
Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 3 al 9 marzo
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Murubutu – La Vita Segreta Delle Città (Django/Glory Hole)
Il rapper emiliano aggiunge un nuovo capitolo alla sua discografia, l’ottavo, che segue Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali del 2022, fatta di monografie incentrate su un unico tema portante. Questa volta il fulcro dell’album sono le grandi città ed è così che, grazie all’abilità della sua penna e delle sue dotte citazioni letterarie, ci si ritrova a volare tra Parigi, New York, Berlino e tante altre. In questo percorso il rapper non sarà solo, ma accompagnato da alcuni ospiti: Erica Lou, Ivana LCX, Alborosie, Davide Shorty, Dia, Danno e Elisa Aramonte.

Bob Mould – Here We Go Crazy (Granary/BMG)
Lo storico cantante e chitarrista degli Hüsker Dü è giunto alla pubblicazione del suo sedicesimo album in studio, che arriva a a cinque anni di distanza dal precedente Blue Hearts. Assistito dai fidi compagni Jason Narducy al basso e Jon Wurster alla batteria, l’artista realizza un disco incentrato sulla modernità e sui tempi in cui ci troviamo a vivere, ma sempre con un occhio di riguardo per i suoi fan. Come dichiarato in un post su Facebook: “Ho voluto dare alla gente ciò che vuole. Ho passato la maggior parte degli ultimi tre anni in tour, provando alcune di queste nuove canzoni e parlando con molti di voi dopo i concerti. Ho una buona idea di cosa vi piace del mio lavoro.”

Hamilton Leithauser – This Side Of The Island (Glassnote)
Dopo aver rimesso in piedi i suoi The Walkmen a partire dal 2023 per una serie di concerti, il leader della band è tornato a dedicarsi anche alla sua carriera solista con la pubblicazione del quinto album in studio, che segue The Loves Of Your Life di cinque anni fa. Un disco nel quale l’artista mostra tutta la sua versatilità come autore e come interprete, rimanendo pur sempre in ambito rock, ma muovendosi tra brani più taglienti ed autentiche ballad, con cui può mettere in mostra una voce ora acuta e gridata, ora con un piglio decisamente da crooner.

Neil Young – Oceanside Countryside (The Other Shoe/Reprise)
Più passano gli anni e più Neil Young non sembra avere nessuna intenzione di fermarsi e godersi il suo successo. Lo dimostra questo disco, con cui la sua Archive Series tocca quota trentadue album e che costituisce il primo capitolo della Analogue Original Series (AOS). Registrato nel 1977, questo nuovo album perduto si compone di due metà distinte e segnalate dal titolo: l’Oceanside include brani composti totalmente da solo tra le coste di Malibu e Florida, mentre Countryside contiene canzoni registrate a Nashville insieme ad alcuni fidi collaboratori.

SASAMI – Blood On The Silver Screen (Domino)
A tre anni di distanza dal precedente Squeeze l’artista americana di origini giapponesi è pronta per tornare con il suo terzo album in studio. Un disco che nasce da un profondo desiderio di cambiamento: se nei suoi primi due dischi ha esplorato le dimensioni dello shoegaze, prima, e del nu metal, poi, il nuovo lavoro contrassegna una decisa virata verso il pop. Per sua stessa ammissione non si tratta di una scelta dettata da logiche commerciali, ma dall’esigenza di prendersi cura della sua voce, dopo anni in cui è stata messa a dura prova in ambito metal.

Jason Isbell – Foxes In The Snow (Southeastern/Thirty Tigers)
Dopo aver dedicato gli ultimi anni di carriera interamente ai suoi 400 Unit, con la pubblicazione di Weathervanes e le nomination ai Grammy del 2024, l’artista americano torna con il suo quarto album in studio come solista, che manca da Something More Than Free di ben dieci anni fa. Una serie di nuove canzoni tutte eseguite solamente con chitarra (una splendida Martin 0-17 del 1940) e voce, in cui si spazia tra momenti positivi e negativi della vita, trattando temi come la solitudine e il bene che si può trovare nelle relazioni umane.

Pale Blue Eyes – New Place (Broadcast)
A due anni di distanza dal precedente This House il trio del Devonshire è pronto per tornare con il suo terzo album in studio. Un disco segnato da alcune difficoltà affrontate nell’ultimo anno da Matt e Lucy Board (coppia nella vita e nel lavoro), che quest’ultima ha descritto così: “Il cambiamento è un tema presente in tutto il nuovo album. Si tratta di trovarsi in un posto nuovo, di ricominciare da capo ma di riflettere sul viaggio e su cosa e chi ci ha portato in questo posto. È una celebrazione dell’essere arrivati a questo punto e del ricominciare“.

Lust For Youth & Croatian Amor – All Worlds (Sacred Bones)
Non è la prima volta che queste due istituzioni della musica elettronica scandinava si incontrano, dal momento che Loke Rahbek (in arte Croatian Amor) è stato in passato membro del progetto di Hannes Norrvide. Inoltre, questo costituisce il secondo joint album tra i due, che fa da seguito a Pomegranate del lontano 2013. Un disco nel quale si scontrano due forti tendenze come la musica da rave/trance dei primi e l’ambient del secondo e che per ampi tratti vede prevalere proprio questo secondo stile con brani contraddistinti da atmosfere cosmiche ed infinite.

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