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Dopo Pigeons negli ultimi giorni Bill Callahan – che pubblicherà un brano alla settimana fino all’uscita dell’album – ha condiviso Another Song e 35, gli estratti dall’album Gold Record, in uscita a settembre.

Di Another Song ha dichiarato:

Il blues di un lavoratore che viene alleggerito da un piccolo amore nel pomeriggio.

Mentre dell’ultima canzone dal titolo 35, ne scrive la scrittrice americana Patty Yumi Cottrell, autrice di Sorry to Disrupt the Peace e vincitrice dei Whiting Award nel 2018:

Bill Callahan è amico di tutti. Un evocatore di gioia mortale, ci mostra come una canzone può essere uno specchio, una mappa dell’incontro, un santuario della solitudine. Avevamo 35 anni, tutti noi, a leggere Herman Melville, David Berman, William Vollman (così tanti -uomo/uomini!), sperando che ci avrebbero detto come vivere o almeno perché. Perché dovremmo vivere? Ascoltando la nuova canzone di Bill 35 faccio una passeggiata con un amico al limite del futuro, dove c’è precisione nel pathos e la luce fuori è rosa come le bacche (non il franchise di frozen yogurt). La voce di Bill, chiara e saggia, mi ricorda di prestare attenzione e occuparmi di più degli altri perché la maggior parte di noi è gentile, piccola, e desidera cose per noi stessi. Potremmo non accorgercene mai. Va bene essere persi, stare nell’oscurità, Bill ci rassicura. Siamo fortunati ad avere una guida. La luna è sopra le mie spalle come una lanterna sulla via del ritorno, a fare luce.


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