
Julien Baker e Torres hanno presentato il loro album con un live alla St. John’s Church di Kingston Upon Thames
di Stefania Ianne
Metti una sera due cantanti indie decidano di scrivere un album country mentre storicamente sono più in linea con la tradizione rock indipendente. Julien Baker e Torres, due donne cresciute nel sud conservatore e profondamente religioso degli Stati Uniti d’America decidono di unire le proprie forze e di affrontare i propri demoni e di riappropriarsi della musica con cui sono cresciute. Il risultato è un disco potente in uscita su Matador Records dal titolo Send A Prayer My Way. Matador ci estende l’invito ad ascoltare in anteprima le canzoni del disco dal vivo in un concerto intimo e atmosferico in una chiesa anglicana a sud ovest della metropoli. La religione di questi giorni paga poco e le chiese che offrono il loro spazio per i concerti si stanno moltiplicando in maniera esponenziale. La musica del diavolo ha avuto il sopravvento. Arrivo durante il soundcheck nella chiesa, le voci e le chitarre di Julien Baker e di Torres risuonano cristalline anche all’esterno dell’abside illuminata da un gran riflettore posizionato sul prato per le riprese che si terranno. Il tempo è tiranno, non riusciamo a fare un’intervista improvvisata all’ultimo minuto ma Matador riesce a trovare un momento per consentirmi di incontrare e salutare le due artiste intente a firmare una pila infinita di stampe che ritrae la copertina del disco non ancora disponibile. Peccato, sarà per la prossima volta. La macchina della promozione si muove inesorabile e le due artiste vengono convogliate sul palco a rispondere alle domande dei fan prima del concerto.
L’atmosfera è leggera, le domande simpatiche, della serie, quali sono i vostri snack preferiti in Inghilterra? Torres cita i mitici McVities al cioccolato. Un’altra domanda inquietante è stata quella su come affrontare gli strati della lasagna… Ma per tornare alla musica, qualcuno vuole sapere come hanno collaborato alle loro canzoni. Julien Baker risponde che è avvenuto tutto per email. Come in una partita da poker a distanza Torres lanciava la sfida con l’invio di una sua canzone e Julien rispondeva con un’altra canzone, della serie: “vedo e rilancio”. In studio insieme hanno solo lavorato agli arrangiamenti, le canzoni erano già pronte a distanza. Le domande sono tutte lette da un assistente, sceglie a caso la domanda di un fan che chiede se hanno intenzione di fare un album in un altro stile dopo aver esplorato il country. Torres, Mackenzie Scott, risponde che potrebbero fare un album grunge (sludgy, grungy…)! Qualcuno vuole sapere di un momento estremamente imbarazzante nella loro carriera. Julien Baker parla dei suoi inizi imbarazzanti, quando da novellina entusiasta ha approcciato proprio Torres. “Eri dolcissima” risponde MacKenzie. Molto divertente la risposta di Torres alla stessa domanda. Ci racconta e esemplifica con una danza improvvisata il momento in cui ha dimenticato le parole di una delle sue canzoni. Ha iniziato di spalle con dei movimenti semplici con le braccia estese e l’idea era appunto di iniziare la canzone quando si girava a guardare il pubblico e invece la mente era svuotata, le parole sono svanite nel nulla. “Ho continuato a ballare…” Torres dice tra le risate del pubblico. Non c’è tempo per tutte le domande, e poi sono tutti impazienti di sentirle cantare. Tra gli applausi imbracciano le chitarre, acustica per Torres, un mandolino a otto corde per Julien Baker, per iniziare, e ci deliziano con le loro armonie e storie mai scontate. Sono solo sette canzoni, ma il pubblico è conquistato.
Setlist
Bottom of a Bottle
Off The Wagon
Sylvia
Tuesday
Sugar In The Tank
No Desert Flower
Dirt



