JA SI

Di Stefania Ianne

Grande attesa. Grandissimo entusiasmo. I Jane’s Addiction sono a Londra per deliziarci dal vivo dell’esecuzione integrale di Nothing’s Shocking 25 anni dopo la pubblicazione. Due date in Inghilterra. Il resto dell’Europa ignorato. Eppure il concerto non è completo. Strano. Con i Jane’s Addiction è sempre stata una lotteria sia per quanto riguarda il line-up che per la voglia o meno del gruppo di suonare insieme. Ma Dave Navarro è rientrato nel gruppo ancora una volta, Stephen Perkins è sempre una certezza alla batteria e ovviamente i Jane’s Addiction non possono esistere senza l’ego di Perry Farrell. L’unica novità, non tanto nuova, è la presenza del tranquillo Chris Chaney al basso.

L’apertura, clinica, è dei Blood Red Shoes, chitarra e batteria. Danno l’impressione di essere una boy-girl band costruita in laboratorio: una miscela di sfrontatezza, arroganza e pseudo punk rock dalle tinte pop. Nonostante le promettenti prime note puro Sonic Youth, perdo interesse velocemente. Non sembrano veri.

Nell’attesa durante l’eliminazione degli strumenti dei Blood Red Shoes, la temperatura corporea nella sala si alza. La densità di corpi per centimetro quadrato si eleva esponenzialmente. Tutti vogliono vedere e toccare i Jane’s Addiction. Vasi in vetro trasparente con fiori veri vengono disposti strategicamente sul palco, luci bianche spoglie che di solito adornano i beergarten abbelliscono la pedana che accoglie la batteria e quella che accoglierà le ballerine durante la seconda parte del concerto – una costante delle esibizioni dei JA. Tamburi tribali ossessivamente accompagnano l’attesa impaziente del pubblico. Un mondo a parte dal Paradise City dei Guns’n’Roses che ha preceduto l’arrivo delle ‘Scarpe insanguinate’.

Il tempio dei Jane’s Addiction è pronto. Finalmente. Chaney è il primo a raggiungere il proprio basso, seguito da Perkins che scivola inosservato nell’oscurità dietro agli elementi della sua batteria, mentre Navarro viene annunciato dalla cenere rossa della sua sigaretta proibita e per questo ancora più assaporata. L’inizio di Nothing’s Shocking è strumentale. Farrell arriva in leggero ritardo elegantissimo, magrissimo, ulula il proprio contributo su Up the Beach e ci sorride esageratamente.

Teatrale, compiaciuto, sicuro si sé, sin dai primi minuti sul palco Farrell rievoca il fantasma di Freddy Mercury. La teatralità dei movimenti, l’impudenza e allo stesso tempo la grazia dei suoi movimenti lo rendono un divo di un altro tempo. Wow. Che miscuglio interessante questi musicisti sul palco. Navarro da un lato perpetua la propria immagine metallara, pelle nera sulle gambe, tatuaggi e dorso nudo, un taglio di capelli asimmetrico a coprire la barba geometrica e lo sguardo intenso da killer. Perkins appare sporadico e in dettaglio per una versione acustica di Jane Says rovinata dal pubblico urlante. Ha lo sguardo gioviale, sorriso perenne sulle labbra e perso nei meandri della propria batteria. Cheney appare introverso, pensoso, dietro al proprio basso ossessivo. Raramente illuminato come il resto della band. Gli spot lo sfiorano solo quando Perry Farrell corre nella sua direzione nella sua esibizione isterica. No, isterica non è la parola esatta. Frenetica, iperattiva. Ci giura di non aver toccato la cocaina inglese, lui prende solo la cocaina pura dal Messico, non le miscele chimiche che si trovano in città. Le sue prime parole al pubblico sono proprio queste: ci chiede cosa abbiamo, cosa nascondiamo. È vero che qualche zaffata di ganja si sente tra il pubblico. Normale. Siamo a Brixton, il cuore giamaicano di Londra.

Perry SI

Le canzoni le conoscete. Sono riprodotte quasi alla lettera, alla nota. Magistralmente. Le graffiate alla chitarra di Navarro sono ben coadiuvate dalla sessione ritmica. Ma è Farrell a fare lo show. Sprizza gioia da tutti i pori, felice di essere diventato un successo nonostante gli inizi stentati, un successo perlomeno negli Stati Uniti, insiste, incerto dell’esito in Europa. E come misura del proprio successo ci annuncia che sono anni che ormai non deve più cercare la coca per strada. Gliela consegnano a casa. Sprizza gioia e energia. La folla è soggiogata. La miscela di sorrisi ammalianti, piroette da derviscio rotante e i passi doppi da divo del balletto è irresistibile. E la musica? Nothing’s Shocking è una miscela di pezzi intensi, pensati, barocchi con tocchi di puro punk per la gioia del pubblico. Had a Dad e Standing in the Shower… Thinking mandano il pubblico in parossismo. Non mancano i momenti di critica sociale: “What do you think of your rulers?” ci chiede nell’introduzione di Idiots Rule e più tardi inizia un vago discorso di incoraggiamento alla lotta sociale “But first let’s have a 3 day party”. “This is our turn we have inherited the earth, haven’t we?” Due ballerine si presentano sul palco, una delle quali l’immancabile compagna di Farrell, ad impreziosire Three days con le proprie evoluzioni sensuali. Nonostante l’esecuzione meccanica, piuttosto che erotica, il pubblico e i musicisti sul palco apprezzano. Mentre molto divertente è stato il balletto charleston che Farrell stesso ci propone durante l’intermezzo musicale di Thank you Boys.

I Jane’s Addiction non si fermano all’esecuzione di Nothing’s Shocking. A parte la già citata Three days, Farrell improvvisa il coro dei cani su Been Caught Stealing e la folla è pronta a ballare ossessiva ancora una volta.

Immancabile Stop mentre la conclusione è stranamente tribale con l’esecuzione di Chip Away. Tre grancasse picchiate ossessivamente dai 3 musicisti con Farrell alla voce mentre 2 suspension artist ci deliziano con le proprie evoluzioni aggraziate appese dal soffitto con dei ganci che avvinghiano e tendono esasperatamente la pelle sulle spalle. Indossano guepière e tanti tatuaggi come Navarro – “I would not wear any top if I had tattoos like this” commenta Farrell. La performance delle due artiste è però rovinata dal cattivo funzionamento di uno dei due ganci con una delle ragazze mai elevata dalla propria postazione alla destra del palco. Etty Farrell, un addetto del palco e lo stesso Navarro cercano di aiutare quando si rendono conto del problema. Ma c’è poco da fare. The show must go on. Meglio lo show deve terminare. Farrell ha promesso due ore di musica, sudore, baci lanciati al pubblico, parole urlate nella sua eterna voce stridula e le due ore, scarse, sono scadute. Come Cenerentola al rintocco della mezzanotte, i 4 Jane’s Addiction e le 4 ballerine ci salutano e svaniscono nel buio del back stage senza più riapparire.