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Tre interviste per capire Glenn Branca

Glenn Branca, scomparso lo scorso 13 maggio a 69 anni, è il classico caso di artista più influente che famoso. Anche senza essere una rockstar, il compositore e chitarrista ha attraversato da protagonista più di un’epoca di musica sperimentale e avanguardista, sia con i Theoretical Girls che da solista, con album come Lesson No. 1 e The Ascension, autentiche pietre miliari della no wave, e con ensemble in cui hanno militato “allievi” come Lee Ranaldo, che proprio tramite Branca conosce Thurston Moore.

Per comprendere meglio la sua arte e il suo personaggio, vi proponiamo tre interviste, in cui si parla di musica e non solo: Branca riflette sui massimi sistemi – Non sappiamo chi siamo non sappiamo perché siamo qui… “l’unica ragione per cui continuo a interessarmi di questo mondo è perché amo la musica e voglio che le persone ascoltino la musica. Per il resto, questo cazzo di mondo è una perdita di tempo” –, racconta la scena artistica newyorkese degli anni 70/80, della sua influenza sugli altri musicisti e dell’opinione di John Cage (e di sua madre) sul suo modo di suonare, della musica che “non viene dallo strumento e nemmeno dal musicista” e che dovrebbe essere abbastanza forte da assorbire il pubblico senza bisogno di video, balli o altro.

Potete vederle qui sotto:

The Drone

Where my ears want to go

Sounds from the subconscious

John Cage parla di Glenn Branca

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