ThreeLakes Opificio

di Francesco Bommartini

Il pubblico, spesso, non premia la qualità. Questo verrebbe da dire dopo aver visto il concerto di ThreeLakes e Nicola Sartori in quel gioiellino di struttura che è l’Opificio dei Sensi. Questo luogo, sito nel veronese, è gestito dal coraggioso Massimo che, contrariamente alle indicazioni degli ultimi anni, non si arrende alle tribute e cover band, dando anzi spazio ad artisti qualitativamente validi. Con risultati alterni.

Ma ThreeLakes lo sa come va il mondo musicale indipendente. E non si lascia intimorire. Anzi, arringa la ventina di intervenuti, comunque attenti alla sua proposta ampiamente pubblicizzata – peraltro – sulla stampa specializzata, con brio e garbo. “Preferisco le situazioni intime, almeno si possono vedere in faccia le persone e ci si può parlare” dice, subito dopo essersi presentato di persona ad ogni essere umano seduto al secondo piano della bella struttura sita a Ferrazze di San Martino Buon Albergo. Luca, questo il vero nome del mastermind del progetto ThreeLakes, imbraccia la chitarra in modo davvero poco rock, ma molto folk: altezza sterno, perpendicolare al viso. I suoi occhi sussultano e mostrano l’umor vitreo mentre propone le canzoni di War Tales una dietro l’altra, da Wild Water a Rose. Inframmezza i brani con suoni che ricordano guerra, oltre che con qualche pezzo dell’EP precedente. La pronuncia inglese vagamente masticata, intersecata con l’andamento ipnotico degli arpeggi, scava in profondità.

Diversamente intimista è la proposta di Nicola Sartori, accompagnato dalla chitarra (e basso) di Nicola Righetti e da un vero pianoforte, suonato da Tommaso Franco. La voce di Sartori cesella i suoi brani. Il tono è sempre confidenziale e mai particolarmente greve. Anzi, non mancano alcuni voli pindarici alla ricerca di falsetti che, senza dubbio, danno dinamicità ad una proposta forse un po’ statica ma in grado di dare tanto, man mano che la si approfondisce. Insomma, c’è ciccia. Ma c’è pure un vestiario all’altezza, intessuto dalle sapienti mani di Tommaso Franco che, suonando un vero pianoforte (e non una tastiera) ha la possibilità di approcciare in maniera differente territori a lui, comunque ed evidentemente, consoni. Più defilata la prova di Righetti, tanto importante nell’economia del sound quanto poco appariscente. Le canzoni estratte dal suo nuovo album, in prossima pubblicazione per Cabezon Records, promettono di suscitare interesse in coloro che apprezzano il pop italiano di Tenco e dei cantautori anni ’60, con tematiche trattate seriamente e variegate da una voce caratteristica.

Qui sotto, il video di un live dove ThreeLakes canta D-Day.