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Nei giorni scorsi Thom Yorke è stato ospite della Festa del Cinema di Roma, dove dopo aver sfilato sul red carpet con la neomoglie italiana Dajana Roncione, ha parlato del suo rapporto con le colonne sonore e non solo: il leader dei Radiohead ha dichiarato di essere al lavoro su nuovo materiale per la band, il cui ultimo album A Moon Shaped Pool è stato pubblicato nel 2016. A quanto detto da Yorke, che in questi anni si è dedicato alla carriera solista, con l’album ANIMA e la colonna sonora di Suspiria di Guadagnino, anche il nuovo materiale è ispirato alla musica da film: “Non ho visto questo film quando uscì al cinema”, ha detto a proposito di Taxi Driver, “e non ricordo neppure quando lo vidi per la prima volta. Ma ricordo quando è stata l’ultima. Poche settimane fa mia figlia di 16 anni mi ha chiesto di vedere un film insieme e la scelta è ricaduta proprio su Taxi driver. È stata una rivelazione, perché io in questo momento in studio di registrazione sto cercando di fare esattamente quello che si faceva negli Anni 70. Allora ho chiamato Jonny per parlarne. È evidente nelle musiche di Taxi driver’ l’influenza di Charles Mingus, anche se non sappiamo se Hermann si ispirò effettivamente a Mingus. Quello che mi interessa in questo momento è cercare di capire come riappropriarsi di certe sonorità in altri contesti”.

Yorke ha raccontato anche di aver chiesto aiuto a Greenwood, autore di varie colonne sonore, per Suspiria:

Quando me l’hanno proposto ero tesissimo. Ho detto a Johnny che mi avevano chiesto di lavorare alla colonna sonora di un film horror e lui mi ha consigliato di lavorare al sound e alle melodie prima di vedere il film: ‘nel momento in cui lo vedrai non riuscirai a fare niente, ti bloccherai’. Aveva ragione. Se non avessi avuto diversi mesi a disposizione per prepararmi lavorando basandomi sulla sceneggiatura, sui personaggi e parlando direttamente con Luca, non ce l’avrei mai fatta. Ho portato me stesso in quel lavoro. Noi musicisti dobbiamo prevenire il film, non reagire ad esso

Invece, in questa intervista che vedete pubblicata su Instagram, sempre mentre era ospite alla Festa del Cinema di Roma sul tappeto rosso dell’evento, ha parlato delle sue speranze per la cultura post-coronavirus:

L’idea che le persone si riuniscano ancora nella realtà, non su una chiamata Zoom, per parlare di ciò a cui tengono è ancora importante


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