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Musica, TV e YouTube – Lost in YouTube: l’abitudine di guardare un video su YouTube e poi perdersi in un vortice temporale tra i video consigliati. Ripeschiamo perle perdute o dimenticate nel web.

di Nicholas David Altea

Con il passare del tempo, ogni intervista a Franco Battiato (che il 23 marzo 2020 ha compiuto 75 anni) è divenuta sempre più un evento da celebrare e cogliere come un dono. Vuoi per la parsimonia con cui nell’ultimo periodo si sia concesso alla stampa, vuoi per godersi la propria tranquillità lontano dai riflettori o a causa di qualche piccolo acciacco.

Nei primi anni ’70 il cantautore, compositore e musicista siciliano ha vissuto il suo momento musicale di sperimentazione che trascendeva il prog e la distopia di Aldous Haxley con una tripletta d’esordio memorabile: Fetus (1972) fino a Pollution (1972) e Sulle corde di Aries (1973) andando verso un minimalismo sempre più intimo. Il 1971, però, non è il suo vero inizio, a dir la verità. Dal 1965 produceva canzoni – le prime a nome Francesco (Battiato), suo vero nome –, collaborava con Giorgio Gaber per Sanremo, appariva in tv. Insomma, non proprio un esordiente quando nel 1979, esordisce su Emi Italia con il disco L’era del cinghiale bianco.

A circa 40 anni di distanza, riguardando l’intervista dello storico presentatore Pippo Baudo, catanese pure lui ma di Militello in Val di Catania (Battiato invece è nato a Ionia, ora Giarre Riposto), si viene travolti da una serie di domande e battute fastidiose, a tratti irritanti. Il luogo del misfatto è il classico “salotto domenicale degli italiani”: Domenica In, sulla rete ammiraglia pubblica nazionale, nel 1980 di una non precisata domenica, ma sicuramente prima dell’uscita di Patriots, disco del 1980. L’occasione per Franco Battiato è per parlare dell’ultimo lavoro, L’era del cinghiale bianco, e cantare l’omonimo brano. Pippo Baudo esordisce subito malamente:

Adesso proseguiamo, e vi presento un nuovo cantautore, abbiamo visto già la sua foto piuttosto accigliata, piuttosto triste…

Già sulla presentazione avremmo da ridire, visto che il trentacinquenne artista, come spiegato qualche riga più in su, proprio “nuovo” non è, magari non famosissimo al grande pubblico, ma definirlo così, pare fuori luogo; tanto che alla prima occasione Franco Battiato non si lascia sfuggire di sottolinearlo:

Nuovo cantautore è curioso, perché bene o male sono 18 anni che faccio questo mestiere. Ho inciso dodici dischi. Solo statistica…

Non è proprio a suo agio, Franco Battiato. E prima ancora di poter controbattere sulla propria carriera, viene quasi redarguito per il suo impermeabile malgrado il bel tempo, ma la risposta è da manuale dell’autocontrollo, dell’eleganza e del pragmatismo.

È instabile (il tempo ndr) e sono di passaggio

(Screen grab: Franco Battiato si guarda l’impermeabile dopo la poco simpatica battuta)

Pippo Baudo incassa. E non sarà la prima volta che dovrà ripararsi dalle risposte educate e pacate del conterraneo. L’intervista prosegue sulla definizione della sua musica, dove i termini artefatti e para scientifici vengono menzionati dal presentatore in modo ilare, quasi a sottolinearne l’assurdità. Prima di poter spiegare la nascita di questi termini e il senso della sua musica, scatta anche una battuta sul naso importante dell’artista, riportandolo alla similitudine con Pippo Franco.

Di profilo stai bene, pensa a un programma fatto con Pippo Franco

Il pubblico dietro ridacchia beato scompisciandosi sguaiatamente. Parte una battuta su Fonzie e sulla lentezza della sua risposta. Battiato, per la prima volta leggermente piccato e infastidito, risponde:

Non mi piacciono gli americani, però preferisco il genere di battuta frivola in questa trasmissione, che questa qui.

Si continua, e dopo la lunga e precisa spiegazione del maestro, il padrone di casa si rivolge al pubblico con ben poco tatto, soprattutto verso l’artista:

Mi pare che abbiate capito tutto… Fate finta eh.. Non avete capito niente ehh, fanno finta di aver capito e si danno arie..

Di questa mal riuscita e indisponente intervista manca però l’esibizione sul palco con il maestro Pio Giusto, con il brano L’era del cinghiale bianco.

Guardando sul sito Rai Play, anche la didascalia del video sottolinea lo scetticismo e l’andamento bizzarro dell’intervista: L’estratto video mostra l’intervista a Battiato nella sua prima apparizione a “Domenica in”, nel 1980, per promuovere il disco “L’era del cinghiale bianco”, che segnò l’inizio del vero successo e del suo percorso musicale più noto. Durante l’intervista, tuttavia, Pippo Baudo mostra un certo scetticismo verso il cantante, e lo intervista in maniera in maniera piuttosto bizzarra, a tratti sardònica.

(Descrizione del video sul sito Rai Play)

Fortunatamente, tre anni dopo, sempre a Domenica In, l’intervista si è svolta in modo più consono e rispettoso, e possiamo goderci tutti la sua esibizione dei brani Clamori e Voglio vederti danzare. Insomma, tra le interviste indimenticabili, questa di Pippo Baudo, la classifichiamo sicuramente tra quelle più indisponenti e surreali.

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