lil wayne

Dire che tra Lil Wayne (nella foto), Birdman e Young Thug ci siano problemi è dire poco: negli ultimi mesi i tre rapper si sono cacciati in una lunghissima serie di minacce, cause e arresti che proviamo qua a riassumere in breve. Iniziamo dalle questioni legali.

Tutto è iniziato lo scorso autunno, quando Birdman – proprietario dell’etichetta Cash Money e (ormai ex) mentore di Wayne, Drake e Nicki Minaj – si è messo a investire pesantemente per supportare i Rich Gang, progetto collaborativo tra Rich Homie Quan e Young Thug, mettendo da parte il nuovo album di Lil Wayne, Tha Carter V, a cui il rapper stava lavorando da molto tempo. Questo ha comprensibilmente fatto arrabbiare Wayne, che si è trovato quindi impossibilitato a buttare fuori il suo album senza il consenso di un’etichetta che non aveva affatto intenzione di pubblicarlo. Il risultato? Wayne ha fatto causa a Cash Money per 51 milioni, chiedendo la rescissione del contratto e i diritti su tutto il materiale pubblicato da Young Money, sotto-etichetta di Cash Money di cui è proprietario al 49%.

Risultato? Tha Carter V non è ancora uscito e Wayne ha nel frattempo pubblicato due mixtape: Sorry 4 the Wait 2, dal titolo abbastanza esplicativo e pubblicato gratuitamente, e The Free Weezy Album, esclusiva di Tidal (il servizio di streaming a pagamento fondato da Jay Z). A questo punto è arrivata la risposta di Birdman, che ha fatto causa a Tidal per avere pubblicato il mixtape. Essendo su un servizio a pagamento, sostiene Birdman, è come se Wayne stesse “vendendo” la sua musica, cosa che apparentemente gli è vietata dal contratto ancora in essere con Cash Money. Tidal ha smentito la cosa, sostenendo che Wayne ha “regalato” la musica al servizio in cambio di un pacchetto azionario della società.

Oltre a tutto questo si è creato un gioco di tensioni e minacce tra i tre. La cosa è iniziata da Young Thug, che annunciò di voler pubblicare un mixtape a nome Tha Carter 6, un palese riferimento alla serie di album di Wayne. Dietro a proteste e paura di ulteriori cause, il titolo dell’album di Thug è stato cambiato in Barter 6 (un riferimento all’abitudine dei Bloods, una delle maggior gang americane, di cambiare le “C” in “B”). Altre minacce a Wayne sono arrivate nel video di Halftime di Thug, nel cui testo il rapper dice di non avere problemi a sparare a Wayne e punta poi un mitra alla telecamera. Lo scorso weekend, inoltre Birdman ha lanciato un drink a Lil Wayne a Miami mentre quest’ultimo si stava esibendo.

Ora, però, le cose sembra si stiano facendo molto più serie di tutto questo. Ora la corte di Cobb County, giurisdizione di Atlanta, ha rinviato a giudizio Jimmy Winfrey, in arte Pee Wee, tour manager e affiliato di Thug, accusandolo di aver guidato una sparatoria contro il tourbus di Lil Wayne. A quanto risulta dai documenti pubblicati dalla corte e ripresi da Noisey US, però, viene fuori un dettaglio inquietante. Sembrerebbe che Birdman e Thug abbiano avuto una parte nell’organizzazione della sparatoria.

Che cosa è successo, in pratica? La sera della sparatoria, il 26 aprile, Thug stava suonando a New Orleans (città natale di Wayne) e si è trovato di fronte un pubblico ostile, che l’ha fatto andare via dal palco gridando il nome di Wayne. La stessa sera, Wayne stava suonando ad Atlanta (città natale di Thug), e a quanto riporta la polizia appena iniziato il concerto un gruppo di individui associati alla gang dei Bloods, guidati da Pee Wee, si sono mossi in massa verso il locale dove Wayne stava suonando. La polizia ha seguito la cosa e, temendo un attacco, ha scortato i bus di Lil Wayne. Arrivati fuori dalla città e senza più la scorta, però, i bus sono stati attaccati con dei colpi d’arma da fuoco. Inoltre, nota la polizia, Pee Wee era stato notato con un fucile d’assalto in macchina e aveva postato su Instagram una foto del veicolo, poi cancellata.

Inoltre, in base alle intercettazioni della polizia, Pee Wee era al telefono con Young Thug mentre inseguiva i bus aspettando che la polizia smettesse di scortarli. E, tornato in città dopo la sparatoria, avrebbe chiamato Birdman con lo stesso cellulare. Inoltre, Thug è stato recentemente arrestato dalla polizia di Atlanta (ed è tuttora in prigione) per “minacce terroristiche”. Il caso è totalmente separato, ma non fa che aumentare la complessità della situazione. A quanto riportato, Thug ha minacciato di uccidere la guardia di sicurezza di un centro commerciale ed è fuggito prima dell’arrivo della polizia, che l’ha poi arrestato presentandosi alla sua porta alle 6 di mattina con un mandato di cattura. Dopo l’arresto si sono inoltre aggiunte ulteriori accuse per possesso di armi e stupefacenti.

Insomma, a quanto potete leggere sembra tutto molto complesso e inquietante. Trovate qua sotto un pezzo di Lil Wayne, CoCo, sulla base dell’omonima canzone di O.T. Genasis, tratta da Sorry 4 the Wait 2.