look Back In Anger, Wonderwall e Champagne Supernova.



