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Il nostro riassunto della settimana, sopra e sotto i palchi

di Letizia Bognanni

Immaginate che vostro figlio, per provare il suo nuovo giradischi, vi chieda qualche vinile, e che voi andiate a rovistare in cantina e lì trovaste non una ma 5 copie di uno dei pezzi da collezione più ambiti del mondo. È quello che è successo a un ex dipendente della Warner che si è trovato in casa cinque copie sigillate del Black Album di Prince, il disco del 1987 di cui Prince aveva ordinato la distruzione in quanto convinto che fosse maledetto. Delle copie sopravvissute, due sono già state vendute, le altre 3 sono qui, nel caso voleste fare o farvi un regalo di Natale di quelli storici.

Cosa c’è di più scaldacuore di un Natale con la neve? Eventualità che diventa sempre più improbabile, a causa del riscaldamento globale, checché ne dica Trump. Ma forse perfino il presidente negazionista si scioglierebbe come un pupazzo di neve, con la storia raccontata dalla voce di Liam Gallagher nello spot per la campagna Show The Love di Climate Coalition:

Per qualcuno è Natale, per qualcuno è Hanukkah. Le Haim su twitter fanno gli auguri, il primo giorno di “haimukkah”, suonando una canzoncina con un verso che per noi è già (impertinente) tormentone: “light me up like a menorah”. La frase del post “Sandler we’re coming for you” è un riferimento a The Hanukkah song, suonata da Adam Sandler al Saturday Night Live nel 1996.

Gli Yo La Tengo, invece, non si limitano a una canzone, e ripropongono i loro concerti di Hanukkah, che non tenevano da cinque anni: otto serate, dal 12 al 19 dicembre, alla Bowery Ballroom di New York, con tanti ospiti, musicali e non.

Ancora Natale, ci perdonino i Grinch, ma forse anche a loro piacerà questa versione noise/shoegaze di Christmas Time Is Here, da A Charlie Brown Christmas, fatta dagli Wavves:


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