
Sometimes I Feel Everything So Much è il nuovo singolo e video di Adult Matters
Adult Matters è il progetto solista di Luigi Bussotti, influenzato dal sound anni ’90 e da cantautrici americane come Fiona Apple e Tori Amos. Attivo dal 2016, ha esordito con Endings (All My Teenage Feelings) (2017), seguito da Flare Up (2021) e A Modern Witch (2025), album più maturo con arrangiamenti complessi. La sua musica combina intensità emotiva, testi personali tra diario e introspezione, e una voce fuori dai canoni indie-rock. Con A Modern Witch Adult Matters ha intrapreso un tour di oltre 50 date in Italia e Inghilterra tra club e festival indipendenti. Ora è uscito un nuovo singolo dal titolo Sometimes I Feel Everything So Much accompagnato da un video che possiamo guardare in anteprima.
Qui ci racconta il concept del brano:
«In The End of the F***ing World l’emotività è campo aperto: i personaggi si muovono senza rete, seguendo ciò che sentono anche quando li porta alla deriva. Sometimes I Feel Everything So Much, singolo estratto dal nuovo EP di Adult Matters, nasce in quell’area di vulnerabilità. La canzone si apre come una ballata irregolare, costruita per accumulo: chitarra inclinata, voce che si distende e si contrae, portando il peso di ogni sentimento. Passaggi notturni, stanze in transito, corpi che tornano mentre la mente resta altrove: tutto si muove come appunti presi al volo, dettagli che costruiscono una mappa emotiva di stanchezza, desiderio di movimento e lampi di lucidità. L’ipersensibilità diventa paesaggio, condizione abitata.Il videoclip di Leandro Agrò amplifica il brano con una quotidianità sospesa: gesti ripetuti, presenze artificiali, vicinanza che prende forma nello spazio condiviso. È un racconto visivo di intimità, distanza e consapevolezza. Alla fine, la canzone restituisce un’immagine precisa: la salvezza sta nell’allineamento con ciò che si sente e nella scelta di restarvi fedeli»

In merito al video:
Luigi trova un bambolo gonfiabile e comincia a trattarlo come un compagno reale. Nel video lo coinvolge in gesti quotidiani, costruendo l’illusione di una relazione possibile. Progressivamente, però, si accorge che non è il bambolo a essere vuoto, ma lui: incapace di amare davvero e di abitare la presenza dell’altro. L’indifferenza dell’oggetto diventa lo specchio delle sue relazioni passate, la superficie muta su cui ha sempre proiettato le proprie mancanze. Comprende che ciò che andrebbe distrutto non è il bambolo, ma il meccanismo che lo ha portato a sceglierlo. Alla fine lo lascia dove l’aveva trovato: a terra, inerte, pronto a essere raccolto da qualcun altro disposto a confondere l’assenza con l’amore.
Guarda il video in anteprima:



