Equinozio elettronico all’IndieRocket 2024

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Indierocket 2024
Credit: Daniele Di Egidio

Per l’edizione 2024 l’IndieRocket cambia stagione e location ma non lo spirito cosmopolita e sperimentale

Dal solstizio d’estate all’equinozio d’autunno. L’IndieRocket cambia stagione – e location – ma non intenzione (scusate la rima), che rimane quella di dare spazio all’innovazione, alla sperimentazione e alla ricerca sonora. Per questa edizione numero 21, in particolare, gli organizzatori (fra i quali l’ex direttore artistico del TOdays Gianluca Gozzi) hanno deciso di focalizzarsi sull’elettronica e le infinite forme che può assumere – proprio come l’acqua, Aquæ, “un nome che identifica la fluttuazione della musica verso sonorità elettroniche” ma che sottolinea anche il legame della città con il mare. In questo senso è significativa anche la scelta della nuova location, il Pala Becci, al Porto Turistico Marina di Pescara, consono anche esteticamente alle sonorità delle due serate, grazie al suo aspetto postindustriale, e al contributo dell’artista belga Mike Latona con il suo vj set, lights & laser show.

DAY 1 Follakzoid 00044
DAY 1 3phaz 00002
Day 1 Lorenzo Senni 00045

Il 20 settembre si comincia con Maria Chiara Argirò, una delle proposte più interessanti del nuovo panorama italiano, un talento in grado di contaminare con naturalezza jazz, pop ed electro. Se Argirò mette tutti d’accordo, la quota controversia della serata tocca a Föllakzoid, con una performance che a qualcuno sembra troppo poco musicale, più una lunga esibizione drag che un live a tutti gli effetti, con una sensazione di scollamento fra l’attitude estrema di Domingæ e la musica che non spinge così tanto. In effetti, forse più un’installazione da galleria d’arte che da festival. Decisamente meno provocatorio e più centrato sulla musica il set del producer egiziano 3Phaz, anche questo all’insegna della contaminazione di suoni e mondi, che con la sua fusione di tradizione e contemporaneità conduce verso il finale di questo primo giorno, affidato a EUREKA, il nuovo show audio/video di Lorenzo Senni, arricchito dai visual di NoText e Daniel Sansavini, e al dj set del giapponese Yousuke Yukimatsu. Nel frattempo, sull’IRF Soundsystem situato all’esterno del padiglione a riscaldare l’atmosfera ci sono A Gang Of Three & Luca Faieta (Diorama Festival), Proinsedmet, Oltrefuturo  (Multi Culti) e Gu Mascio (NuFunklan).

DAY 2 COCA PUMA 00040
DAY 2 OM UNIT 00007
DAY 2 MOUSE ON MARS 00032

Il sabato, davanti a un pubblico prevedibilmente più numeroso, apre Alessandro “ToffoloMuzik” Zoffoli aka Cemento Atlantico, che si è confermato con secondo album Dromomania un punto di riferimento imprescindibile quando si parla di elettronica in Italia. Dal future garage/post dubstep del romagnolo si passa al “pop” raffinato e dall’allure internazionale di Coca Puma, arrivata preceduta da un hype che si rivela non ingiustificato. L’atmosfera continua a riscaldarsi con Om Unit, prima degli “headliner” – usiamo le virgolette perché una delle cose belle dell’IndieRocket è lo spazio pressoché paritario dato ai nomi grandi e a quelli emergenti – Mouse On Mars, su cui davvero non c’è bisogno di spendere troppe parole: “sono tedeschi” è il commento definitivo dei presenti. Si finisce ballando con il dj set di Forest Sword e l’afterparty al Club 011 con Togue e Luwei.

DAY 3 Bassolino 00031
DAY 3 Joshua Idehen 00004

Domenica è Æquinox, e ci si sposta in campagna, all’agriturismo (definizione riduttiva, in realtà: si tratta di “un organismo dinamico che realizza e promuove la ricerca nei campi dell’agricoltura organica e rigenerativa, dell’arte e dell’ecologia, in un unico contesto di identità rurale”) Pollinaria di Civitella Casanova, che ospita una vera e propria festa, dall’ora di pranzo – con prodotti tipici della Valle del Tavo e di Loreto Aprutino – fino a sera. Una giornata all’insegna delle good vibes, prima con le selezioni di Max JazzCat Conti e il listening showcase della International Anthem a cura di Ibelisse Guardia Ferragutti e poi con i live al Teatro del Grano: l’elettrofolk mediterraneo di Disangro, che mette in musica le poesie dell’abruzzese Pietro Mammarella, il neapolitan sound di Bassolino e la poesia rap/nu jazz di Joshua Idehen, impossibile da ascoltare seduti o fermi. Degno finale di una tre giorni che ci ha fatto salutare l’estate ballando con il corpo e la mente.

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