
È morto a 82 anni Sly Stone, frontman dello storico gruppo funk/soul Sly and the Family Stone
A dare la notizia della scomparsa di Sly Stone – musicista, cantante, produttore e co-fondatore degli Sly and the Family Stone – è stata la famiglia tramite una nota ufficiale che ha parlato di una “lunga battaglia contro la broncopneumopatia cronica” e di un addio “sereno, circondato dall’affetto dei suoi figli e della sua famiglia allargata“.
È con profonda tristezza che annunciamo la scomparsa del nostro amato papà, Sly Stone di Sly and the Family Stone. Dopo una lunga lotta contro la BPCO e altri problemi di salute preesistenti, Sly se n’è andato serenamente, circondato dai suoi tre figli, dal suo più caro amico e dalla sua famiglia allargata. Mentre piangiamo la sua assenza, troviamo conforto nella consapevolezza che la sua straordinaria eredità musicale continuerà a risuonare e a ispirare le generazioni future.
Sly è stato una figura monumentale, un innovatore rivoluzionario e un vero pioniere che ha ridefinito il panorama della musica pop, funk e rock. Le sue canzoni iconiche hanno lasciato un segno indelebile nel mondo e la sua influenza rimane innegabile. A testimonianza del suo instancabile spirito creativo, Sly ha recentemente completato la sceneggiatura della sua biografia, un progetto che non vediamo l’ora di condividere con il mondo a tempo debito, che fa seguito a un memoir pubblicato nel 2024.
Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine per l’amore e le preghiere dimostrate in questo momento difficile. Auguriamo pace e armonia a tutti coloro che sono stati toccati dalla vita di Sly e dalla sua musica iconica.
Sylvester Stewart, il suo vero nome, era nato a Denton, Texas (USA) cresciuto nella Chiesa di Dio in Cristo, già all’età di otto anni passava il tempo in studio con i suoi fratelli e a undici suonava qualsiasi strumento. A San Francisco diventa dj per l’emittente R&B KSOL, suona con varie band, produce singoli, fonde generi, abbatte barriere. Ma è nel 1966 che fonda Sly & the Family Stone, gruppo multirazziale e gender inclusive ante litteram. Fra i dischi più importanti degli Sly & the Family Stone c’è il loro primo disco A Whole New Thing (1967) e il fondamentale Dance to the Music (1968) e There’s a Riot Goin’ On (1971) e Fresh (1973) fino a Small Talk (1974). Il gruppo con vari cambi di formazione ha continuato a produrre musica e a esistere sino al 1983. Nel 2015 era scomparsa della trombettista e cantante Cynthia Robinson e del bassista Robbie Shakespeare nel 2021.

Con Dance to the Music, Everyday People e Family Affair, Sly riscrive le regole del funk, mescolando soul, psichedelia, gospel e jazz. Il loro live a Woodstock resta uno degli apici del festival. Pare avesse anche già concluso una sceneggiatura per un documentario e più recentemente, invece, era stato pubblicato un memoir insieme al giornalista Ben Greenman Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin) di cui avevamo parlato nel numero di gennaio 2025. Negli ultimi anni, Ahmir “Questlove” Thompson ha pubblicato il suo documentario Sly Lives! (alias The Burden of Black Genius). A breve, la High Moon Records pubblicherà The First Family: Live at the Winchester Cathedral 1967, un album che raccoglie la prima registrazione di un concerto degli Sly & the Family Stone.
Qua sotto ci riascoltiamo e guardiamo il video di Everyday People dall’album Stand del 1969:



