La Burger Records chiude definitivamente dopo le accuse di molestie

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Dopo le accuse di aver avallato pratiche inappropriate da parte dei suoi artisti, incluso l’adescamento di minorenni, la Burger Records aveva comunicato un cambio di nome e di organico – qui potete leggere tutta la storia. A quanto pare però, la soluzione è stata giudicata inefficace anche all’interno dell’etichetta: prima è arrivato il comunicato della nuova presidente Jessa Zapor-Gray, che ha rinunciato all’incarico solo qualche giorno dopo essere stata nominata.

“Nell’ultimo anno e mezzo”, scrive, “ho lavorato con la Burger e i suoi artisti alla comunicazione e alle collaborazioni su base contrattuale.

Nel weekend mi è stato chiesto di assumere il ruolo di presidente ad interim con la speranza che avrei potuto riformare l’etichetta in qualcosa di meglio per il bene di tutti voi, gli artisti. Il mio programma era di iniziare rapidamente a valutare se qualcosa sull’etichetta potesse forse essere recuperato e trasformato in qualcosa di meglio, e poi alla fine consegnare un’etichetta funzionante a una futura amministrazione estranea ai fondatori dell’etichetta; o, se avessi capito che la ricostruzione non era possibile, organizzare e preparare l’etichetta per la chiusura.

Quando mi è stato chiesto di assumere questo ruolo, mi aspettavo un certo contraccolpo per la mia decisione di accettare, ma credevo che l’opportunità di avere un ruolo nell’effettuare un cambiamento positivo reale e duraturo all’interno delle scene musicali indie e della Burger valesse il rischio.

Dopo un ulteriore controllo, ho informato la Burger Records che non credo più che sarò in grado di raggiungere i miei obiettivi previsti assumendo il ruolo di leader in Burger, nel clima attuale. Pertanto, ho deciso di allontanarmi completamente dall’etichetta per concentrarmi sugli altri miei progetti”.

Niente di fatto anche per il tentativo di ripulire l’immagine dell’etichetta cambiando nome e aprendo una label solo per le donne: il cofondatore Sean Bohrman ha infatti comunicato a Pitchfork di aver deciso di chiudere l’etichetta. “Quando chiediamo se la Burger continuerà come BRGR RCRDS, Bohrman risponde, ‘No’. Alla richiesta di ulteriori commenti, linka un video di Porky Pig che dice ‘that’s all folks’”.

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Redazione Rumore
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