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È di poche ore fa la notizia della morte di Scott Weiland, e il mondo della musica non si è ancora ripreso da questa tragedia. Tra i vari artisti che hanno omaggiato l’ex leader di Stone Temple Pilots e Velvet Revolver c’è anche Billy Corgan, che ha pubblico questo messaggio sul sito web degli Smashing Pumpkins:

IN ONORE A SCOTT WEILAND

4 dicembre 2015

Essendomi da poco svegliato con la notizia di questa scomparsa, mi sento costretto a prendere carta e penna e a rendere omaggio a Scott. E con questo non voglio fingere di sapere più di ciò che so, o di aggiungere qualche triste omelia al fatto che egli amasse la sua vita. Almeno, ora potrei dire che è senza dubbio tra le braccia della grazia e dell’amore eterno.

Vorrei anche offrire le mie umili condoglianze alla sua famiglia, ai suoi amici e ai suoi compagni di band; che hanno sofferto, e stanno soffrendo per questa grande perdita. Poiché quando qualcuno di così celebrato ci lascia troppo presto, rimpiangiamo tutto ciò che avrebbe potuto essere.

Come ogni fan, mi trovo a riflettere su ciò che ho nel mio personale forziere del tesoro: negli scarsi momenti in cui Scott e io abbiamo parlato come contemporanei o competitori, e in cui ci siamo conosciuti come persone diverse rispetto a quando eravamo così impegnati a gettare luci e ombre sul mondo. Riflettendoci potrebbe sembrare banale, ma ho provato a farlo ridere quando mi sono accorto che il vortice frenetico di stupidi party a cui andavamo (nientemeno che a Hollywood!) poteva causarci dell’eccessivo stress.

Era, immagino direste voi, il mio modo di scusarmi per essere stato così critico nei confronti degli STP quando sono apparsi sulle scene come dei pazzi. E non solo il cavaliere che stava davanti era fin troppo bello, ma sapeva anche cantare! Così come ogni attore eccelso dona una voce differente e reale ad ogni personaggio che interpreta.

È stato il terzo album degli STP a conquistarmi, un magico mix di glam e post-punk, e ho confessato più volte a Scott, così come alla band, quanto mi fossi sbagliato a giudicare il loro splendore natio. E come Bowie può e fa, è stato il modo di scrivere di Scott a spingere la sua musica verso una sfera sonica dall’estetica unica e difficile da inquadrare.

Infine, vorrei condividere un pensiero che, seppur goffo, spero possa fare piacere a Scott: se mi doveste chiedere chi reputo realmente le grandi voci della nostra generazione, io direi che sono lui, Layne (Staley) e Kurt (Cobain).

Così va oltre la tragedia dire che siamo noi ad averli persi, e non il contrario…

Qui sotto potete ascoltare Big Bang Baby, brano estratto dal terzo album degli Stone Temple Pilots menzionato da Corgan:


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