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James Jonathan Clancy, ascolta i singoli che anticipano il debutto solista

Had It All, Precipice, I Want You e A Worship Deal sono i singoli che anticipano l’album di debutto solista di James Jonathan Clancy, in uscita a febbraio
James Jonathan Clancy James Jonathan Clancy
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(Credit: Carolina Martines)

Had It All, Precipice, I Want You e A Worship Deal sono i singoli che anticipano l’album di debutto solista di James Jonathan Clancy, in uscita a febbraio

Had It AllPrecipice, I Want You e A Worship Deal sono i singoli che anticipano l’uscita di Sprecato, il primo album solista dell’italo-canadese James Jonathan Clancy, già alla guida di His Clancyness, A Classic Education, Settlefish e Brutal Birthday, in uscita il 2 febbraio sulla label da lui fondata Maple Death Records.

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(La cover dell’album)

L’artista presenta così i due ultimi singoli:

I Want You è una di quelle canzoni in cui il trio elettrico che include J.H. Guraj e Fera risplende, è una canzone che è iniziata come un mantra, cinque minuti di una sorta di camminata sopra le nuvole. La parola ‘cosmico’ è sicuramente abusata di questi tempi ma è la cosa più vicina che riesco a immaginare per questo brano. C’è qualcosa di profondamente spirituale per me in questa canzone, l’ho avvertito durante la registrazione come un dolce rapimento. È anche una canzone che parla di mio figlio, è stato un primo anno agrodolce quando è nato perché vivevamo separati e nei fine settimana, quando non potevo vederlo, la depressione prendeva il sopravvento. Vagavo per i parchi di Londra cercando di scrollarmi di dosso il malessere e la negatività e volevo solo scrivere una lettera d’amore per dirgli che sarò sempre lì con lui. Volevo davvero che quel breakdown fosse chiaro e tranquillo. Fin dall’inizio ho immaginato i flauti con un’acustica e una voce e quando ne ho parlato con Enrico Gabrielli (19’40”, PJ Harvey, Calibro 35), ricordo di aver fatto riferimento a Speak Like A Child di Tim Hardin. Lui è ritornato con qualcosa di molto più inquietante, quasi più vicino a una OST di Piero Umiliani. La batteria di Andrea Belfi dà quasi un’atmosfera a la Dr. John ed è divertente che io invece pensavo a un diverso tipo di ballata paludosa, più in stile Jeffrey Lee Pierce. 

A Worship Deal è un’immagine tratta direttamente dal libro di Michelangelo Setola ‘Gli Sprecati’, un viaggio in autobus di lavoratori sottopagati che vengono trasportati al loro stabilimento industriale, un pendolarismo horror attraverso l’alienazione e lo sfruttamento. Una canzone che parte da una vecchia drum-machine che avevo trovato e inizialmente doveva essere solo voce + ritmo, una sorta di suite gentile alla Arthur Russell, ma che deraglia rapidamente in uno dei brani più aggressivi del disco, tutto fuoco e tensione, con le figure del sax di Kyle Knapp alla fine che trasmettono davvero quel senso di un inferno dantesco”.

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