È morto Gary Young, il primo batterista dei Pavement: il ricordo della band

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Gary Young Pavement
(Credit: HWY99 Filmworks)

All’età di 70 anni è morto Gary Young, primo batterista dei Pavement

Gary Young, che è stato il primo batterista della storica band indie rock Pavement, è morto all’età di 70 anni il 17 agosto a Stockton, in California. Da alcuni anni aveva problemi di salute. A confermare la notizia è stata la moglie, Geri Bernstein Young.

Gary Young negli anni 80 era già conosciuto come promoter di concerti nella città di Stockton oltre che per aver fatto parte del gruppo The Fall of Christianity. Stephen Malkmus e Scott “Spiral Stairs” Kanneberg formarono i Pavement alla fine degli anni ’80 e decisero di registrare nello studio di Young, il Louder Than You Think. Alla batteria c’era proprio lui e così divenne il loro batterista dal 1989 al 1993 con il suo stile pazzo e incontrollato, salvo una piccola pausa in cui venne sostituito da Jason Fawkes.

Ha suonato nel loro primo EP, Slay Tracks (1933-1969) del 1989, oltre a Demolition Plot J-7 del 1990 e Perfect Sound Forever del 1991. Young apparve anche nel loro album di debutto del 1992, Slanted And Enchanted. La sua ultima uscita come membro dei Pavement è stata l’EP del 1992 Watery, Domestic. Viene allontanato dalla band nel 1993 a causa di conflitti con Malkmus e il resto della band, anche dovuti alla sua dipendenza dall’alcol. Alla fine viene sostituito da Steve West. Nel 1999, tuttavia, Young è tornato per produrre due brani dell’EP della Major Leagues. Si è anche riunito con la band per suonare due spettacoli nel 2010. Gary ha anche pubblicato tre album come Gary Young’s Hospital e un album solista, Malfunction, nel 2016. In più è stato presentato al SXSW Film Festival del 2023 a marzo un documentario su di lui dal titolo Louder Than You Think.


I Pavement lo ha ricordato con un lungo e accorato ricordo:

Garrit Allan Robertson Young ha reso i Pavement conosciuti. Ha registrato tutti i nostri dischi dalle Slay Tracks 7″ fino all’EP Watery, Domestic. Ha fatto tutto nel suo garage, uno studio chiamato Louder Than You Think. Stephen e Spiral lo conoscevano dalla scena punk rock di Stockton e hanno preso il suo numero di telefono dalle pagine gialle per contattarlo. Ha reso possibili tutte le loro prime canzoni, ha cercato di cogliere il loro caos giovanile e, dare un senso a tutto. Questo, ha fatto.

Era nato per suonare la batteria in gruppi rock and roll. Veniva dalla “scuola dei batteristi di Keith Moon”, una scuola non ufficiale in cui si è laureato con lode. Abbiamo avuto il grande piacere di vedere batteristi con un folle talento. Arrivava da un altro posto e suonava forte nonostante sia nato e cresciuto a Mamaroneck, New York, nella più facile data di nascita da ricordare (5/3/53).

Per noi e per tutti coloro che lo conoscevano, era una palla di fuoco senza paura. Il suo entusiasmo per la musica dal vivo era implacabile e ostinato.

Era il miglior narratore che abbiamo conosciuto e unico nel saper valutare le persone. Le cose che ha vissuto prima che lo conoscessimo ci hanno sbalordito.

Gary amava la tensione. Voleva rendere le persone eccitate e ansiose. È riuscito in entrambe le cose

Lo abbiamo abbracciato e ci ha insegnato miriadi di cose a cui non abbiamo mai pensato. Era un educatore. In un certo senso, eravamo suoi apprendisti.

I Pavement sono stati un tentativo estremamente fortunato fin dall’inizio e, in qualche modo, continua ad esserlo.

Senza Gary, molte persone non ci avrebbero notato. Nella migliore delle accezioni lui era un fenomeno da baraccone. Era magnetico. Era magico. Era pericoloso. Potremmo pensare a lui come a uno zio, un fratello maggiore che nessuno di noi aveva. Ma, era un tipo di persona rara chiamata Gary aka The Rotting Man. Abbiamo amato i suoi genitori, Bob Young e Betty Quick. In molte occasioni, si sono presi cura di noi.

Tutti il nostro amore va a Geri Bernstein, la moglie di Gary, che è stata con lui per quasi 50 anni, e lo ha tenuto il più vibrante possibile oltre i 70 anni.
Ti voglio bene Gary. Siamo sicuri che tu stia facendo le verticali dai tetti, mordendo i piatti del charleston, fingendo di annegare sul fondo della tua piscina e schivando le rocce, gli occhiali e i proiettili sparati dalla polizia puntati alla tua testa.
Senza paura.
The Plant Man vive ogni volta che i Pavement saliranno su un palco e continuerà a farlo. 🥁

Qui sotto la sua esibizione nel 2010 con i Pavement:

Redazione Rumore
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