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L’autobiografia di Morrissey ha finalmente visto la luce come parte della collana Penguin Classics, proprio come il cantante voleva. All’interno del testo ci sono diversi spunti interessanti sulla vita privata del frontman degli Smiths. Ve ne abbiamo fatto un riassunto, basandoci su quanto ha scritto Pitchfork.

Morrissey dichiara di non avere mai avuto una relazione seria fino agli anni ’90, quando era nel pieno dei suoi 30 anni, con un uomo chiamato Jake Owen Walters. L’incontro tra i due viene descritto in modo piuttosto lirico: “per la prima volta, l’eterno io diventò un noi”. La relazione durò due anni, e fu particolarmente stretta: “Jake e io non cercavamo e non avevamo bisogno della compagnia di nessun altro, al di fuori di noi due”. Stando al Guardian, Morrissey non condivide dettagli troppo intimi della relazione ma parla di camere d’albero condivise, dell’essere fotografato con la testa sulla nuda pancia di Jake, e di quest’ultimo che gli porta una tazza di tè mentre sta facendo il bagno.

Moz racconta anche di uno scambio particolarmente toccante avvenuto in aeroporto.

“Beh – mi disse una signora nella sala lounge della British Airways – o siete fratelli molto affettuosi, o siete amanti”.
“E i fratelli non possono essere amanti?” risposi io e con impertinenza e poca prudenza.

Morrissey parla anche della sua mancanza di interesse verso le ragazze quando era un adolescente: “Le ragazze erano misteriosamente attratte da me – scrive – e non avevo la più pallida idea del perché, nonostante ogni tentativo andasse a segno, non succedeva mai nulla che mi elettrizzasse – e ne ho provate tante senza esserne mai veramente interessato… era molto più interessante la gamma di stilosissime bici da corsa che mio papà portava a casa”. “La prima donna di cui mi sono innamorato”, scrive Moz”, fu Jerry Nolan sulla copertina dell’album di debutto dei [New York] Dolls”.

Naturalmente, nel libro c’è molta rabbia e negatività. Morrissey descrive i suoi contenziosi con la Rough Trade, e dice chiaramente che, dalla sua prospettiva, sono stati solo gli Smiths a rendere l’etichetta quella che è oggi. Stando al Guardian, “critiche alla Rough Trade e al suo fondatore Geoff Travis sono sparse per tutto il libro”, e l’etichetta viene descritta come “attivamente non collaborativa sulle considerazioni più pratiche”.

Sempre stando al Guardian, l’argomento su cui Moz passa più tempo – quasi 50 pagine – è il processo del 1996 che permise a Mike Joyce, ex batterista degli Smiths, di ottenere il 25% dei ricavi del gruppo. Morrissey dice che  il giudice che curò il caso, John Weeks, “mi lacerò con la forza di un tuono riservata solo a stupratori e assassini”. Moz chiama Joyce una “zecca in cerca di un cane” e parla del suo odio per i vecchi membri degli smiths – tranne Johnny Marr.

A proposito, The Daily Beast sostiene che Morrissey riporti una lettera di Marr che dice, “Onestamente, odiavo le persone che eravamo diventati”. Anche se Moz non scrive della quantità di denaro guadagnato con gli Smiths, descrive le sue molte case, tra cui una in California che si trova accanto a una villa di Johnny Depp.

Morrissey parla anche del suo odio per la rivista musicale britannica NME, sostenendo che abbia attivamente cospirato per distruggere la sua carriera, accusandolo ripetutamente di razzismo e fascismo. Un commento molto aggressivo viene fatto a riguardo della ex-giornalista di NME Julie Burchill: “Sarò onorato di andare al suo funerale, e potrei persino saltare nella sua tomba”.

Potete guardare qua sotto un video dal vivo all’Hollywood Bowl di You Have Killed Me di Morrissey.


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