
Gli Anti-Flag hanno annunciato lo scioglimento dopo le accuse di stupro mosse in un podcast da una vittima al frontman Justin Sane
Con un comunicato sul loro Patreon, gli Anti-Flag – band punk di Pittsburgh – hanno comunicato lo scioglimento, e poco dopo hanno cancellato il sito Web e tutti gli account sui social media. Secondo voci non confermate, la band avrebbe preso la decisione in seguito alle accuse di stupro mosse al frontman Justin Sane in un episodio di Enough, podcast “che mira a far luce negli angoli oscuri dell’industria musicale”.

L’accusa viene da Kristina Sarhadi, “terapista, maestra di reiki, scrittrice e assistente sociale di New York”, che ha raccontato di aver conosciuto il cantante dopo un concerto a Brooklyn nel 2010, e che dopo averla invitata a un festival cinematografico (Sounds Like Revolution) dove veniva proiettato un documentario sulla canzone di protesta in cui appariva anche lui.
Sane l’avrebbe convinta ad andare nel suo hotel dove l’avrebbe costretta con la forza a un rapporto sessuale, come racconta in modo dettagliato la ragazza.
Qualche anno prima, in uno spazio anonimo dove le persone possono confessare le violenze subite nell’industria musicale o chiedere se altre persone hanno avuto molestie da parte di una determinata persona, c’era un post a cui avevano risposto altri utenti in merito a Justin Sane.

Attualmente oltre ai profili social della band, sono stati cancellati anche i profili social di Justin Sane, sia quello Twitter e Instagram, come potete vedere qua sotto. Il cantante e la band non hanno ancora rilasciato dichiarazioni.




**** Se anche tu o una persona che conosci è vittima di violenza o stalking, chiama il 1522 per farti aiutare o chiedere consiglio. Il numero gratuito è attivo 24 h su 24 (anche da cellulari) e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto oppure potete chattare con una operatrice direttamente da Trovi tutte le informazioni qui. ****



