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L’appello di Michael Stipe, Run The Jewels, Caroline Polachek e altri artisti a Biden per il cessate il fuoco a Gaza

Molti artisti, fra cui Michael Stipe, Caroline Polachek, Devonté Hynes, hanno firmato una lettera a Biden per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e Israele
Michael Stipe Michael Stipe
Michael Stipe Gaza Israele

Molti artisti, fra cui Michael Stipe, Caroline Polachek, Devonté Hynes, hanno firmato una lettera a Biden per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e Israele

Michael Stipe, Devonté Hynes, Run The Jewels, Caroline Polachek, Patti Smith e molti altri artisti del mondo della musica e del cinema sono i firmatari di una lettera a Biden in cui chiedono l’immediato cessate il fuoco in Palestina e Israele: “Caro presidente Biden, ci uniamo come artisti e sostenitori, ma cosa più importante come esseri umani che sono testimoni della devastante perdita di vite umane e dello degli orrori in corso in Israele e Palestina”, si legge nell’appello,

Chiediamo che, come presidente degli Stati Uniti, lei e il Congresso chiedano un immediato cessate il fuoco a Gaza e Israele prima che un’altra vita venga persa. Più di 5000 persone sono state uccise nell’ultima settimana e mezzo – un numero che ogni persona con una coscienza sa essere catastrofico. Crediamo che tutte le vite siano sacre, a prescindere dalla fedeo dall’etnia e condanniamo l’uccisione di civili palestinesi e israeliani.

Esortiamo la sua amministrazione, il Congresso e tutti i leader mondiali a onorare tutte le vite in Terra Santa e a chiedere e facilitare un cessate il fuoco senza indugio, la fine dei bombardamenti su Gaza e il rilascio sicuro degli ostaggi. La metà dei due milioni di residenti a Gaza sono bambini, e più di due terzi sono rifugiati e i loro discendenti costretti a fuggire dalle proprie case. Bisogna consentire agli aiuti umanitari di raggiungerli.

Crediamo che gli Stati Uniti possano giocare un ruolo diplomatico vitale nel mettere fine alla sofferenza e aggiungiamo le nostre voci a quelle che arrivano dal Congresso, dall’UNICEF, Medici Senza Frontiere, Croce Rossa e tantissimi altri. Salvare vite è un imperativo morale. Per fare eco all’UNICEF, “la compassione – e la legge internazionale – devono prevalere”.

La lettera continua citando le parole del portavoce dell’UNICEF James Elder, che dice: “I bambini e le famiglie di Gaza sono praticamente senza cibo, acqua, elettricità, medicine e accesso sicuro agli ospedali, in seguito a giorni di attacchi aerei e tagli a tutte le vie di rifornimento. L’unica centrale elettrica di Gaza è rimasta senza carburante mercoledì pomeriggio, interrompendo l’elettricità e trattamento dell’acqua e delle acque reflue. La maggior parte dei residenti non può più avere acqua potabile dai fornitori di servizi o acqua domestica attraverso le condutture…. La situazione umanitaria ha raggiunto livelli letali, eppure tutti i rapporti indicano ulteriori attacchi. La compassione – e il diritto internazionale – devono prevalere”.

“Al di là del nostro dolore e lutto per tutte le persone lì e i loro cari in tutto il mondo”, concludono, “siamo motivati da una volontà inflessibile di difendere la nostra comune umanità. Siamo a favore della libertà, della giustizia, della dignità e della pace per tutte le persone – e dal profondo desiderio di fermare ulteriori spargimenti di sangue. Ci rifiutiamo di raccontare alle generazioni future la storia del nostro silenzio, del fatto che siamo rimasti a guardare e non abbiamo fatto nulla. Come ha detto a UN News il capo dei soccorsi d’emergenza Martin Griffiths, “la Storia ci guarda”.

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