Gli effetti del pogo sulla gente nel nuovo video dei Gazebo Penguins, Inospitale, in anteprima

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Gazebo Penguins Foto Di Gio Fato (2) Web (1)
(Credit: Gio Fato)

In attesa dell’uscita del sesto album dei Gazebo Penguins, Temporale, ecco il secondo video estratto con il brano Inospitale dedicato agli effetti del pogo sull’essere umano

Il 2025 è anche l’anno del ritorno degli emiliani Gazebo Penguins che dopo Nebbia del 2017 e Quanto uscito sul finire del 2022 (via Garrincha Dischi) e a più di dieci anni da Raudo (2013) e Legna (2011), pubblicheranno il loro sesto album, Temporale, in uscita venerdì 21 marzo per Dischi Sotterranei preordinabile qui in vinile azzurro.

Dopo Gestalt, la band di Correggio torna con il brano Inospitale, un viaggio allucinatorio in balia delle incertezze create dalla nostra mente, che perde ogni riferimento fino a renderci le cose più complicate di quello che sono, fondendo percezione e concretezza fino a smarrire il senso e il confine della realtà. Uno spaesamento che si riflette in un’urgenza musicale battente e travolgente, intensa e stratificata, in cui basso e batteria premono con potenza quasi rabbiosa su chitarre scheggiate e affilate. 

Gazebo Penguins Inospitale
La cover del singolo Inospitale

Nel mezzo di questo caos, a volte l’unica soluzione è lasciarsi andare alle emozioni più crude, alle sensazioni più primarie e primordiali. Come quelle sprigionate dai concerti, in particolare da quelli dei Gazebo, che da sempre trovano il loro momento apicale in quella danza tumultuosa dei concerti rock: il pogo, come spiegano:

Un rito catartico e apotropaico, un continuo fluire di energia sopra e sotto il palco che scuote e percuote, in cui i corpi sono in costante contatto e dialogo tra loro: si scontrano e spingono fino a liberarsi da ogni pensiero, anche il più inospitale (appunto). 

Da qui nasce l’idea del videoclip-mockumentary sul pogo e i suoi effetti benefici che accompagna il brano:

Abbiamo intervistato scienziati ed esperti internazionali per rispondere alla domanda: cosa c’è davvero dietro il pogo?  dichiarano i Gazebo Penguins. Abbiamo scoperto in particolare che ha effetti sorprendenti sul lobo temporale del cervello.

Ecco perché il live – e di conseguenza, appunto, il pogo – è un elemento imprescindibile nella concezione di musica della band, che si prepara infatti ad attraversare tutta Italia in un tour:

26/03 – Milano, Circolo Magnolia
10/04 – Torino, Cap10100
11/04 – Pordenone, Astro Club
17/04 – Roma, Monk
09/05 – Firenze, Viper Theatre
10/05 – Bologna, Locomotiv Club
17/05 – Macerata, Dong Music Club

In più di 20 anni di musica e oltre 500 concerti, ha saputo cambiare senza perdersi mai, evolversi senza mai smarrire quel carisma e quell’energia primordiale che da sempre la contraddistingue. I Gazebo Penguins riescono come pochi a coniugare sonorità dirette e viscerali, quel mix di punk post-hardcore ed emo-core che fa sudare e gridare a squarciagola, e testi che sintetizzano sentimenti e pensieri complessi in modo immediato e sferzante, senza mai perdere un’acuta profondità di lettura.

Temporale ne è la riprova: un concept album che parla del cervello, delle sue stratificazioni e del suo rapporto con il nostro Io. Lo fa in modo affascinante e al tempo stesso comprensibile, muovendosi con brillantezza – e assoluta cognizione di causa – tra neuroscienza e filosofia della mente. Lo si deduce fin dal titolo, che fa riferimento al lobo temporale, quella porzione di corteccia cerebrale che partecipa a tanti processi cognitivi, tra cui quelli legati alla comprensione del linguaggio parlato, al controllo e alla gestione dell’emozione e dell’affettività, alla memoria, all’ascolto e alla comprensione della musica.

Gazebo Penguins Gio Fato
(Credit: Gio Fato)

Nove canzoni che, proprio come fa il nostro sistema nervoso, raccolgono input, lanciano segnali e li rimandano indietro, in un intreccio continuo e ricorrente dove ogni partenza si fa anche ritorno, e viceversa. Un propagarsi di riflessioni che riprendono Nietzsche e Putnam, la psicologia della Gestalt e Schopenhauer, interrogandosi su argomenti complessi e per nulla scontati. Ad esempio, il confine tra realtà e percezione, il modo cioè in cui gli automatismi del cervello influenzano la decodificazione del mondo e il nostro sentire, a volte semplificandoci la vita a volte gettandoci nel caos. Il modo in cui la memoria e i ricordi che conserviamo nella nostra mente definiscono chi siamo, e quanto la nostra identità è legata al cervello. O ancora, le differenze tra chi siamo veramente, come ci vediamo e come ci vede il mondo.

Argomenti che i Gazebo Penguins affrontano senza presunzioni e senza paura, mettendosi ancora una volta totalmente in gioco, anche nella scrittura dell’album. A differenza di tutti gli altri dischi della band, infatti, Temporale è nato in studio, senza aver mai fatto una prova dal vivo insieme ma aggiungendo parti in successione, lasciando sedimentare, riscrivendo infinite volte, modificando con il passare dei mesi, inserendo per la prima volta dei ritornelli nelle canzoni.

Dopo tanti anni passati a suonare e scrivere canzoni, le sfide possono diventare il motore del rapporto con la musica. E se è vero che ogni album è una sfida, alcuni lo sono decisamente più di altri: Temporale è uno di questi.

Qua sotto potete guardare in anteprima il nuovo video che accompagna il brano Inospitale prodotto da Gastonia Motion con la regia di Daniele Zen e Vernante Pallotti. Sintonizzatevi qua sotto Che Temporale Che Fa e guardatevelo.

Redazione Rumore
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