Le accuse del figlio di Martin Duffy ai Primal Scream

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Il figlio di Martin Duffy, tastierista dei Primal Scream morto a dicembre, ha accusato la band di non averlo sostenuto emotivamente ed economicamente

Louie Duffy, figlio diciannovenne di Martin, il tastierista dei Primal Scream scomparso lo scorso dicembre, ha rilasciato una lunga dichiarazione in cui oltre a ricordare il padre e ripercorre le tappe della sua carriera, della malattia, dell’alcolismo, lancia delle accuse piuttosto pesanti nei confronti degli altri membri della band, che a suo dire non sarebbero mai stati vicini al padre, umanamente ed economicamente, lasciandolo in rovina e non presentandosi nemmeno al funerale.

“Mio padre, Martin Duffy”, scrive, “era nato e cresciuto a Birmingham e nonostante abbia vissuto a Londra e Hove per la maggior parte della sua vita, era un Brummie molto orgoglioso. è stato sempre un appassionato tifoso dell’Aston Villa. Alcuni dei miei primi e più felici ricordi riguardano l’andare insieme alle partite, cosa che abbiamo fatto fino alla sua morte. A quanto pare, papà rispose a un annuncio quando aveva 16 anni: ‘vuoi essere una star del Rock ‘n Roll?’. Era una star nel vero senso della parola e non solo per il suo talento musicale. Sapeva suonare molti strumenti ma aveva anche una mente brillante e molti interessi. Papà non ha mai inseguito la fama, era solo il suo lavoro, era una persona riservata. Il suo amico Tim Burgess dei Charlatans nel suo tributo l’ha descritto come ‘l’unico genio musicale’ che abbia mai conosciuto”.

Più avanti arrivano le note negative: “Voglio essere la voce di mio padre adesso, perché ci sono state una serie di circostanze che l’hanno portato alla morte che io, la mia famiglia e gli amici intimi di papà crediamo tutti abbiano contribuito al suo improvviso e rapido declino negli ultimi mesi della sua vita. Mio padre è stato un musicista professionista fin dall’età di 18 anni, prima coi Felt negli anni 80 e poi diventando un rispettato membro dei Primal Scream per oltre 30 anni. Questo potrebbe portare le persone a credere che fosse un uomo ricco, ma non è affatto così. Mio padre è morto indebitato e so quanto pesantemente questo lo abbia colpito negli ultimi anni della sua vita.

Dopo essere entrato nella band, papà aveva iniziato come membro alla pari dei Primal Scream, ma è stato gradualmente tagliato fuori dai crediti come autore, poi dai profitti di tour e merchandise, alla fine veniva pagato a concerto. Mio padre era molto più di un turnista, le sue tastiere erano parte integrante del sound della band in ogni album ed è sempre stato un portavoce, facendo innumerevoli interviste negli anni. Quando dico ‘la band’ intendo Bobby Gillespie e Andrew Innes; tutti gli altri sono entrati anni dopo, non prendono le decisioni e sono impiegati come turnisti. Papà diceva che i soldi avevano iniziato ad arrivare davvero solo quando i Primal Scream hanno fatto il tour per il 20° anniversario del loro album di maggior successo Screamadelica nel 2011, ma lui non ne ha tratto beneficio poiché è stato in questo momento che la band ha deciso di retrocederlo a essere pagato solo come un turnista”.

La dichiarazione continua con il racconto dei problemi di alcolismo, del cancro che l’aveva colpito pochi anni fa e della morte, avvenuta a causa dei danni cerebrali in seguito a una caduta in casa.

“Abbiamo fatto una cerimonia di cremazione piccola e privata solo con la famiglia stretta”, scrive infine, “La band ha pagato per il funerale – cosa di cui sono stato grato perché papà non ha lasciato soldi – ma è così triste sapere che questa generosità non è stata offerta a papà quando ne aveva davvero bisogno. Il suo collega musicista e amico Steve Mason ha organizzato un raduno per gli amici a cui partecipare quel giorno. Solo il buon amico di papà Darren, batterista dei Primal Scream e membro della crew è venuto a rendere omaggio. Subito dopo la morte di papà, ho ricevuto un paio di telefonate da Bobby Gillespie e Andrew Innes e mi hanno inviato alcune foto di papà su WhatsApp. Non li ho più sentiti da allora.

Molti si sono congratulati con Bobby Gillespie per il suo “bellissimo” tributo, in cui ha affermato che papà era “il musicista più talentuoso di tutti noi” che è un alto elogio per un turnista. Papà aveva un talento davvero unico, la band lo descriveva come loro “Soul Brother”, ma penso che papà in realtà fosse “l’anima” nei Primal Scream. C’è voluta la sua morte per avere il riconoscimento e il rispetto che meritava.

Ho visto su Instagram come Bobby Gillespie esorta sempre tutti a sostenere gli scioperanti – retribuzione equa per i lavoratori – e non c’è niente di sbagliato in questo, anche papà ha sostenuto gli scioperanti, ma non se allo stesso tempo non paghi il tuo compagno di band da oltre 30 anni anche con una piccola parte dei profitti del tour per semplificargli la vita”.

Redazione Rumore
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