Dischi da ascoltare questa settimana (5 – 11 gennaio)

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(Credits : Unsplash / Lesha Tuman)

Alcuni dischi da ascoltare usciti questa settimana, dal 5 al 11 gennaio

Cosa abbiamo ascoltato il mese scorso? Ecco qui.

Guè & Cookin Soul FASTLIFE 5: Audio Luxury (Island/Oyster/Universal)

A vent’anni di distanza dalla pubblicazione del primo capitolo di questa fortunata saga Guè giunge oggi al quinto e continua a mantenere vivo lo spirito più autentico dei mixtape: divertirsi su dei beat di primo livello. Per l’occasione quest’ultimo compito è affidato allo spagnolo Cookin Soul, che confeziona con gusto una serie di produzioni in stile boom bap che trasportano direttamente negli anni Novanta. Anche questa volta gli ospiti abbondano, ma si dividono tra nazionali (l’immancabile Marracash, Joshua, Sayf) e internazionali: vedere nomi come Freddie Gibbs e B-Real dei Cypress Hill fa un certo effetto.

Dry Cleaning Secret Love (4AD)

A quattro anni di distanza dal precedente Stumpwork la band inglese torna con il suo terzo album in studio. Prodotto da Cate Le Bon, il disco insiste su quel post-punk che li caratterizza fin dalle origini e nasce da un’esigenza ben precisa. Come spiegato dalla band stessa, infatti: “Le registrazioni del nostro primo album sono state segnate dalla quarantena e quell’atmosfera aleggiava ancora anche sul secondo album. Quindi oltre ad incontrare altri musicisti nei festival, volevamo vedere come sarebbe stato veramente lavorare con altre persone.”

SAULT Chapter 1 (Forever Living Originals)

Messosi alle spalle la triste vicenda finanziaria dell’anno scorso che l’ha portato a rompere ogni rapporto con Little Simz, ex membro del gruppo nonché artista della quale ha prodotto ogni disco fino a quel momento, Inflo è tornato a dedicarsi al prolifico progetto che ormai da un po’ di anni impegna lui e la moglie Cleo Sol. Quest’ultimo disco fa seguito a 10 del 2025 e grazie alle produzioni dell’uno e alla voce dell’altra si prepara a presentare il consueto ma efficacissimo mix di soul e jazz con punte di r’n’b e funk proveniente direttamente dagli anni Settanta.

The Cribs Selling A Vibe (Sonic Blew/[P.I.A.S.])

Dopo aver provato l’esperienza di auto prodursi per il precedente Night Network, passato come un successo di critica ma non di pubblico, i tre fratelli Jarman, a sei anni di distanza dal quel tentativo, hanno deciso di rimettersi in mani competenti. Per questo il loro nono album in studio è prodotto da Patrick Wimberly, il quale costituisce un’ulteriore novità per la band: è la prima volta che si trovano a lavoro con un produttore più vicino alla sfera pop, avendo lavorato con Beyoncé e Ellie Goulding tra i tanti, che a quella rock, più tipica per il gruppo.

Zu Ferrum Sidereum (House Of Mythology)

Sono trascorsi ben sette anni dall’ultimo Terminalia Amazonia e nel frattempo la band ha dovuto affrontare un cambio di formazione importante: dopo più di vent’anni insieme il batterista storico Jacopo Battaglia nel 2020 ha deciso di non proseguire più la carriera con Luca Mai e Massimo Pupillo. I due nel 2024 hanno deciso di ripartire insieme a Paolo Mongardi e ora sono pronti per tornare con il loro diciassettesimo album in studio, che si preannuncia composto da un massiccio amalgama di progressive, noise, industrial e metal, sempre affidato ai soli basso, batteria e sax.

Kris Davis and The Lutosławski Quartet The Solastalgia Suite (Pyroclastic/La Reserve)

La pianista vincitrice del Grammy per il miglior album jazz strumentale del 2022 (New Standards Vol. 1) torna con il suo album in studio numero ventisette, realizzato insieme al quartetto polacco. Il senso del disco è tutto nelle parole della sua autrice: “La Solastalgia è una forma di lutto particolare, vicina alla nostalgia, ma più dolorosa, perché implica il piangere un luogo mentre lo si abita ancora. È un sentimento che riguarda soprattutto chi ha memoria di climi diversi, di stagioni più riconoscibili, di relazioni differenti con terra e acqua. Lo percepisco nei paesaggi della mia infanzia in Canada e nel mio presente a Boston: i luoghi sono ancora lì, ma non sono più gli stessi, e questa dissonanza è profondamente destabilizzante.”

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