
Michele Ducci torna con un cortometraggio scritto con Letizia Mandolesi per il suo brano Why You?
Why You? è la seconda parte di “Film for Songs: The Great Book of Nature”, un cortometraggio animato di Michele Ducci e Letizia Mandolesi. Il film, che contiene due canzoni, Why Do I Wake Up Every Morning?” (già pubblicata ad aprile), e Why You?, racconta la storia di un libro animato chiamato The Great Book of Nature, che a sua volta pretende di raccontare la storia di un libro stampato con lo stesso nome.
Why You? uscirà ufficialmente il 27 Giugno tramite l’etichetta britannica Monotreme Records. Sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali insieme al film completo.
L’ex membro di M+A e Santii, Michele Ducci, è tornato da qualche anno a pubblicare musica nel suo progetto solista: prima l’album di debutto, SIVE, nel giugno 2024. Sul finire dello stesso anno esce anche il singolo It’s Hard To Be Easily Loved. Ora torna con il suo ultimo lavoro, NUBA Live Tape uscito a gennaio 2025 sempre per Monotreme Records.
Why You? è un valzer sbarazzino da fiera con un grande coro edificante, che sembra essere in contrasto con gli eventi sullo schermo, evocando il concetto brechtiano dell’effetto disimpegno, in cui il pubblico è incoraggiato a impegnarsi con la storia intellettualmente piuttosto che emotivamente. Ambientato in uno stato di polizia in cui la musica è vietata e il pensiero reale è soppresso con l’introduzione di un linguaggio ottuso (“Bla Bla Bla”), il film presenta un uomo di nome Elpino, che acquista un libro animato di intelligenza artificiale chiamato The Great Book of Nature e intraprende un viaggio kafkiano in treno, dove una creatura aliena, Marsia Joy, che rappresenta la musica, è inseguita da un poliziotto per il solo fatto di esistere. Marsia può piangere un fiume di lacrime per spegnere gli incendi causati dagli oppressori e racchiudere i violenti inseguitori in bozzoli, trasformandoli in farfalle.
Piuttosto che parlare di altre cose, il libro parla di se stesso. Dice Ducci:
“La cosa che mi interessa dell’IA è che alla base di ciò che dovrebbe preservare i ricordi e le memorie sembra esserci una memoria senza ricordo e un ricordo senza la memoria che precede ogni ricordo ricordato”.
Il finale fornisce un ultimo bizzarro colpo di scena alla storia.



