Brian Eno ha ricevuto alla Biennale Musica di Venezia il Leone d’oro alla carriera

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Brian Eno Biennale
(Credit: TW/ Biennale Venezia)

Il produttore e compositore inglese Brian Eno ha ricevuto il prestigioso premio alla Biennale di Venezia

Sabato al Teatro La Fenice di Venezia si è svolto l’evento musicale più importante di questa Biennale Musica di Venezia 2023, la 67esima edizione per precisione: Brian Eno – produttore e compositore inglese – si è esibito nelle prime due date del suo tour solista con la Baltic Sea Philharmonic diretta da Kristjan Järvi. Ha eseguito per la prima volta assoluta il disco del 2016, The Ship, oltre a un manciata di brani come la celebre By This River (estratta dal disco del 1977, Before and After Science) e altre quattro canzoni come Who Gives a Thought, Making Gardens Out of Silence e There Were Bells (estratte dall’ultimo ForeverAndEverNoMore) e And Then So Clear da Another Day on Earth (2005).

Il tour solista di Brian Eno proseguirà per altre date europee:

24/10 – Berlino – Philharmonie Berlin
26/10 – Parigi – La Seine Musicale
28/10 – Utrecht – Tivoli Vredenburg
30/10 – Londra – Royal Festival Hall, Southbank (18:30 e 21:00)

L’occasione della visita veneziana è stata principalmente la consegna del Leone d’Oro alla carriera che la direttrice della Biennale Musica, Lucia Ronchetti ha deciso di consegnare al poliedrico artista.

La parola “Maestro” è lusinghiera, ma è anche una distorsione: un’idea non viene da una persona sola. Non mi considero un genio: penso di essere stato molto fortunato a nascere in una cultura che valorizzava le arti creative tanto da avere scuole superiori gratuite. Ogni musicista vorrebbe suonare in Italia perché il pubblico ti spinge ed è parte dello spettacolo: l’ho sentito ieri sera al Teatro La Fenice

Dopo la cerimonia c’è stata l’opportunità di una intervista condotta dal giornalista e scrittore Tom Service di BBC 3. Tanti i temi toccati da Brian Eno, dai social network al ruolo degli algoritmi passando per il suo passato e il percorso di studi.

La scienza si occupa del mondo reale in cui viviamo. L’arte parla sempre di altri mondi, di come sarebbe il nostro mondo. La scienza esclude i sentimenti: per l’arte è il contrario. Sentire è la cosa più veloce che facciamo: prima sentiamo e poi traduciamo il nostro sentimento in pensiero e azione. I sentimenti non sono una parte “soffice” del mondo: la maggior parte delle nostre decisioni importanti vengono prese attraverso i sentimenti, come la persona che amiamo, il tipo di lavoro che vogliamo fare. Dobbiamo bilanciare le facoltà del sentimento e del ragionamento e rispettarle entrambe

Redazione Rumore
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