Live Report: La Tempesta Dub @ Auditorium Flog, Firenze 20/11/15

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Paolo Baldini Dubfiles

di Davide Agazzi / foto di Andrea Ruffi

La calma dopo La Tempesta (dub). Quelli dell’omonima etichetta tirino pure un sospiro di sollievo: la prima data del loro mini-festival in cinque tappe, andata in scena ieri sera all’auditorium Flog di Firenze, è stata un successone. Locale pieno, grandi sorrisi e vibrazioni positive. Un piccolo passo indietro.

La Tempesta, l’etichetta, ha dato il via ad una sussidiaria specificatamente dedicata ai ritmi in levare, ad ulteriore dimostrazione di quanto creda in questo tipo di sonorità. Paolo Baldini (nella foto qua sopra), che ha prodotto l’intera discografia dei friulani Mellow Mood, gli headliner della serata, ha lanciato un progetto intitolato Dubfiles, un’iniziativa dalla doppia finalità: quella di riportare al centro dell’attenzione l’elemento del dub – chiave di volta del genere – andando, allo stesso tempo, a scoprire e valorizzare talenti emergenti italiani e giamaicani.

Tutti gli elementi qui descritti compogono la line up de La Tempesta Dub che, venerdì 20 novembre, ha preso il via da Firenze. Al sardo Forelock ed i suoi Arawak il compito di rompere il ghiaccio con i numerosissimi partecipanti all’evento. Per lo più giovani o giovanissimi, generazione social network, ma non mancavano le eccezioni in questo senso. Ha una gran voce, ed in molti lo indicano come una futura stella nostrana.

Mellow Mood

Dopo questo rapido warm up, tocca ai gemelli Garzia, voci dei Mellow Mood, salire sul palco: 90 minuti in grado di conquistare il pubblico, che conosce ogni brano a memoria e non si risparmia quando c’è da applaudire. O ballare. O cantare. O festeggiare. Sul palco con la band di Pordenone salgono i numerosi ospiti della serata, dallo spagnolo Sr. Wilson, al portoghese Zacky Man, dal già citato Forelock ai gemelli giamaicani Gideon e Selah (questo, concedetemelo, un momento di puro surrealismo, con due coppie di fratelli omozigoti a dividersi il palco), all’insegna della continuità di flusso e dello spirito di condivisione, quelli che saranno i leitmotiv della serata.

Terminato il live della band, arriva il momento del progetto Dubfiles, ed è un peccato che parte del pubblico abbandoni l’auditorium al termine dell’esibizione dei Mellow Mood, perché le avventure di stretching sonico di Paolo Baldini sono davvero goduriose per tutti coloro che, come me, hanno intenzione di lasciarsi alle spalle una settimana discretamente intensa affidandosi al potere curativo delle frequenze basse.

Tutto avviene dal vivo, direttamente sul mixer di palco della Flog, e questo concede all’iniziativa un altra grande vantaggio: quello di eliminare il palcoscenico, azzerando di fatto la distanza tra pubblico ed artisti. Quegli stessi artisti che si sono alternati sullo stage per quasi 3 ore e che, adesso, sono in mezzo ai ragazzi a fare festa. Debutto riuscito, avanti tutta.

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