Jazz Is Dead! festival 2024: la line up e il programma completo con William Basinski, Godflesh, Daniela Pes e tanti altri

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Dal 24 al 26 maggio c’è Jazz Is Dead! festival 2024 a Torino, anticipato da tre concerti ad aprile e da un epilogo a giugno

È il momento di tornare a parlare di Jazz Is Dead, alla sua settima edizione. Il festival torinese di suoni, rumori, ritmi e sperimentazioni presegue nel suo percorso artistico sempre più focalizzato su un certo tipo di sonorità sotterranee e periferiche.

Questa edizione porta con sé una novità. Per consentire la creazione di due palchi e una fruizione migliore di tutti i contenuti, dopo sei anni di gratuità, l’ingresso ai tre giorni del festival richiede un contributo di 10 euro a giornata. Jazz Is Dead! resta inclusivo e attraversabile e perciò sperimenta una formula senza precedenti: chi ritenesse di non poter sostenere la spesa intera, potrà prenotare un posto agevolato al costo popolare di 5 euro. Non verranno verificate motivazioni o requisiti, ma data totale fiducia al pubblico, vera comunità culturale e politica del festival. I biglietti per assistere alle anteprime e all’epilogo del festival sono reperibili sugli appositi circuiti dei luoghi ospitanti. Tutte le possibilità di prenotazione sono raccolte sul sito ufficiale.

24-25-26 maggio sono i giorni torinesi consecutivi di questa settima edizione del festival durante i quali si esibiranno la maggior parte degli artisti in cartellone. La suddivisione delle tre giornate al Bunker di Torino rispetta un flusso musicale immaginato per macro generi. Il venerdì per gli amanti del suono minimale, sperimentale e ricercato, il sabato che si apre alle contaminazioni internazionali e alle sonorità calde, la domenica che in crescendo parte dal jazz per esplodere nella potenza del suono più estremo.

Jazz Is Dead Festival

Alessandro Gambo, direttore artistico del festival racconta:

Sette è il numero perfetto, la ricerca della perfezione in un festival che ormai non ha più forma e genere, che cresce, sempre di più, mostruoso, vivo, unico, un corvo bianco. Spazi e tempi dilatati si accostano a ritmi percussivi e riff infernali, algidi suoni di sintesi si alternano ad antiche tradizioni millenarie di terre lontane. Rumori e silenzi ci accompagnano in un amalgama di suoni, voci, strumenti, melodie. Descrivere la settima edizione di Jazz is Dead! è dunque impossibile, sappiamo solo che abbiamo fatto del nostro meglio, per rendere il festival… perfetto! Ascolteremo gli echi di Moritz Von Oswald, le registrazioni di William Basinski, le voci e le terre di Massimo Silverio e Daniela Pes. Dave Okumu, Cindy Pooch, Aunty Rayzor, Le Cri Du Caire ci racconteranno la loro Africa, rivista e riletta, rieditata, ri-immaginata, sognata, urlata e rappata. Incroceremo gli sguardi tra Marta Salogni e Valentina Magaletti, tra Rob Mazurek e Gabriele Mitelli. E poi ci ritroveremo faccia a faccia con la storia, quella di Suzanne Ciani e di John Zorn. Voleremo nello spazio con Gianluca Petrella e verremo travolti dal rumore: I Hate My Village, Nu Jazz, RuinsZu, Orchestra Pietra Tonale … i Godflesh! E infine balleremo, fino al mattino, il live set di 3phaz, il post tutto di Optimo Espacio, lo shake Dj Haram, i ritmi sinuosi di Lena Willikens, la cassa e il basso di Dj Storm, i nostri Cobra e Skip. A voi il giudizio, sarà questo un festival perfetto?

Andrea Polacchi, Presidente di Arci Torino:


È davvero incredibile vedere come come un’idea visionaria di 7 anni fa sia diventata un appuntamento fisso dell’offerta culturale nazionale. ARCI produce, anche in questa edizione, Jazz Is Dead con i medesimi obiettivi di sempre: offrire una proposta artistica di qualità ad una moltitudine di persone libere e appassionate che potranno, anche in questa edizione, attraversare il festival in modo popolare, inclusivo e dialogante. Mai come quest’anno, anche grazie a sperimentazioni importantissime: la cura degli spazi, un percorso trasversale aperto ai volontari, i talk e gli approfondimenti, l’ingresso a prezzi calmierati. Con le attività cresce la comunità dei partner e dei sostenitori, che ringraziamo indistintamente. Salutiamo in particolar modo la rinnovata collaborazione con la Città di Torino e con il Torino Jazz Festival, con i quali ci si reincontra sotto l’insegna dell’innovazione e dell’avanguardia. Jazz is Dead è la dimostrazione che si può proporre cultura diversa, popolare e di qualità, anche promuovendo sperimentazioni artistiche, fuori dagli schemi dell’industria culturale e delle logiche commerciali mainstream. E lo dimostrerà anche in questa nuova, splendida, edizione   

Dopo gli annunci delle tre anteprime che vedono la storia fare capolino sul palcoscenico del festival con la pioniera dell’elettronica e della sperimentazione analogica Suzanne Ciani e l’istituzione della musica americana John Zorn rispettivamente in collaborazione con la Fondazione Culturale San Fedele, Inner_Spaces e il Torino Jazz Festival, Jazz is Dead! annuncia il programma completo della settima edizione. Sono sette gli appuntamenti JID24, cinque i luoghi del festival. Due anteprime torinesi al Cinema Massimo e all’Auditorium Agnelli, un appuntamento a Milano all’Auditorium San Fedele, un epilogo al Planetario di Torino e tre giorni consecutivi di festival al Bunker di Torino, quest’anno con un allestimento totalmente ripensato per garantire una fruizione adeguata alla proposta e alla partecipazione inclusiva. L’area a disposizione dei partecipanti al festival sarà molto ampia, i concerti principali si terranno sul palco esterno con un impianto calibrato e una capienza aumentata, mentre alcuni selezionati live e i dj set della notte accoglieranno i danzatori all’interno, nella consueta area club, cattedrale industriale. Diverse aree esperienziali prenderanno forma per completare il percorso fruitivo.

Venerdì 24 maggio, Bunker

MASSIMO SILVERIO (area esperienziale)
MORITZ VON OSWALD (club)
WILLIAM BASINSKI (palco esterno)
MARTA SALOGNI & VALENTINA MAGALETTI (palco esterno)
COBRA (club)
LENA WILLIKENS (club)
3PHAZ (club)
SKIP (club)

Sabato 25 maggio, Bunker

CINDY POOCH (area esperienziale)
LE CRI DU CAIRE (area esperienziale)
DAVE OKUMU & THE 7 GENERATIONS (palco esterno)
I HATE MY VILLAGE (palco esterno)
AUNTY RAYZOR (palco esterno)
DJ HARAM (club)
OPTIMO (ESPACIO) (club)
DJ STORM (club)

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domenica 26 maggio, Bunker 

ORCHESTRA PIETRA TONALE (area esperienziale)
ROB MAZUREK & GABRIELE MITELLI (club)
NU JAZZ (club)
RUINSZU (palco esterno)
DANIELA PES (palco esterno)
GODFLESH (club)

Anteprima: Suzanne Ciani e John Zorn

Le anteprime. Il 6 e l’8 aprile a Torino e Milano con Suzanne Ciani che arriva in Italia in esclusiva per Jazz is Dead. Oltre alla data di Torino, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, la pioniera dei sintetizzatori sarà protagonista anche a Milano per la rassegna Inner_Spaces, realizzata dalla Fondazione Culturale San Fedele. Suzanne Ciani si esibirà in ciascuna delle due città proponendo una performance apposita e originale. Si prosegue il 28 aprile con a Torino con la terza anteprima, una coproduzione TJF – Jazz is Dead! John Zorn – New Masada Quartet. Compositore, musicista e produttore, Zorn è un’istituzione della musica americana che dal jazz all’improvvisazione radicale, dal punk hardcore al doom metal, dal klezmer al lounge, alla classica contemporanea, ha dato vita a una produzione imponente e controversa, difficilmente assimilabile in categorie accademiche. Questi tre giorni denotano una importante ed evidente crescita territoriale e relazionale. Si valicano i confini geografici, sbarcando a Milano e si abbattono i confini, stringendo collaborazioni con le grandi realtà culturali. 

Epilogo: Gianluca Petrella

Il festival chiude anche quest’anno con la conferma della collaborazione con INFINI.TO Planetario di Torino, il museo dell’astronomia e dello spazio, ormai consolidata location ideale per l’epilogo previsto il 7 giugno con Gianluca Petrella. Nel panorama jazzistico e sperimentale c’è nome migliore che possa rappresentare il binomio spazio e musica. Musicista eclettico, riconosciuto a livello mondiale, Petrella proporrà una produzione originale scritta in collaborazione con gli astrofisici di INFINI.TO Planetario di Torino per sonorizzare la volta digitale celeste della cupola avveniristica del planetario. Un progetto nato dal genio di Petrella e immediatamente accolto da Jazz is Dead!

Redazione Rumore
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