
Alcuni dischi da ascoltare usciti nel mese di Agosto
Cosa abbiamo ascoltato la settimana scorsa? Ecco qui.

Kanye West & Ty Dolla $ign – VULTURES 2 (YZY)
Inizialmente doveva uscire l’8 marzo e dopo una serie di rinvii sembrava essere destinato a non vedere mai la luce, ma alla fine in questa prima settimana di agosto l’attesissimo secondo capitolo della trilogia di album dei due rapper è stato finalmente pubblicato. Non sono mancate le controversie come di consueto: il disco è stato dapprima distribuito in una versione embrionale e grezza, con brani non mixati ed incompleti, e solo nei giorni successivi è stato “aggiustato”.

X – Smoke & Fiction (Fat Possum)
L’influente band punk americana, che ha segnato la storia del genere, è giunta all’ultimo capitolo della sua lunga e onorata carriera. Dopo un’assenza durata ben ventisette anni, John Doe e compagni erano tornati nel 2020 con l’album Alphabetland, ma a soli quattro anni di distanza è già tempo di dirsi addio, questa volta per sempre: compito di questo disco è quindi concludere in modo glorioso questa carriera lunga ben quarantasette anni.

The Smashing Pumpkins – Aghori Mhori Mei (Martha’s Music/Thirty Tigers)
Giunta al suo tredicesimo album in studio, se si conta il precedente Atum (rock opera in tre atti/dischi) come un unico prodotto, la band di Billy Corgan continua con insistenza il suo processo di rievocazione dei fasti del passato, avviato da alcuni anni con alterne fortune. Con questo disco il leader rilancia la sfida: “Non guardare indietro con sentimentalismo, ma piuttosto come mezzo per andare avanti; per vedere se (…) il nostro modo di fare musica intorno al 1990-1996 potrebbe ancora ispirare qualcosa di rivelatore”.

Jack White – No Name (Third Man)
A dire il vero il disco è stato già distribuito il 19 luglio, quando, con una geniale e singolare scelta di marketing, nei tre negozi dell’etichetta dell’artista è stato dato in omaggio ai clienti al momento del pagamento in cassa. Un disco dalla copertina bianca senza nome né dell’artista né delle tracce, le quali sono state “bootleggate” e diffuse in rete gratuitamente per volere dell’ex White Stripes. Ciò comporta che al 2 di agosto non importi più a nessuno che il disco sia stato pubblicato anche sulle piattaforme con, probabilmente, grande godimento di White.

JPEGMAFIA – I LAY DOWN MY LIFE FOR YOU (PEGGY/AWAL)
Rimettersi all’opera dopo un capolavoro come Scaring The Hoes, il joint album realizzato insieme a Danny Brown lo scorso anno, non è facile per nessuno. Il rapper di New York, tuttavia, è ormai uno dei più apprezzati sulla scena e gode del totale appoggio di pubblico e critica, per cui non ha paura di continuare a sperimentare e modellare il proprio modo di fare rap. Nel disco non sarà solo, ma accompagnato in alcune tracce da colleghi quali Vince Staples, Denzel Curry e Buzzy Lee.

Meshell Ndegeocello – No More Water: The Gospel Of James Baldwin (Blue Note/UMG)
Giunta al quattordicesimo album in studio, che arriva ad appena un anno di distanza dal precedente The Omnichord Real Book, la bassista americana realizza un progetto che covava da molto tempo: un disco per omaggiare lo scrittore e attivista per i diritti civili James Baldwin. Servendosi di una vasta gamma di generi tra cui R’n’B, soul, jazz e afrobeat l’artista si pone l’obiettivo di denunciare il razzismo ancora latente negli USA e di rivendicare i diritti di ogni singolo afroamericano.

Blues Pills – Birthday (Pollinate/Throwdown/BMG)
La band svedese è giunta al suo quarto album in studio, che arriva a quattro anni di distanza dal precedente Holy Moly!, in un momento molto speciale ed influente soprattutto per la leader e cantante Elin Larsson. Come spiegato da lei: “Durante le registrazioni ho scoperto di essere incinta. Non era previsto, quindi ero un po’ sopraffatta, ma in realtà mi ha reso più facile scrivere per questo album. Dovrebbe essere naturale essere sia madre che artista e voglio che mio figlio Loui faccia questo viaggio con me”.

King Gizzard & The Lizard Wizard – Flight b741 (p(doom))
Dopo la coppia di album pubblicati nel 2023 PetroDragonic Apocalypse e The Silver Cord, che testimoniano la sua esuberante prolificità, la band australiana è già pronta per tornare con il suo ventiseiesimo disco in studio. Uscito il 9 agosto, questo lavoro segna un deciso ritorno alle origini e al sound primario della band a cavallo tra garage e blues rock: un ritorno a casa al termine di un lunghissimo viaggio che li ha portati ad esplorare un gran numero di stili diversi.

Beabadoobee – This Is How Tomorrow Moves (Dirty Hit)
Quanto è cambiata la vita di Bea Kristi negli ultimi quattro anni: dalle canzoni realizzate nella sua cameretta, passando per i primi riconoscimenti, fino ad arrivare alle aperture dei concerti di Taylor Swift. È in questo contesto che l’artista anglo-filippina si appresta a pubblicare il suo terzo album in studio, che arriva a due anni di distanza dal precedente Beatopia e nel quale è chiamata a fare il grande salto, a mostrare che la ragazzina degli esordi è diventata donna.

Fontaines D.C. – Romance (32 County Love Train/XL)
Reduci dal grande successo di Skinty Fia di due anni fa, i ragazzi di Dublino giungono al loro quarto album in studio con l’obiettivo di conferma la bontà del proprio operato e di ingrandire il proprio pubblico. Le tournée passate hanno allargato le loro vedute musicali portandoli ad allontanarsi dalla loro città natale per abbracciare l’eclettismo di capitali come Tokyo e il calore dell’Italia. Ciò nel disco si traduce in una maggiore apertura verso nuovi ngeneri quali hip hop e post-metal, seppur mantenendo un forte legame con l’indie rock.

Sabrina Carpenter – Short n’ Sweet (Island/UMG)
Giunta al suo sesto album in studio, l’artista americana punta ad affermarsi come nuova icona pop mondiale. Gli ingredienti ci sono tutti: anni di esperienza nel mondo Disney, sostegno di affermati produttori, due singoli trainanti pubblicati nel 2024 quali Espresso e Please, Please, Please e, infine, l’endorsement di Taylor Swift. Se questo mix di elementi abbiano creato un “prodotto” o un’artista duratura solo il tempo e questo disco in primis ce lo potranno dire.

Sofi Tukker – BREAD (autoprodotto)
A due anni di distanza dal precedente WET TENNIS il duo americano composto da Sophie Hawley-Weld e Tucker Halpern torna con il suo terzo album in studio. Un disco che nasce proprio dall’esigenza di voltare pagina, dopo che il lavoro del 2022 è stato accolto da indifferenza generale, e dare nuovo credito al proprio nome con nuovi brani, in cui si tenta di integrare generi diversi ma efficaci insieme quali funk brasiliano, house e dance pop.

Melt-Banana – 3+5 (A-ZAP)
Sono trascorsi undici lunghissimi anni dall’ultimo lavoro della band giapponese Fetch, ma con questo disco uscito il 23 agosto Yasuko Onuki e Ichiro Agata hanno finalmente rotto gli indugi. L’album è stato presentato così: “3+5″ sintetizza elementi di una varietà di musica estrema, iper-pop, punk classico, metal vintage e noise. Partecipa alla cultura giapponese in generale, in particolare alle sottoculture dei giochi, degli anime e della musica underground.

SPIRIT OF THE BEEHIVE – YOU’LL HAVE TO LOSE SOMETHING (Saddle Creek)
L’essenza del nuovo lavoro della band di Philadelphia è tutto nelle parole con cui viene descritto su Bandcamp: “Quest’ultima proposta è la versione più cristallizzata dell’estetica della band, una meditazione continua sulla fine delle relazioni e sull’instabilità che ne segue. È una collezione di canzoni meticolosa, bella e silenziosamente straziante.” Per abbracciare simili temi la formazione ha anche spiegato che l’album, il quinto per loro, sarà molto più minimale e meno “carico” rispetto ai precedenti.

Nick Cave And The Bad Seeds – Wild God (Bad Seed/Play It Again Sam)
Uno dei dischi più attesi di questa estate, non a caso pubblicato quando si avvia verso il suo tramonto, da parte di uno degli artisti di cui si aspettava maggiormente il ritorno. Sono trascorsi cinque anni da Ghosteen e da lì in poi non sono stati anni semplici per Cave tra la dolorosissima morte di un secondo figlio e quella della storica compagna e collega Anita Lane. Nonostante tutto lui è stato in grado di ripartire ancora una volta e oggi, con forza e coraggio commoventi, pubblica un disco intriso di gioia e lotta contro la disperazione: non si poteva auspicare ritorno migliore.

Cosang – DINASTIA (Warner)
Nell’anno in cui Milano ha assistito alla reunion del suo gruppo rap più importante, i Club Dogo, anche la città di Napoli non è voluta essere da meno e festeggia ora la storica reunion del duo composto da Luché e Ntò, che arriva a ben quindici anni di distanza dal loro ultimo lavoro insieme Vita Bona. Un disco che, come da canone, racconta la vita di strada dei quartieri napoletani meno abbienti, ma che sembra tendere una mano verso la storica città rivale. Infatti, tra i featuring del disco troviamo oltre agli eroi locali Liberato e Geolier anche le star lombarde di ieri e di oggi: Club Dogo e Marracash.

RZA – A Ballet Through Mud (36 Chambers/Platoon)
Si può passare dall’essere un’icona del rap al comporre musiche orchestrali per un balletto? Evidentemente sì e l’ex leader del Wu-Tang Clan ce lo dimostra con questo disco, che arriva a due anni di distanza da Bobby Digital And The Pit Of Snakes. Realizzato con l’ausilio della Colorado Symphony, l’album è solo l’atto finale di un progetto rimasto chiuso in un taccuino dell’artista per decenni, per poi essere sviluppato nel periodo della pandemia e presentato dal vivo ad inizio 2023.

Jon Hopkins – RITUAL (Domino)
A tre anni di distanza dal precedente Music For Psychedelic Therapy l’artista britannico di musica elettronica torna con il suo settimo album in studio. Un lavoro dall’ispirazione complessa, che l’autore ha provato a spiegare: “Non ho idea di cosa sto facendo quando compongo. (…) Ciò che è chiaro è che questo (disco) ha la struttura di un Rituale. (…) Sembra uno strumento per aprire portali nel mondo interiore, per sbloccare cose nascoste e sepolte. Cose che sono tenute al loro posto dalla tensione del corpo.”

Jónsi – First Light (Myndstream/Lakeshore)
Dopo aver aggiunto lo scorso anno un nuovo capitolo alla storia di quella che è la sua occupazione principale, ovvero il leader dei Sigur Rós, con ÁTTA, l’artista islandese è tornato a dedicarsi alla sua carriera solista. Per questo suo quarto album in studio ha deciso di mettere in scena nel corso delle tracce un mondo utopico, nel quale si vive in pace e armonia e che fa da contraltare all’odierno mondo in crisi e da spunto di profonda riflessione sui problemi causati dall’uomo.

Los Bitchos – Talkie Talkie (City Slang)
Dopo il debutto di due anni fa con Let The Festivities Begin!, questo multiculturale gruppo di sole donne è chiamato ora a confermare le buone impressioni mostrate nel 2022. Un disco che si preannuncia a dir poco eclettico nella sua commistione di riff energici e beat irresistibili all’interno del genere della cumbia. Ma d’altronde, poteva non uscire qualcosa di stravagante dall’incontro tra un’australiana, un’uruguaiana, una svedese e un’inglese?

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