Dischi da ascoltare questa settimana (1 – 12 gennaio)

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Davis Patton Unsplash
(Credits: Unsplash / Davis Patton)

Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 1 al 12 gennaio

Cosa abbiamo ascoltato il mese scorso? Ecco qui.

Lambrini Girls Who Let The Dogs Out Cover

Lambrini Girls Who Let The Dogs Out (City Slang)

Apriamo l’anno nuovo con il duo di Brighton protagonista della copertina del nostro numero di gennaio, che si appresta a pubblicare il suo album d’esordio dopo un EP e quattro singoli. Paladine dei diritti delle persone trans, tema portante del disco, Phoebe Lunny e Lilly Macieira-Boşgelmez l’hanno descritto così: “Prende e scuote tutto ciò che non va nel mondo moderno. Se condire le canzoni politiche con umorismo è come infilare una scintilla nel pane, allora (il disco) è come uno spettacolo pirotecnico nella fabbrica stessa: strano, pericoloso, eccitante”

Bad Bunny Debi Tirar Mas Fotos Cover

Bad Bunny DeBÍ TiRAR MáS FOToS (Rimas)

A due anni di distanza da nadie sabe lo que va a pasar mañana il re del latin pop torna con il suo sesto album in studio per contribuire ulteriormente alla diffusione della cultura musicale portoricana nel mondo intero. Un disco nel quale l’artista continua a sperimentare molto, andando ben oltre il semplice reggaeton: al suo interno ci sono generi tradizionali della sua terra, come plena, jíbaro e salsa, affiancati a tendenze più europee, quali house e synth-pop, in un melting pot totale e costante.

Gue Tropico Del Capricorno Cover

Guè Tropico Del Capricorno (Island/Universal)

Il rapper milanese viene da anni di intensissima attività discografica, a cui questo disco aggiunge un nuovo capitolo. Archiviata la storica reunion del Club Dogo dell’anno passato, Cosimo Fini è tornato a dedicarsi alla sua carriera solista, non solo attraverso una sfilza infinita di featuring (più di 20), ma anche con il suo decimo album in studio. Il disco, che segue Madreperla del 2023, mostra un Guè un po’ gangsta e un po’ romantico, assistito da un gran numero di colleghi: Rose Villain, Shiva, Stadio, Artie 5ive, Ele A, Frah Quintale, Geolier, Ghali, Tony Effe, chiello, Ernia e Tormento.

Liberato Liberato Iii Cover

LIBERATO LIBERATO III (auto prodotto)

Il 2025 inizia, a sorpresa, con il terzo album in studio dell’artista napoletano dall’identità sconosciuta, pubblicato allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno a tre anni di distanza dal precedente LIBERATO II. Un disco che pone come suo fulcro ancora una volta la città di Napoli, la sua lingua (opportunamente miscelata con italiano ed inglese) e la sua cultura, come dimostra sin dall’inizio con TURNÀ, che contiene un campionamento del classico di Teresa De Sio Voglia ‘E Turnà. Tutto ciò, condito dalle produzioni di respiro internazionale dello stesso artista, costituisce ancora un unicum nella scena nostrana.

Franz Ferdinand The Human Fear Cover

Franz Ferdinand The Human Fear (Domino)

Nell’anno in cui si celebrano i vent’anni dell’uscita del primo storico album della band di Glasgow Franz Ferdinand essa si appresta a pubblicare un nuovo album, che manca dal 2018 con Always Ascending, con una nuova formazione: fuori lo storico batterista Paul Thomson, secondo membro della formazione originaria ad abbandonare dopo Nick McCarthy, dentro Audrey Tait. Riguardo il significato del titolo il leader Alex Kapranos ha detto: “La paura ti ricorda che sei vivo. Reagire a essa ci rende umani. Questo album è una celebrazione di quel brivido”.

Ringo Starr Look Up Cover

Ringo Starr Look Up (Lost Highway/Roccabella/UMG)

Ringo goes country. Si aggiunge un nuovo capitolo alla lunghissima ed insaziabile carriera del leggendario batterista dei Beatles, che, dopo lo scioglimento del gruppo, lo ha visto pubblicare ben 21 album con quest’ultimo in arrivo a sei anni di distanza dal precedente What’s My Name. Ringo non ha mai nascosto il suo amore per questo genere, manifestandolo sin dagli anni 60 nei dischi della sua band, ma solo ora, ad 84 anni, ha deciso di dedicargli un intero disco e per la produzione ha chiesto una mano ad un altro veterano di questo stile: T Bone Burnett.

Ethel Cain Perverts Cover

Ethel Cain Perverts (Daughters Of Cain)

A due anni di distanza dal disco di debutto Preacher’s Daughter la cantautrice americana torna con il suo secondo album in studio. In questo nuovo progetto l’alter ego presentato nell’esordio rimane, ma cambiano la sua storia e i generi musicali toccati. Southern gothic e dream pop vengono messi da parte in favore di sonorità molto più oscure, divise tra shoegaze e slowcore, che contribuiscono a creare caos e assenza di equilibrio in un lavoro già destabilizzato dalla continua alternanza di brani in forma canzone e suite che superano i 10 minuti di durata.

Moonchild Sanelly Full Moon Cover

Moonchild Sanelly Full Moon (Transgressive)

L’artista sudafricana è pronta per tornare con il suo terzo album in studio, in arrivo a due anni di distanza dal precedente Phases, e continuare a propagare il suo stile unico da lei stessa definito Future Ghetto Funk. Ciò si traduce in una grande miscela di generi e stili diversi che include funk, musica elettronica, hip hop e kwaito, nato proprio nel suo paese. Lei stessa ha definito l’album: “Il mio lavoro più personale, crudo e onesto. L’ho chiamato “Full Moon” perché contiene tutto di me. (…) è il punto d’arrivo del mio sé, la somma di tutto ciò che ho passato e di ogni emozione che ho vissuto”.

Copertine Rumore 7

In edicola trovate il numero di gennaio di Rumore con le Lambrini Girls in copertina. Oltre ai servizi, alle interviste e alle nostre rubriche, trovate ben più di 250 dischi recensioni.

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