
Dopo il debutto su Southern Lord, Marthe è tornata a collaborare con The Lord aka Greg Anderson per i brani The Eye Of Destiny e Wisps Of The Black Serpent
Dopo il debutto con l’album Further In Evil per la Southern Lord, l’italiana Marthe è tornata a collaborare con Greg Anderson, cofondatore dell’etichetta e polistrumentista dei Sunn O))), qui sotto il moniker †The Lord†, per un singolo composto da due brani, The Eye Of Destiny e Wisps of the Black Serpent. Marthe è stata anche protagonista di Futura nel numero di novembre

“Collaborare con The Lord è stata una sfida entusiasmante, qualcosa di nuovo e stimolante per me”, dice Marthe:
Di solito non mi occupo di questi paesaggi sonori e quando Greg mi ha chiesto di aggiungere voce e batteria a The Eye of Destiny, ho accettato. Greg voleva che il brano fosse un tributo a Quorthon (Bathory), un artista che ha avuto un’enorme influenza sui miei stati d’animo. Avevo iniziato ad aggiungere ritmi di tamburi da battaglia, ma presto ho dovuto affrontare il difficile compito di usare le parole per descrivere quello che (per me) è l’artista più talentuoso di tutti i tempi. Come esprimere con le parole a ciò che non riesco nemmeno a elaborare con le emozioni? C’è la persona dietro tutto ciò, e insieme al talento c’è la realtà della perdita, dal momento che lui non è qui più per testimoniare l’eredità del suo suono. Ciò che resta dei suoi sentimenti sul suo blog, le sue emozioni, il suo sviluppo come artista e come persona e quella scintilla nei suoi occhi. Gli occhi sono lo specchio dell’anima, si dice. E Stavo leggendo alcuni appunti che ha lasciato in una lettera e diceva qualcosa del tipo “possa l’occhio del destino essere selvaggio con te e mostrarti la strada giusta nella vita”. “L’occhio del destino” è stata per me un’immagine evocativa, per immaginare nella mia mente l’aura della sua memoria, come essere umano e genio musicale. Dato che le parole sono dominanti in un tributo, era impossibile, nel modo più umile, trovare parole per lui. Quindi ho preso le sue stesse parole: ho controllato tutti i testi e ho creato un caviardage di parole che alla fine ha composto un tributo in quello che ho ritenuto il modo più onorevole possibile. Adoro il risultato finale, è il mio piccolo omaggio a un gigante della musica. Per la seconda canzone, Wisps of the Black Serpent, volevo incorporare più sintetizzatori, dato che ultimamente mi sto dedicando alle colonne sonore e in particolare alla composizione di musica horror (a seguito del mio amore per i film horror, in particolare i classici gotici italiani). Le parti vocali qui sono un’improvvisazione. Volevo far uscire alcune energie negative, quindi ho immaginato un esorcismo sciamanico per liberarmi del peso che sentivo quella notte. Adoro quando le canzoni suonano più come un lamento che come canzoni vere e proprie, perché riesco a ricordare il momento esatto in cui è venuto fuori qualcosa di non pianificato, che alimenta quello successivo e quello successivo e così via. È simile all’hip hop freestyle, ti emoziona mentre lo fai!
Potete sentirlo qui sotto:



