
Dopo la scomparsa di Andy Rourke, gli ex compagni di band negli Smiths Morrissey e Johnny Marr hanno condiviso i loro ricordi dell’amico
“A volte una delle cose più radicali che puoi fare è parlare chiaramente”, scrive Morrissey sul suo sito ricordando l’ex compagno di band negli Smiths Andy Rourke,
Quando muore qualcuno, vengono fuori le solite lusinghe… come se la sua morte fosse lì per essere usata. Non sono pronto a farlo con Andy. Spero solo… dovunque Andy sia andato… che stia bene. Non morirà mai fino a quando la sua musica sarà ascoltata. Non ha mai conosciuto il proprio potere, e nulla di ciò che ha suonato è stato suonato da qualcun altro. La sua particolarità era così eccezionale e non convenzionale, e ha dimostrato che era possibile. Era anche molto, molto divertente e molto felice, e dopo gli Smith ha mantenuto un’identità stabile – mai nessuna mossa costruita. Suppongo che, alla fine di tutto, speriamo di sentire di essere stati apprezzati. Andy non deve preoccuparsi di questo.
Anche Johnny Marr, che era stato il primo a diffondere la notizia della scomparsa del bassista, ha pubblicato un commosso ricordo del collega e amico: “Io e Andy ci siamo conosciuti a scuola nel 1975. Eravamo migliori amici, andavamo ovunque insieme. A quindici anni mi sono trasferito a casa sua con lui e i suoi tre fratelli e presto mi sono reso conto che il mio amico era una di quelle rare persone che non può non piacere.
Io e Andy passavamo tutto il nostro tempo a studiare musica, divertirci e lavorare per diventare i migliori musicisti che potessimo essere. Ai tempi Andy era un chitarrista ed era bravo, ma è stato quando ha preso in mano il basso che ha trovato la sua vera vocazione e il suo singolare talento è sbocciato.
Durante la nostra adolescenza abbiamo suonato in diverse band a South Manchester prima di farci una reputazione con gli Smiths dal 1982 al 1987, ed è stato con quei dischi degli Smiths che Andy ha reinventato quello che significa essere un bassista.
Ero presente ogni volta che Andy suonava il basso alle session degli Smiths. A volte ero lì come produttore e a volte solo come amico e sostenitore orgoglioso. Guardarlo suonare quelle luminose linee di basso era un privilegio assoluto e davvero qualcosa da osservare. Ma una volta che mi viene sempre in mente è stata quando ero seduto accanto a lui al mixer a guardarlo suonare il basso sulla canzone The Queen Is Dead. Era così impressionante che mi sono detto ‘non dimenticherò mai questo momento’.
(il twee di Mike Joyce)Not only the most talented bass player I've ever had the privilege to play with but the sweetest, funniest lad I've ever met. Andy's left the building, but his musical legacy is perpetual. I miss you so much already. Forever in my heart mate.
— Mike Joyce (@mikejoycedrums) May 19, 2023
In mattinata, invece, era arrivato anche il messaggio su Twitter dell’ex batterista degli Smiths, Mike Joyce, che ha scritto: “Non solo il bassista più talentuoso con cui abbia mai avuto il privilegio di suonare, ma anche il ragazzo più dolce e divertente che abbia mai incontrato. Andy non c’è più, ma la sua eredità musicale è perpetua. Mi manchi già tanto. Per sempre nel mio cuore, amico”
Siamo rimasti amici negli anni, non importa dove fossimo o cosa stesse succedendo ed è motivo di orgoglio personale così come di tristezza che l’ultima volta che Andy abbia suonato sul palco sia stato insieme a me e alla mia band al Madison Square Garden a settembre 2022.
È stato un momento speciale che abbiamo condiviso con la mia famiglia e sua moglie e anima gemella Francesca.
Andy sarà sempre ricordato come un’anima gentile e bella da tutti quelli che lo conoscevano, e come un musicista estremamente dotato dalle persone che amano la musica.
Ben fatto, Andy. Mi mancherai, fratello”.



