
Lucio Corsi e Venerus sono i protagonisti del numero estivo di Rumore (luglio/agosto 2023). Un estratto dell’intervista dal numero in edicola
Il numero estivo di luglio/agosto 2023 – che comprende anche la Guida Pratica 50 x ’10 Parte seconda: 50 + 50 dischi di culto degli anni 10 – è ancora in edicola per alcuni giorni (ma potete anche ordinarlo online). Quest’anno dopo gli italiani Studio Murena abbiamo deciso di giocarci altri due artisti che sulla copertina di Rumore non ci erano mai stati: Lucio Corsi e Venerus reduci da due ottimi dischi in questo 2023. Il primo ha pubblicato l’album La Gente Che Sogna mentre il secondo è uscito con Il Segreto.

Per la copertina e per le foto del servizio la fotografa Alessandra Lanza ha ritratto assieme Lucio Corsi e Venerus in alcuni scatti inediti nello studio di quest’ultimo. Nicholas David Altea, invece, li ha intervistati proprio lì facendosi raccontare le loro evoluzioni e le ispirazioni trovando alcuni punti in comune in questo loro primissimo incontro. Ne è venuto fuori un ritratto inedito della nuova canzone d’autore italiana. Quella di chi oggi ha 30 anni e guarda al passato sì con devozione, ma con la sfrontatezza di voler scrivere un percorso proprio. Che rimanga e che sappia parlare anche a un pubblico nuovo. Gemelli Diversi di un nuovo modo d’intendere la musica e la canzone d’autore nazionale.

Qua sotto un breve estratto della lunga intervista a Lucio Corsi e Venerus che trovate nel numero in edicola:
Ti piace fingere e creare qualcosa di fittizio?
Lucio Corsi.: “Voglio essere ingannato dalle canzoni, voglio essere calato in altri panni, in altre epoche, senza riferimenti all’attualità, che palle. Cioè, in una canzone ci devono essere i laghi bianchi del silenzio, deve essere stata registrata nel 1930.
e uscita nel 2060 o viceversa: è quello che cerco, e nel glam c’è questa fuga dalla realtà,
come nel prog ovviamente”.
Venerus, anche tu fuggi dalla realtà?
Venerus: “Più che fuggire me la creo facendo la musica, automaticamente. Da un certo punto di vista, prendilo con le pinze, sono molto coi piedi per terra, perché in realtà per me già l’esperienza di scrivere e di fare della musica è il luogo in cui mi sposto, no? È come se nella realtà ci fossero dei buchi neri a disposizione, e tu, in base alla tua sensibilità, venissi attratto da uno o più di questi buchi neri. Se poi, oltre ad avere una tua sensibilità, sei una persona abituata a trasformare e digerire informazioni, automaticamente crei un luogo. Anche questo studio è una via di fuga: ogni tanto sto qui a suonare per due giorni e poi apro la porta, mi ritrovo in un parcheggio e mi sembra assurdo. È come se proiettassi la mia testa, come se lo studio diventasse l’interno del cranio e quello che succede lì dentro… è un po’ tipo l’immersione di un sub più che il trasportarsi altrove”.
La parola magia appare nei vostri dischi, come in Magica Musica di Venerus o in Magia Nera, un brano del tuo ultimo album. Come la intendi e che cosa rappresenta?
L.C.: “Secondo me è sempre qualcosa di relativo a quello che si diceva prima, fa parte di quel discorso sul disco, è una trasformazione, la luna che cerca di trasformare chi la guarda. È anche una cosa difficilissima e penso che nella musica si debba sempre puntare al cambiamento, la trasformazione di ciò che fai. È importante, è quella la magia”.
Come avete affrontato i vostri cambiamenti negli ultimi anni?
L.C.: “ Bisogna cercare il ramo più comodo per farci una crisalide e poi aspettare di diventare qualcos’altro. Sono alla ricerca del ramo, e può essere anche un cancello, una rete…”.
V.: “Come Xena, con indomito coraggio. Come ha detto lui è il senso di esistere, di trasformarsi, per cui ben venga, secondo me poi la bussola è il cercare comunque una sensazione di equilibrio. Magari anche distruggere il proprio equilibrio, ma sempre per stare bene, alla fine. Il cambiamento non è una invenzione: è adattarsi alle proprie necessità, a quello che stai cercando, e per me c’è sempre una positività di fondo. Che cerco principalmente nelle persone di cui mi circondo, i colori della mia vita. È tutta la mia parte interiore… stamattina scrivevo in treno, venendo qui…”.
Qui sotto potete riascoltare i rispetti album:



