
All’età di 75 anni è morto David Johansen, cantante della band glam e punk americana New York Dolls
Il musicista e cantante americano David Johansen storica voce dei New York Dolls – conosciuto anche con lo pseudonimo lo pseudonimo di Buster Poindexter – è morto all’età di 75 anni, nella sua casa di Staten Island, a New York. Nel glam e nel punk è stato una figura fondamentale con i New York Dolls con cui ha calcato i palchi dal 1971 al 1977 e poi dal 2004 fino a che ha potuto. Nel 2021 era scomparso il chitarrista della band, Sylvain Sylvain, all’età di 69 anni a causa di un cancro.
A inizio febbraio di quest’anno la figlia di Johansen, Leah Hennessey, aveva fatto partire una raccolta fondi per le cure del cancro al cervello che ormai da cinque anni aveva colpito il padre e che nell’ultimo periodo, visto il veloce progredire della malattia arrivata al quarto stadio, necessitava di ulteriori cure. Fino a quel momento non aveva mai reso pubblica la sua diagnosi a causa di una certa riservatezza della famiglia ma a causa del peso finanziario sempre più gravoso avevano dovuto rendere pubblica la situazione.
La carriera coi New York Dolls
Coi New York Dolls pubblica cinque album, fra cui l’esordio omonimo fondamentale del 1973 che pone le basi del punk senza esserlo ancora. Dopo il secondo Too Much Too Soon (1974) la band si scioglie nel 1977, anno di grazia del punk. Il gruppo torna dopo una lunga pausa, e nel 2006 pubblicano One Day It Will Please Us to Remember Even This, segnando un sorprendente ritorno con un sound più maturo ma sempre energico. Nel 2009 arriva Cause I Sez So, prodotto da Todd Rundgren, lo stesso che aveva lavorato al loro debutto, e che riporta la band a sonorità più vicine alle origini. Il loro ultimo album, Dancing Backward in High Heels (2011), mostra un lato più sperimentale e retrò, mescolando rock, soul e influenze vintage. Questo segna l’ultima testimonianza discografica della leggendaria band prima di un nuovo scioglimento.
Morrissey presidente del fan club UK dei New York Dolls
Una band con riff glam/rock’n’roll che è stata il preludio al punk e con un immagine fatta di parrucche, drag queen tossiche su zeppe con rossetto Max Factor sbavato non poteva non influenzare personaggi che, successivamente, nella musica, hanno lasciato il segno. Uno di questi è l’ex Smiths, Stephen Patrick Morrissey. Vede i New York Dolls quando ha solo 13 anni mentre vive a Manchester, in Inghilterra. Era il 1973 e la BBC stava trasmettendo uno spettacolo dei Dolls. Durante il live di Jet Boy la band si dimena e Moz ha quella che definisce la sua “prima vera esperienza emotiva”, come specificato nel libro del 1998 di Nina Antonia, The New York Dolls: Too Much Too Soon. Racconta Morrissey a “L.A. Weekly“:
Mi sembrava che venissero da Marte, perché anche se in realtà era il 1970, il 1971, il fatto è che l’Inghilterra nel 1971-’72 era ancora ferma al 1958. Quindi, se riesci a immaginare com’era il 1958, e poi all’improvviso hai i New York Dolls, sembravano così intergalattici, non avevano assolutamente niente a che fare con la razza umana, e grazie al cielo per questo.
Morrissey assiduo nel mandare agli uffici di “NME” lettere in cui dichiarava il suo amore per i New York Dolls divenne presto il presidente del fan club britannico della band.
Morrissey in his New York Dolls era, 1979
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Nel 2004 Morrissey è il catalizzatore della reunion della band americana, come ricorda il chitarrista e cofondatore Sylvian Sylvian a “NME.COM” nel 2006:
“Penso che David Johansen pensasse che quegli spettacoli sarebbero stati solo un’occasione unica, ma in fondo sapevo che una volta tornati insieme i fan non ci avrebbero lasciato andare. Se non fosse stato per lui, non saremmo tornati insieme e per fortuna siamo riusciti a farlo prima che Arthur Kane [il bassista original] morisse. Saremo sempre grati a Morrissey per questo ed è anche un bravo ragazzo… e lo sono anche i suoi cugini!”
Morrissey and New York Dolls lead singer and legend, David Johansen! pic.twitter.com/lirBkktnOa
— Matthew Verkamp (@MatthewVerkamp) November 24, 2021
Nel documentario New York Doll basato sulla vita dell’ex membro dei New York Dolls Arthur “Killer” Kane, dipendente dall’alcol in via di recupero e mormone recentemente convertito, ha la possibilità di riunirsi alla sua band dopo 30 anni c’è anche una lunga intervista con Morrissey.
La vita dopo i New York Dolls
Dopo la fine dei New York Dolls nel 1977, David Johansen intraprende la carriera solista che lo porta a esplorare sonorità più vicine al rock, al blues e al soul. Negli anni ’80 con l’alter ego Buster Poindexter tra swing e lounge come un vero crooner ottiene un buon successo, soprattutto con il brano Hot Hot Hot (1987). Nel decennio successivo torna alle radici blues e forma la David Johansen and the Harry Smiths, un progetto acustico ispirato alla musica folk e country-blues, influenzato dalle registrazioni della celebre raccolta Anthology of American Folk Music di Harry Smith. Negli anni 2000 fu fondamentale nella reunion dei New York Dolls, che portarono avanti fino al 2011. Oltre alla musica, Johansen ha avuto una carriera come attore, apparendo in film come Scrooged (1988) e in diverse serie TV. Ha continuato a esibirsi e a sperimentare, rimanendo una figura di culto.
Il documentario di Martin Scorsese su David Johansen
Nel 2023 è uscito il documentario di Martin Scorsese, insieme a David Tedeschi, per Showtime sul frontman dei New York Dolls David Johansen, dal titolo Personality Crisis: One Night Only. I due avevano già lavorato assieme per The 50 Year Argument sulla sulla storia e l’influenza della rivista “The New York Review of Books“. Il film raccontava la carriera del musicista dall’arrivo nell’East Village agli ultimi lavori con gli Harry Smiths, e includendo anche riprese del concerto del gennaio 2020 al Café Carlyle di New York in occasione del settantesimo compleanno di Johansen in cui il cantante si rimette nei panni dell’alter-ego Buster Poindexter.
Martin Scorsese raccontava:
“Conosco David Johansen da decenni e la sua musica è stata una pietra miliare fin da quando ho ascoltato i Dolls mentre facevo Mean Streets. Allora e adesso, la musica di David cattura l’energia e l’eccitazione di New York City. Lo vedo spesso in concerto e negli anni ho conosciuto la profondità delle sue ispirazioni musicali. Dopo aver visto il suo concerto lo scorso anno al Café Carlyle, sapevo che dovevo filmarlo perché era straordinario vedere l’evoluzione della sua vita e del suo talento musicale in un ambiente così intimo. Per me, il concerto catturava il vero potenziale emotivo di un’esperienza di musica dal vivo”
L’influenza di David Johansen e dei suoi New York Dolls è stata importante e decisiva per quello che sarebbe arrivato immediatamente dopo. Possiamo tranquillamente dire che senza di lui (e dei suoi New York Dolls) il punk non sarebbe stato lo stesso.

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